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Come farsi rimborsare per il volo in ritardo o cancellato

28 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2015



Volo nazionale o internazionale in ritardo o cancellato: come chiedere il rimborso, a quanto ammonta, a chi rivolgersi in caso d’inadempimento.

 

Durante il periodo natalizio, notoriamente, si moltiplicano i viaggi ed i voli, e, con essi, si moltiplicano i problemi dei passeggeri: non di rado, purtroppo, capita di ritrovarsi a bivaccare per ore e ore in aeroporto, magari di trascorrervi anche l’intera nottata, a causa di un volo in ritardo o cancellato. Le conseguenze del ritardo o della cancellazione del volo, spesso, non si limitano al semplice disagio personale, ma possono essere ben più gravi quando si perde una coincidenza, o si perde un appuntamento di lavoro.

Ci si chiede, allora, se, nel caso in cui vi sia una cancellazione o un ritardo del volo, il passeggero abbia diritto al risarcimento del danno, se il rimborso da parte della compagnia aerea dipenda dalla dimostrazione di aver subito effettivamente un pregiudizio, e se esista una normativa unica a tal proposito, o dipenda dalla linea aerea utilizzata o dalla lunghezza della tratta.

Volo in ritardo o cancellato: ammontare del rimborso

In materia di ritardo o cancellazione dei voli, innanzitutto, la disciplina è unica, a livello europeo, ed è applicabile in ogni Stato Membro dell’Unione Europea [1], purché il volo abbia, come partenza o destinazione, un territorio appartenente all’UE.

L’ammontare del rimborso, invece, cambia a seconda della durata del ritardo o della distanza coperta dalla tratta.

In particolare, sono previste, a seconda degli esposti parametri, tre classi di rimborso:

– per voli con oltre 2 ore di ritardo, e tratte aeree che devono coprire una distanza minore di 1.500 Km., la compagnia aerea è tenuta ad erogare un rimborso pari a 250 Euro;

– per voli con oltre 3 ore di ritardo, e tratte aeree che devono coprire una distanza superiore a 1.500 Km., oppure tratte aeree al di fuori dell’Unione Europea, con una distanza che va dai 1.500 ai 3.000 km, la compagnia aerea è tenuta ad erogare un rimborso pari a 400 Euro;

– infine, laddove la partenza del volo ritardi di oltre 4 ore, in caso di tratte extraeuropee oltre 3.000 Km, o in caso di cancellazione, il risarcimento previsto è di 600 Euro.

Le somme erogate dalla compagnia aerea possono essere dimezzate se è offerto un volo alternativo entro 2 ore, per le tratte distanza minore di 1.500 Km, 3 ore, nel caso di tratte superiori a 1.500 Km o extraeuropee sino a 3.000 Km, o 4 ore, negli altri casi.

Come detto, il Regolamento è una legge europea e quindi si applica solo nello spazio aereo comunitario. Dunque, per poter chiedere un rimborso in caso di ritardo, il volo deve essere partito da un aeroporto di un Paese Ue (con qualsiasi compagnia) o atterrato in territorio Ue (con una compagnia aerea europea o proveniendo da Islanda, Norvegia o Svizzera). In caso di disservizi aerei nel resto del mondo occorre informarsi presso la compagnia aerea o il governo locale. Un iter non sempre facile e agevole, neppure in Europa dove ottenere risarcimenti è spesso un percorso a ostacoli, tra procedure e moduli complessi e l’ostruzionismo delle compagnie volto a scoraggiare le richieste di rimborso.

Volo in ritardo o cancellato: prestazioni dovute oltre al rimborso

Oltre alle somme a titolo di rimborso, il passeggero ha diritto ad effettuare due chiamate telefoniche o messaggi via fax o email, ed a ricevere cibi e bevande, a seconda del perdurare dell’attesa e delle fasce orarie interessate dal ritardo.

Laddove il ritardo o la cancellazione del volo comporti un’attesa in orario notturno che renda necessario anche il pernottamento, il passeggero avrà diritto alla sistemazione in hotel a carico della compagnia aerea, nonché al trasporto andata-ritorno dall’aeroporto all’albergo.

Volo in ritardo o cancellato: come fare domanda di rimborso

La domanda di rimborso deve essere inoltrata alla Società che gestisce la linea aerea, anche se estera: ciascuna compagnia aerea, difatti, nel proprio sito web, ha una sezione nella quale è possibile scaricare il modulo di reclamo, ed un indirizzo mail, o numero di fax, a cui inviare il modulo, assieme al biglietto aereo ed alla carta d’imbarco; alcune compagnie aeree offrono addirittura la possibilità di inoltrare il form direttamente online.

Qualora l’invio della domanda o dei documenti online o via fax non vada a buon fine, oppure laddove la risposta della compagnia tardi ad arrivare, è consigliabile inviare l’istanza e la documentazione tramite PEC, all’indirizzo di posta elettronica certificata della società, o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Sede Legale della società.

Volo in ritardo o cancellato: reclamo all’Enac

Qualora il passeggero non riceva alcuna risposta entro sei settimane, potrà inoltrare un reclamo all’Enac: l’istanza può essere inviata anche online, per mezzo del portale dell’Ente, all’interno della sezione “Diritti dei Passeggeri”, nella quale si trova tutta la modulistica necessaria; in alternativa, il reclamo può essere inviato ai competenti Organismi Responsabili degli Stati UE, della Norvegia, dell’Islanda e della Svizzera, relativamente alle tratte che partono o arrivano in quelle Nazioni.

Volo in ritardo o cancellato: dimostrazione del danno

Per ricevere il rimborso, nell’ammontare previsto dal Regolamento, non è necessario che il passeggero dimostri la sussistenza di un danno o di un pregiudizio. Tuttavia, qualora il pregiudizio subito meriti un risarcimento superiore agli importi standard, oppure nel caso in cui il rimborso non arrivi, il passeggero ha sempre la facoltà di far causa alla compagnia, presso il tribunale ordinario.

La compagnia aerea, per evitare di essere chiamata a risarcire il danno, dovrà dimostrare non solo di aver adottato l’ordinaria diligenza per evitare il ritardo o la cancellazione, ma anche di aver messo in atto ogni accorgimento possibile, nonché tutte le misure alternative esistenti.

Rimborsi su internet

sono nate agenzie specializzate nelle richieste di rimborso per i disservizi in viaggio. Funzionano in modo molto smart: andando sul sito e inserendo le coordinate del volo si può sapere immediatamente (e gratis) se si ha diritto a un risarcimento e di che entità. Se si decide di affidarsi a questi “facilitatori”, non ci si deve più preoccupare di nulla: sarà l’agenzia a rivalersi nei confronti del vettore aereo, arrivando anche a istruire una causa in tribunale, se necessario. Una comodità che ha un costo contenuto e che si paga a fine pratica: in caso di esito favorevole l’agenzia si trattiene il 25% del rimborso, che diventa il 50% se si finisce davanti a un giudice. Il resto viene accreditato sul conto corrente del cliente. Se invece non si ottiene il rimborso, allora nulla si deve all’agenzia. «Abbiamo raggiunto il 99% di pratiche vinte, con indennizzi medi di 450 euro – spiega il direttore di AirHelp Italia Danilo Campisi – ma all’inizio non è stato facile: le compagnie aeree ci negavano i rimborsi e quindi eravamo costretti a portare le pratiche in tribunale. Quando sono cominciate ad arrivare le prime sentenze a noi favorevoli le compagnie hanno capito che conviene pagare subito e oggi raramente dobbiamo istruire una causa per difendere i nostri clienti». Per usufruire di questi servizi c’è un ampio arco di tempo visto che il regolamento Ue prevede una retroattività fino a tre anni.


note

[1] Reg. CEE 261/04.


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