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Aiuti economici ai figli: il fisco punisce chi non giustifica i soldi

28 Dicembre 2015


Aiuti economici ai figli: il fisco punisce chi non giustifica i soldi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Dicembre 2015



L’Agenzia delle Entrate e il redditometro: così viene incastrato il contribuente che spende più di quello che guadagna e non riesce a dimostrare che il denaro è frutto di donazione dei genitori.

Gli italiani devono ormai prendere confidenza con i bonifici bancari poiché l’occhio del fisco, negli ultimi anni, è diventato particolarmente attento e severo: chi, infatti, spende più di quello che guadagna viene sottoposto ad accertamento fiscale (cosiddetto redditometro) quando non riesce a dimostrare la provenienza dei redditi. In pratica, nel caso di una spesa superiore alle effettive possibilità economiche del contribuente bisogna essere in grado di provare al fisco da dove provengono tali risorse. Non basta sostenere che i soldi “in più” sono frutto di un sostegno economico ricevuto da parte dei genitori. Bisogna anche dimostrarlo.

L’allarme, lanciato stamattina dalle pagine di un noto quotidiano, è quanto del resto va predicando, da qualche anno a questa parte, la nostra testata giornalistica.

Il sistema tributario italiano è sicuramente sbilanciato in favore del fisco al quale basta, anche tramite presunzioni (tale è, appunto, il redditometro), dimostrare che la capacità contributiva del contribuente non è quella indicata nella dichiarazione dei redditi. A tal fine, spese superiori alle effettive possibilità possono essere il motivo per “incastrare” il cittadino.

A sollevare i sospetti del fisco non è tanto la spesa in sé relativa all’acquisto di un bene quanto la capacità del contribuente di sostenere i successivi costi correlati al mantenimento del bene in questione. Un esempio chiaro è quello dell’acquisto di un’automobile: non è tanto il capitale necessario all’acquisto del mezzo a generare sospetti, quanto la necessità di dover poi provvedere alle spese di gestione, come il bollo, l’assicurazione, il carburante, la manutenzione ordinaria e straordinaria, ecc. Stesso discorso vale per l’acquisto di un immobile al quale sono collegate le più onerose spese dell’imposizione fiscale, il condominio, le utenze, ecc.

Ecco perché il consiglio migliore che, in questi casi, si possa dare è quello di far transitare, tramite bonifico bancario, le somme dal conto corrente del genitore donante a quello del conto del figlio donatario. Oggi, peraltro, con i sistemi di home banking queste operazioni sono ancora più facili, immediate e a costo zero.

Nel caso in cui uno dei due sia sprovvisto di conto, è possibile utilizzare un assegno.

In ultima istanza si può procedere allo schema della donazione indiretta: in buona sostanza, il donante (il padre), anziché versare il denaro al donatario (il figlio), paga direttamente il venditore del bene che intende donare, mentre quest’ultimo si obbliga a trasferirlo in proprietà al donatario.

Con il redditometro, infatti, vige la presunzione che le somme in contanti siano indizi di presumibile evasione fiscale se non vi è documentazione della provenienza delle stesse che solo la tracciabilità dell’origine del pagamento può garantire (appunto bonifici, assegni, carte di credito, ecc).


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2 Commenti

  1. tra poco registreremo anche l’aria che respiriamo, mentre i politici non se ne fottono una mazza, si scambiano gli assegni tra la mensa di palazzo chigi. e chi li controlla? nessuno

  2. Siete una massa di ladri!…
    Quando le persone non hanno soldi, non hanno un lavoro, hanno perso il lavoro,
    lo Stato si preoccupa di loro? Lo Stato si preoccupa di sostenere quelle persone? pagare le bollette, dare da mangiare, si preoccupa della loro situazione? Lo Stato li sostiene? Va a casa delle persone a vedere come vivono e come fanno ad affrontare una vita senza un lavoro, senza uno stipendio?
    No è? dove siamo arrivati? Eh?
    Una persona deve dichiarare allo Stato cosa fa con i suoi soldi? Magari anche soldi ereditati da familiari dopo una vita di stenti e sacrifici?
    Popolo italiano! La volete capire sì o no? Che è giunto il momento di fare una rivoluzione?

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