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Lo sai che? Posso uscire la sera con i permessi 104?

Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2015

Sono titolare di una legge 104 perché assisto mia madre disabile: durante i tre giorni di permesso dal lavoro posso uscire la sera quando il familiare è già a letto a dormire?

È esclusa la possibilità di utilizzare, per fini personali, i giorni di permesso ottenuti dalla azienda a chi è titolare dei benefici della legge 104 perché assiste un familiare con invalidità: tale divieto vale per tutta la giornata e non solo, quindi, negli orari in cui altrimenti il dipendente starebbe stato a svolgere la propria prestazione lavorativa.

La giurisprudenza della Cassazione, a riguardo, è stata particolarmente severa nel ritenere che, durante l’arco dell’intera giornata, ivi compresa la notte, il familiare non possa svolgere mansioni diverse da quelle dell’assistenza. In difetto può configurarsi una giusta causa di licenziamento per violazione della fedeltà al datore di lavoro. Emblematico è stato il caso di un lavoratore colto a passare la serata in discoteca con gli amici [1].

L’abuso dei permessi della legge 104 viene visto come un comportamento particolarmente riprovevole e grave da parte del lavoratore, che finisce per ledere tanto il sistema previdenziale pubblico (posto che l’indennità viene anticipata dall’Inps), tanto l’azienda e l’organizzazione interna del lavoro (venendo a mancare una risorsa nel normale circolo produttivo). Questo, secondo i giudici, giustifica il licenziamento in tronco, ossia senza preavviso.

A riguardo, la prova dell’inadempienza può essere costituita dalle fotografie scattate da un collega di lavoro con un cellulare, dal report di un detective o anche dalla dichiarazione testimoniale di un terzo che abbia visto il dipendente in questione svolgere attività personali o ricreative.

In altri precedenti, sempre dello stesso tenore, la Cassazione ha sanzionato il dipendente che utilizzava i permessi della legge 104 per partecipare a gite fuori città.

È chiaro che la dimostrazione di un’oggettiva necessità che abbia portato il dipendente a uscire fuori di casa – per esempio, procurare le medicine al familiare malato – può essere considerato dal giudice un valido motivo per giustificare l’assenza, sempre che sia adeguatamente provato.

note

[1] Cass. sent. n. 8784/15 del 30.05.2015.

Autore immagine 123rf com


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6 Commenti

  1. Può un dipendente di un Ente Pubblico, beneficiare di due permessi relativi alla legge 104/92 e cioè uno personale (gli è stata riconosciuta la L. 104 per le varie patologie di cui è sofferente) e un altro per il genitore allettato e incapace con badante, h. 24, che l’accudisce.

  2. mi sembra un abuso l’interpretazione ke ne da la Cassazione – il permesso dovrebbe essere riferito solo al mio orario di lavoro ke giustamente io devo dedicare al congiunto malato – ci sono stati tanti abusi da parte di ki godeva della 104 e vanno giustamente puniti, ma adesso mi sembra ke i diritti dei lavoratori vengano sotterrati da uno stato prevaricatore

  3. Una legge anomala e nata male. A queste cose devono pensarci i servizi sociali, perchè un lavoratore non può compromettere l’organico di cui fa parte. E soprattutto non può gestire a proprio piacimento questi giorni. Legge da abolire immediatamente.

  4. ma risulta vero quello che si dice sui permessi 104 e cioè che tutte le giornate dovranno essere recuperate? Sembra che un dipendente prossimo alla pensione è stato costretto a ritardarla di qualche mese obbligato a recuperare tutte le giornate di permesso usufruite con la 104

  5. L’assistenza va prestata per le sole ore di permesso.
    Nel caso del dipendente licenziato per la serata in discoteca, certamente si trattava di turno di notte.
    E’ chiaro che durante l’assistenza non si possano svolgere fini personali in dispregio dell’assistito.
    L’articolo a mio avviso può generare confusione.

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