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Riscaldamento: distacco dall’impianto centralizzato e spese

29 dicembre 2015


Riscaldamento: distacco dall’impianto centralizzato e spese

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 dicembre 2015



Condominio: chi va per l’autonomo paga la manutenzione straordinaria e quella ordinaria dell’impianto condominiale.

 

Chi si distacca dal riscaldamento centralizzato resta comunque obbligato a pagare tutte le spese dell’impianto condominiale relative alla manutenzione straordinaria e ordinaria: è quanto affermato dalla Corte di Appello di Milano con una recente e interessante sentenza [1]. Secondo quest’interpretazione, resterebbero quindi escluse solo le spese per i consumi.

La sentenza è certamente originale e va a chiarire meglio la portata del codice civile [2] alla luce della riforma del diritto condominiale avvenuta nel 2012. La norma stabilisce che il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano “notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa” per gli altri condomini. In tal caso – prosegue la stessa disposizione – egli deve comunque pagare le sole spese per la “manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”.

Nonostante, dunque, il codice civile faccia chiaramente riferimento alle sole spese di manutenzione straordinaria, per i giudici milanesi di secondo grado, nel concetto di “spese per la conservazione dell’impianto” rientrano anche quelle per la manutenzione ordinaria, poiché “se non viene mantenuto in via ordinaria, il bene è destinato a deteriorarsi”.

Inoltre, aggiunge la Corte, “il condomino non può certo conseguire il risultato di preservare, a spese degli altri comunisti – spese attinenti alla citata manutenzione ordinaria –, il valore della propria unità abitativa”.

Questo significa che il condòmino che opta per il distacco e preferisce dotarsi di impianto autonomo resta comunque tenuto al pagamento di tutte le spese che riguardano l’impianto centralizzato, in quanto classificabile come “bene comune”; del resto lo stesso condòmino potrebbe, in futuro, decidere di ritornare al centralizzato e “riallacciarsi”.

Sulla stessa questione si era pronunciata, l’anno scorso, la Cassazione [3] secondo cui il concorso del condomino alle spese di manutenzione ordinaria (oltre che a quella straordinaria) è giustificabile solo nel caso in cui, a distacco avvenuto, gli altri condòmini non ottengano un risparmio sui consumi: una condizione, questa, che sembra in linea con il codice civile [2] laddove dice che il distacco è possibile, ma solo a patto che l’operazione non comporti aggravi di spesa per gli altri condomini.

note

[1] C. App. Milano, sent. n. 3360 del 31.07.2015.

[2] Art. 1118 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 9526 del 30.04.2015.

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