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Lo sai che? Cassonetti rifiuti in cortile se c’è la raccolta porta a porta

Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2015

Raccolta differenziata e sacchi della spazzatura: il posizionamento dei cassonetti condominiali deve rimanere nel cortile, salvo giustificati motivi.

I cassonetti della spazzatura vanno messi all’interno del cortile condominiale tutte le volte in cui il Comune abbia previsto il servizio di raccolta di rifiuti porta a porta”. A dirlo è una recente sentenza del Tar Piemonte [1]: secondo i giudici amministrativi, i condòmini sono tenuti a posizionare i cassonetti della raccolta differenziata all’interno dei cortili e non ai margini della strada pubblica quando, in ambito cittadino, siano attuati i sistemi di raccolta differenziata “porta a porta”.

Il principio esposto in sentenza è molto semplice e lineare: fermo restando che la materia è regolata dai regolamenti comunali, cui bisogna sempre far riferimento per verificare, nel concreto, come viene disciplinato il sistema di raccolta dei rifiuti, viene di norma prevista la collocazione dei cassonetti sul suolo pubblico salvo che non siano attuati in ambito cittadino sistemi di raccolta differenziata “porta a porta”; in tal ultimo caso i proprietari privati hanno l’obbligo di posizionare i cassonetti della raccolta differenziata all’interno degli spazi pertinenziali di proprietà e di esporli su suolo pubblico nei giorni e nelle ore di raccolta stabiliti dal gestore del servizio pubblico.

È irrilevante che la collocazione dei cassonetti all’interno del cortile possa sottrarre dei posti già adibiti a parcheggio: si tratta, infatti, di semplici interessi privati destinati a recedere a fronte dell’interesse pubblico alla corretta realizzazione del sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta”.

La vicenda

Nel caso di specie, la controversia ha visto contrapposti un condominio e il Comune di Torino. L’amministrazione comunale, tuttavia, aveva già da tempo introdotto il sistema di raccolta differenziata “porta a porta” in ambito cittadino; dunque, i condomini dovevano rispettare la collocazione dei cassonetti all’interno degli spazi pertinenziali di proprietà privata. In verità una circolare della giunta regionale ammetteva deroghe nel caso in cui l’internalizzazione dei cassonetti poteva costituire intralcio o ostacolo al passaggio nelle stesse pertinenze dei fabbricati o dare luogo a problemi igienici, ma tale circostanza non è stata riconosciuta sussistente nella vicenda concreta.

note

[1] Tar Piemonte, sent. n. 1169/2015.


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1 Commento

  1. Diamo le chiavi del cancello o del portone alla ditta che opera la raccolta? E se il cortile non c’è? Sarebbe interessante sapere come si comportano in tal senso i legislatori del TAR piemontese…..

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