Business | Articoli

Buoni pasto: possono sostituire lo stipendio?

14 Luglio 2016 | Autore:
Buoni pasto: possono sostituire lo stipendio?

Il precariato ha raggiunto una nuova frontiera: ti pagano coi buoni pasto! Ma è legale? Ecco chi ha diritto al buono pasto e i vantaggi per le imprese

Come è noto i buoni pasto sono un metodo di rimborso spese che permette ai dipendenti di avere il pagamento del pranzo fuori casa.

L’accettazione dei ticket non solo presso i ristoranti, ma anche presso i supermercati, questo ha generato in capo alle aziende l’uso del buono pasto anche come “benefit” per il dipendente.

La CGIL Toscana ha invece lanciato un’allarme ulteriore: alcuni lavoratori hanno dichiarato di esser stati pagati solo mezzo voucher per generi alimentari. Ma è legale? Iniziamo con una definizione.

Cosa sono i buoni pasto?

buoni pasto, o ticket restaurant, sono dei mezzi di pagamento, sostitutivi del servizio mensa,  erogati dal datore di lavoro ed utilizzabili dai dipendenti per acquistare pasti o prodotti alimentari: possono essere emessi in forma cartacea (voucher) o elettronica.

Sia nell’una che nell’altra forma, ogni buono, o ticket, ha un valore assegnato (solitamente tra i 2 ed 10 Euro) ed è riconosciuto da enti ed imprese convenzionate, come ristorantibar, mense e supermercati.

Buoni Pasto: un diritto del lavoratore

I buoni pasto sono un diritto per quei lavoratori che

  • segue per contratto un orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto, non importa se pranzo o cena;
  • che lavora ad una distanza tale tra l’abitazione e l’azienda, che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria [1].

In pratica, se l’orario di lavoro termina prima dell’ora di pranzo o di cena, ma il dipendente non ha la possibilità di fermarsi a mangiare né presso la mensa aziendale o esterna, né a casa propria, a causa della distanza tra l’abitazione ed il luogo di lavoro, ha diritto ai buoni pasto anche se l’orario di servizio non copre la fascia dei pasti.

Non pagano lo stipendio: solo buoni pasto

Succede in Toscana dove alcuni lavoratori hanno segnalato la presenza di una cattiva pratica in sempre maggiore uso presso alcune aziende che retribuiscono i lavoratori tramite buoni pasto.

I più coinvolti da questo sistema sono i giovani e gli over 50  disoccupati da lungo periodo e che avendo già esaurito il ricorso agli ammortizzatori sociali vengono “ammortizzati” dall’impresa attraverso questo stratagemma. il settore più colpito sembrerebbe essere quello del commercio e dei pubblici esercizi, nei quali la stagionalità dell’intervento permette l’uso di questo metodo di pagamento sleale.

Sottolinea la CGIL: “ai datori di lavoro di sicuro conviene: spendono poco, meno perfino che con i voucher (i buoni lavoro), visto che il taglio minimo dei buoni pasto cartacei è di 5,29 euro, mentre il voucher vale 10 euro l’ora e garantisce un salario netto di 7,50 euro al lavoratore. Inoltre, con questo sistema i datori pagano solo a nero e possono perfino scaricare dalle tasse quello che spendono per comprare i buoni pasto che esistono di vario taglio: fino a 12 euro”.

Pagare lo stipendio con i buoni pasto è legale?

Non è legale pagare uno stipendio attraverso i soli buoni pasto perchè tale strumento come detto si configura come un mezzo sostitutivo del servizio mensa, un rimborso spese corrisposto dalle imprese in aggiunta (e non in sostituzione) dello stipendio [2].

Ma purtroppo questa pratica se ben celata conviene alle aziende, vediamo tutti i vantaggi dello strumento.

Buoni pasto: IVA detraibile

I buoni pasto permettono di detrarre completamente l’IVA [3]: se chi acquista il buono è un’azienda allora l’IVA è al 4%, mentre se vengono acquistati da un libero professionista allora essa è al 10%.

Buoni pasto esenti IRPEF
buoni pasto sono completamente esenti da oneri fiscali anche per il dipendente, essi difatti non costituiscono reddito ai fini IRPEF, a meno che l’importo giornaliero non superi la cifra di 5,29€; sull’eccedenza invece il surplus rientra nella base imponibile [4].

Buoni pasto deducibili dall’IRES
I buoni sono deducibili interamente dal reddito di impresa, dunque convengono all’impresa anche per questo: a differenza delle fatture del ristorante messe in nota spese che sono deducibili solo al 75%, l’intero importo può essere dedotto dal reddito di impresa.

Buoni pasto: esenti da oneri previdenziali.

Non è previsto per i buoni pasto alcun oneri contributivo e previdenziale, fino all’importo di 5,29€.


note

[1] Cass. sent. n. 22702 del 24.10.2014.

[2] DPCM 18.11.2005.

[3] L. n.133/2008.

[4] TUIR, art. 51 c. 2.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube