HOME Articoli

Lo sai che? Il Ctu che ritarda il deposito della perizia compie reato

Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2015

Consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice nella causa: è rifiuto d’atti d’ufficio il mancato deposito della consulenza.

Scatta l’incriminazione per rifiuto d’atti d’ufficio a carico del consulente tecnico d’ufficio (cosiddetto CTU), nominato dal giudice, se, nel corso del giudizio – civile o penale che sia – e nonostante i ripetuti solleciti (con conseguenti rinvii della causa), non deposita la perizia richiestagli. A chiarirlo è, ancora una volta, la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1]. La pronuncia non fa che confermare un orientamento già espresso, in passato, dalla stessa Suprema Corte [2].

I giudici ricordano che c’è un limite di “ragionevole comporto” oltre il quale il ritardo diventa penalmente sanzionabile, salvo venga fornita una valida giustificazione consistente in una causa di forza maggiore che abbia impedito l’espletamento del mandato affidatogli dal magistrato.

È vero: perché scatti il reato di rifiuto di atti di ufficio [3] è necessario che l’atto debba essere compiuto “senza ritardo”, cioè sia indifferibile. Tuttavia, detta indifferibilità non richiede necessariamente l’esistenza di termini perentori (i quali non sussistono nel caso del deposito della relazione peritale del CTU), ma va accertata caso per caso, in base all’esigenza di realizzare lo scopo cui l’atto è preordinato. Con la conseguenza che l’assenza di termini di legge espliciti o la previsione di termini semplicemente ordinatori non esclude il dovere di depositare la perizia in un ristretto margine temporale quando ciò sia necessario per evitare la lesione di altri interessi meritevoli di tutela: in tal caso, una durata ragionevole del processo e il diritto delle parti di ottenere una rapida giustizia.

È necessario, comunque, perché scatti il reato, che l’omesso deposito della relazione da parte del consulente tecnico nominato nella causa (civile o penale) si sia protratto nonostante le ripetute sollecitazioni formali. E tanto vale sia per la perizia in sé, quanto per gli eventuali supplementi, integrazioni e chiarimenti.

In assenza di un termine fissato per legge – si legge nella sentenza in commento – l’opera del CTU si considera utile solo quando arriva in tempo per rispondere alle ragioni di giustizia. Quando la linea di demarcazione viene superata si consuma il reato.

note

[1] Cass. sent. n. 51051/2015 del 29.12.2015.

[2] Cfr. anche Cass. sent. n. 44635 del 31.10.2013.

[3] Art. 328 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI