Diritto e Fisco | Editoriale

Così finisce la pubblicità del canone Rai

31 Dicembre 2015
Così finisce la pubblicità del canone Rai

Canone Rai: la riscossione dell’imposta sulla Tv con la bolletta segna i tempi di un nuovo rapporto con il cittadino.

Proprio di questi tempi, l’anno scorso, sui tre canali Rai, veniva diffusa la pubblicità progresso che incoraggiava gli italiani a pagare il canone, promettendo ricchi premi e cotillon a chi avesse adempiuto a quello che è sempre stato (nel bene e nel male) un obbligo di legge. Si chiamava “Telefortuna” ed era un concorso a premi per i “vecchi e nuovi abbonati RAI”, con sorteggio di viaggi per assistere alla finale del Festival di Sanremo e altri 10 viaggi per assistere ad un’altra trasmissione RAI.

Quest’anno tutto tace: nessuna pubblicità, nessun concorso, soprattutto è offline il sito della RAI dedicato al canone (http://www.abbonamenti.rai.it/). Eppure i dubbi dei cittadini non sono diminuiti: mai come ora regna l’incertezza sui tempi del pagamento, sulle condizioni, le esenzioni, le modalità di versamento tramite bollettino o “bollettona” (della luce). Ciò nonostante è divenuto impossibile contattare la Rai per avere chiarimenti. Evidentemente, con la certezza della riscossione, la Rai, piuttosto che ringraziare 20milioni di famiglie per il pagamento dall’imposta sulla Tv, avrà preferito ringraziare una sola persona, il buon Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi.

Al consumatore non resta che l’amara consolazione di non subire più quell’ossessivo conto alla rovescia pubblicitario: “Hai ancora 10 giorni, 3 ore e 42 secondi per pagare il canone…”.

Quanto alla Rai, che ora è sicura, grazie alla bolletta della luce, di incassare i suoi “meritati” quattrini da spendere in festival ed ospiti di eccezione, programmi culinari e talk show domenicali, può tranquillamente dimenticarsi degli italiani e continuare a fare come ha sempre fatto. Comportarsi come un monopolio pubblico, nonostante la già manifestata volontà del popolo di privatizzarla.



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