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Revisori dei conti: serve l’esame, nessuna equiparazione ai commercialisti

14 Luglio 2016
Revisori dei conti: serve l’esame, nessuna equiparazione ai commercialisti

Oggi il Ministero studia il decreto, ma si prevede una conferma della necessità di esame di abilitazione per i revisori contabili

Non si prevede nessuna equiparazione tra Commercialisti e Revisori contabili, sarà sempre necessario un esame di abilitazione. Questo quanto emerge dall’ultima versione del Dlgs che attua la direttiva 2014/56/Ue che ieri è stato oggetto di discussione del Consiglio dei Ministri.

Tuttavia l’inserimento della norma per la quale chi ha già sostenuto un esame universitario non debba risostenerlo, cioè che le competenze accertate non vadano ri-controllate, potrebbe aprire le porte ad una equiparazione di fatto, in forza degli accordi degli ordini professionali con gli Atenei.

Revisori contabili: il tirocinio

Sarà obbligatorio un tirocinio triennale, che può iniziare anche durante il biennio specialistico universitario e dovrà essere svolto presso un revisore legale (o presso una società di revisione). Il tirocinio sarà finalizzato all’acquisizione  delle capacità e delle conoscenze per il superamento dell’esame di idoneità professionale.

Revisori: esonero per le materie già oggetto di esame universitario

Nel decreto stabilisce le modalità di esonero dal controllo e verifica di quelle materie che hanno già costituito materia d’esame durante il ciclo universitario. Non verrà tuttavia accettata prevedibilmente la proposta fatta a maggio dal Cndcec alla Camera dei deputati, con la quale si richiedeva la piena equipollenza, ai fini dell’esercizio dell’attività di revisione legale, dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di commercialista e dell’esame di idoneità per l’esercizio della revisione legale.

Revisori: obbligo di formazione continua triennale

Dovranno essere comunque rispettati gli obblighi di formazione continua triennale, obbligo che è già previsto per gli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti, attraverso la frequentazione di convegni o di programmi di formazione a distanza.

Le sanzioni per le irregolarità commesse, nonché per il mancato assolvimento degli obblighi formativi, vanno dall’avvertimento alla cancellazione dal registro.

L’inottemperanza all’obbligo comportano la cancellazione dal Registro con l’impossibilità di reiscrizione prima dei 6 anni dalla cancellazione stessa.


note

Autore immagine: 123rf.com


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