Diritto e Fisco | Editoriale

I pirati del libro: scenderà la crisi sulla carta stampata?

16 Ottobre 2011 | Autore:
I pirati del libro: scenderà la crisi sulla carta stampata?

L’ebook e la digitalizzazione dei libri, come quella della musica, potrebbe portare con sè la pirateria digitale e la conseguente crisi del cartaceo?

Il libro sente il brivido della smaterializzazione. L’odore delle pagine nuove corre il rischio di essere un ricordo per chi l’ha già provato, e chimera per chi non ne ha vissuto la fragranza.

Google sta tentando di digitalizzare l’intera biblioteca universale. Il sogno nel cassetto dei grandi produttori è, infatti, quello di sostituire il supporto cartaceo ai Reader Daily Edition, ebook lanciati dalla Sony, capaci di leggere i files in questione e di trasformarli in libri digitali.

La digitalizzazione potrebbe aggravare il pericolo di download non autorizzati anche nel settore del libro?

A tal riguardo, viene in soccorso il parere di chi se ne intende: Walter Pellegrini, editore e titolare della Luigi Pellegrini Editore, casa editrice [1] con distribuzione nazionale.

Il 2010 sarà l’anno test in cui si potrà verificare la fruttuosità degli sforzi fatti per lanciare gli ebook. Negli Stati Uniti il mercato degli ebook comincia a muovere i primi passi: esso vale oggi l’1,5% delle vendite nei canali trade. In Italia invece è ancora a uno stadio embrionale: insieme all’audiobook, vale solo lo 0,04%, del mercato complessivo del libro [2].

Come si muove la pirateria in tutto questo?

Il dott. Pellegrini ritiene che la pirateria non possa causare al settore dell’editoria gli stessi danni che invece ha già creato al settore musicale. Ecco le sue convincenti motivazioni.

Innanzitutto la letteratura, al contrario della musica, non parla un linguaggio universale. Se è vero che con un software peer to peer è possibile collegarsi al computer di un utente dell’altra parte del globo e scaricare, dalla sua libreria musicale, un album qualsiasi (il nuovo cd di Michael Bublé, il greatest hits di Frank Sinatra o anche la musica etnica dello stesso Sol Levante), la questione si capovolge coi libri. In questo caso, infatti, si deve fare i conti con il diverso linguaggio di ciascun Paese di stampa. Sarà quindi molto difficile comprendere il nuovo romanzo di Dan Brown scritto in giapponese.

In secondo luogo, ci riferisce l’editore, chi consuma libri è un pubblico erudito e, in quanto tale, attaccato all’originale, alla qualità ed alla materialità del prodotto.

Peraltro di che ci meravigliamo? La copia non autorizzata del libro esisteva ancor prima dell’avvento di Internet. A Napoli – ci confessa il dott. Pellegrini – già diverso tempo fa si facevano copie integrali dei manuali universitari, ristampate in forma identica all’originale, ma senza bollino SIAE. L’affare era conveniente: se, infatti, il 20% del prezzo di un libro è normalmente assorbito dai costi di produzione, smerciandolo al 50% del prezzo originale, si poteva fare un guadagno del 30%!

Senza considerare che le fotocopie dei manuali universitari sono tutt’ora vendute all’interno delle cittadelle universitarie, con la tacita accondiscendenza di presidi, rettori e professori.

Ma c’è anche un attaccamento morboso alla qualità del testo stampato, che nessuna pirateria potrà vincere. Capita non poche volte che un autore, al fine di risparmiare, si rivolga al tipografo perché stampi il suo manoscritto, ma poi, insoddisfatto del risultato (bassa qualità della rilegatura, della carta e dell’inchiostro) ritorni dall’editore. Quest’ultimo offre un servizio più serio, un packaging di una certa perizia e soprattutto un’opera promozionale che internet non dà. Questi elementi sono richiesti tanto da chi offre il prodotto, quanto da chi lo acquista. Ed è questa unione di intenti, tra domanda ed offerta, che batte a monte la pirateria.

C’è un ulteriore aspetto da non sottovalutare, continua l’intervistato. I libri stampati abusivamente sono, per il momento, solo i best seller, quelli come Gomorra”, che hanno già venduto un milione di copie. In questi casi, se il 10% viene assorbito dalla pirateria, non si ha un grosso danno, ma tutt’al più un contributo alla visibilità del prodotto.

Infine il libro offre una versatilità di utilizzo che l’ebook non garantisce. Innanzitutto gli occhi sono costretti ad un maggiore sforzo con un monitor a LCD rispetto alla classica carta. Inoltre, se mentre si legge ci si addormenta e il libro cade durante la notte, o si bagna quando si legge sulla riva del mare, o viene dimenticato su un treno non è una grossa perdita economica: il libro può essere sempre riacquistato a buon mercato.


note

[1] www.pellegrinieditore.it

[2] Secondo le stime dell’Ufficio studi dell’AIE.


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