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Disabili: novità su congedi e permessi per assistenza

3 Aprile 2012 | Autore:
Disabili: novità su congedi e permessi per assistenza

Chiarimenti dell’Inps sui congedi e permessi dei lavoratori per assistere i familiari disabili.

Con la circolare del 6 marzo 2012, l’Inps ha fornito dei chiarimenti sulle modifiche apportate nell’agosto 2011 [1] in materia di congedi e permessi per assistenza alle persone affette da disabilità grave.

In merito al congedo parentale, è previsto il diritto al prolungamento rispetto alla sua normale durata. Ne ha diritto la madre o, in alternativa, il padre lavoratore per ogni figlio affetto da disabilità grave.

Il congedo parentale ordinario e il prolungamento eventualmente ottenuto non possono superare in totale i tre anni e possono essere utilizzati solo prima che il minore compia gli otto anni.

Più nello specifico:

– i genitori, anche adottivi, con bambini fino a tre anni di età hanno la possibilità di fruire, in alternativa, dei tre giorni di permesso al mese o delle ore di riposo giornaliere o del prolungamento del congedo parentale;

– i genitori, anche adottivi, con bambini di età compresa tra i tre e gli otto anni possono beneficiare, in alternativa, dei tre giorni di permesso o del prolungamento del congedo parentale;

– i genitori, anche adottivi, con figli oltre gli otto anni possono fruire dei tre giorni di permesso mensile.

Il congedo straordinario viene concesso solo a uno dei familiari, secondo un preciso ordine di priorità [2]. In base a questa classificazione, tale diritto passerà in capo al familiare successivo se il precedente manchi, sia deceduto o affetto da patologie invalidanti. Il congedo straordinario non può superare la durata di due anni nell’arco della vita lavorativa.  Il beneficiario, durante questo periodo, percepirà una indennità pari alla sua ultima retribuzione (con riferimento alle sole voci fisse e continuative del trattamento).

In merito all’assistenza a più di una persona disabile, il cumulo di permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da accudire sia:

– il coniuge, un parente o un affine entro il primo grado;

– un parente o un affine entro il secondo grado qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano decaduti o mancanti.

In merito ai permessi per assistere portatori di handicap gravi che risiedono a più di 150 chilometri di distanza, il lavoratore che ne benefici dovrà dimostrare che, nei giorni ottenuti, si è effettivamente recato presso la residenza del familiare [3].

Pertanto l’Inps, nella circolare, consiglia ai beneficiari dei permessi l’utilizzo dei mezzi pubblici, in quanto consentono di provare tale circostanza mediante l’esibizione del titolo di viaggio (biglietto treno, aereo, ecc…).

I modelli di domanda con le innovazioni descritte saranno disponibili sul sito internet dell’Inps, nella sezione “modulistica online”.

L’Inps effettuerà periodicamente controlli a campione per verificare la veridicità delle informazioni rilasciate dai lavoratori al fine di ottenere i permessi.

 

 


note

[1] Con il d. lgs. 119 del 18.07.2011,  entrato in vigore l’11.08.2011.

[2] 1. il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravità;

2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di  mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;

3. uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si precisa, al riguardo, che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);

4. uno dei fratelli o sorelle conviventi nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

[3] Qualora il lavoratore non riesca a fornire al datore di lavoro idonea documentazione, la sua assenza non potrà essere giustificata a titolo di permesso previsto dalla legge 104/92.


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