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Come versare l’IVA in ritardo ed evitare il reato di omesso versamento

2 Maggio 2013 | Autore:
Come versare l’IVA in ritardo ed evitare il reato di omesso versamento

Il 18 marzo 2013 è scaduto il termine per il saldo in unica soluzione dell’IVA relativa all’anno 2012: il contribuente con debito superiore a € 50.000,00 ha tempo fino al 27 dicembre 2013 per evitare il reato fiscale. Diverse sono le possibilità di versamento e rateizzazione previste dalla legge.

Molto imprese, a causa dell’attuale crisi di liquidità, non sono in grado di versare il saldo dell’IVA per l’anno d’imposta 2012, già scaduta il 18 marzo 2013.  Come noto, nel caso in cui l’omesso versamento IVA sia superiore a € 50.000,00, oltre alle sanzioni amministrative scatta il reato di “omesso versamento IVA” [1] con pene da sei mesi fino a due anni. Prima che si realizzi il reato, però, c’è ancora tempo: la pena infatti scatta solo se la soglia dei 50.000 euro persista alla data del 27 dicembre 2013.

Come rateizzare il versamento dell’IVA

Entro il 18 marzo 2013, il contribuente poteva scegliere se effettuare il versamento in un’unica soluzione oppure con rate mensili fino al mese di novembre.

Qualora però non abbia versato alcuna somma alla data del 18 marzo 2013, egli può ancora – attraverso lo strumento del ravvedimento operoso – “riprendere” la rateizzazione non avviata. È possibile, infatti, versare le prime due rate non pagate di marzo e aprile con una piccola sanzione e gli interessi, per poi continuare a versare le altre rate da maggio fino a novembre (senza alcuna sanzione) con gli interessi previsti per legge.

Altra possibilità: versamento da giugno/luglio in dichiarazione o rateizzato

Per chi presenta la dichiarazione IVA nell’ambito del Modello UNICO (la maggior parte dei contribuenti), il versamento può addirittura essere posticipato a giugno o luglio (termine previsto per il pagamento delle somme indicate in dichiarazione), con una maggiorazione dello 0,40% per ogni mese successivo alla data del 16 marzo. Tale debito, inoltre, non deve necessariamente essere versato in unica soluzione perché può essere pagato a rate come il versamento di tutte le imposte derivanti dalla dichiarazione (da giugno o luglio fino a novembre).

Ultima possibilità per evitare il reato

Se, nonostante i suddetti suggerimenti, il contribuente non è riuscito a regolarizzare il proprio debito IVA, facendolo scendere sotto i 50.000,00 euro, potrà comunque evitare la condanna penale versando, con modello F24, entro il 27 dicembre 2013, l’IVA oltre la soglia dei 50.000 euro.

In altre parole, poiché il reato si configura solo se non l’IVA non versata, dovuta in  base alla dichiarazione annuale, sia superiore a € 50.000,00 per ciascun periodo d’imposta, è sufficiente ridurre l’importo al di sotto dei 50.000,00 euro.

 


note

 

[1] Art. 10-ter D.lgs. 74/2000.


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