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Equitalia, cartelle sottratte alle regole del processo esecutivo

3 Aprile 2012
Equitalia, cartelle sottratte alle regole del processo esecutivo

Le regole fissate dal codice di procedura civile per il processo esecutivo, regole che devono essere rispettate da tutti i creditori, non valgono quando il creditore è Equitalia s.p.a.

Di norma si è soliti legittimare l’esistenza di deroghe [1] a favore del concessionario con ragioni di ordine pubblico, che tuttavia non sono tali da giustificare la disparità di trattamento tra debitori assoggettati alla procedura esecutiva esattoriale rispetto a quelli assoggettati a una normale procedura esecutiva.

Sul piano generale si può dire che elemento di specialità della procedura in questione sia l’autonomia processuale goduta dall’Equitalia, che – in sostanza – può esercitare le azioni esecutive senza l’intervento del giudice.

Per la riscossione delle somme non pagate il concessionario procede a esecuzione forzata (sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo) dopo sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento.

Una delle tante deroghe dettate a favore del concessionario Equitalia è quella relativa al pignoramento immobiliare. Se nella normale procedura esecutiva “normale” il pignoramento immobiliare si esegue con un atto notificato dall’Ufficiale giudiziario, e successivamente trascritto, nella procedura esecutiva esattoriale il pignoramento immobiliare  si esegue mediante la trascrizione di un avviso, contenente (oltre alle generalità del debitore ed ad altri requisiti formali) anche e soprattutto il prezzo base dell’incanto, la misura minima da apportare alle offerte, l’ammontare della cauzione da versare da parte degli offerenti. Tali elementi, nell’esecuzione immobiliare “ordinaria”, sono stabiliti dal giudice dell’esecuzione; qui invece decide tutto il concessionario, anzi – è bene sottolinearlo – un impiegato dell’Equitalia.

Altra deroga riguarda la vendita dei beni pignorati, che è effettuata, sempre a cura del concessionario (vale a dire di un impiegato Equitalia) senza necessità di autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Il che crea una grossa disparità rispetto all’esecuzione ordinaria, dove il giudice ben potrebbe rigettare l’istanza di vendita dei beni pignorati proposta dal creditore.

Il debitore poi è fortemente limitato nella possibilità di proporre opposizione all’esecuzione (quella cioè basata sulle ragioni di merito su cui si fonda la cartella esattoriale): in pratica, è ammessa soltanto l’opposizione che riguarda la pignorabilità dei beni e quelle sul rispetto delle regole formali di procedura.

Un’altra deroga riguarda la possibilità data ad Equitalia di ordinare al datore di lavoro di pagare quanto dovuto al dipendente direttamente al concessionario; ma di questo si parlerà in altra occasione.

In tema di esecuzione forzata “ordinaria” soltanto il giudice è titolare del potere di impulso e controllo del processo instaurato dal creditore nei confronti del debitore: nell’esecuzione esattoriale gli ufficiali della riscossione (leggi: funzionari e impiegati Equitalia) svolgono loro stessi le funzioni previste nel procedimento esecutivo ordinario per gli ufficiali giudiziari e per il giudice.

Chiunque si ritenga leso dall’esecuzione può proporre azione contro il concessionario dopo il compimento dell’esecuzione stessa ai fini del risarcimento dei danni [2].

In pratica, Equitalia è responsabile per i danni subiti dai contribuenti che derivino dalla violazione dei doveri di diligenza e correttezza nell’espletamento dei suoi compiti di ufficio.

Di recente la Cassazione ha affermato espressamente la violazione del principio del “neminem laedere” (che nel parlato equivale al principio di “non danneggiare nessuno”, vale a dire il fondamentale principio in base al quale tutti sono tenuti al dovere di non ledere l’altrui sfera giuridica) con specifico riferimento al comportamento di un dipendente che, nonostante i reiterati inviti a rivedere l’importo della cartella esattoriale, ha omesso di verificare la correttezza delle affermazioni del contribuente (che lamentava un mero errore contabile) ed ha proceduto ugualmente all’esecuzione forzata.

di GIUSEPPE CALOMINO


note

[1] La legge che detta le regole in tale materia è il D.P.R. 602/1973.

[2] Art. 59, D.P.R. 602/1973.


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5 Commenti

  1. Salve, nel caso di opposizione ad una procedura esecutiva attuata da Equitalia, il ricorso va presentato alla Commissioni Tributarie, o al Giudice Ordinario..?

  2. si tratta di cartelle inviate da Equitalia e riferite a tributi INPS;il pignoramento presso terzi è stato notificato nel maggio 2011, ed il terzo pignorato in questione è Bancoposta. Grazie.

  3. Buongiorno , senza aver ricevuto nessuna notifica può venire un funzionario equitalia a fare un verbale dove elenca i beni strumentali? Funzionario che si presenta senza nessun foglio dove dice perché , come e dove ? Grazie

  4. AIUTO!!!! equitalia ha fatto atto di intervento promoss nella procedura esecutiva promossa da un istituto bancario……………………due domande:
    1) parliamo di immobile in cui abbiamo residenza ma che non è’ l’unico immobile di proprietà…………….ne abbiamo altri ma in altra regione………………se blocchiamo la banca, equitalia puo’ continuare la procedura esecutiva anche se trattasi della casa di prima casa ma non lunica?
    2) quando abbia saputo dell’intervento di equitalia, abbiamo chiesto accesso agli atti per verificare tutte le cartelle relative notifiche ed eventuali prescrizioni……….abbiamo la prossima causa ad ottobre e non e’ stata fissata ncora la vendita dell’immobile, come possiamo agire nei confronti di equitalia per far valere prescrizione ed errata notifica?
    grazie

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