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Fonti del diritto: quali sono le leggi in Italia?

6 Gennaio 2016
Fonti del diritto: quali sono le leggi in Italia?

Cos’è la Costituzione, le leggi ordinarie, i decreti legge e legislativi, i decreti ministeriali, le circolari, i regolamenti e le direttive della Comunità europea.

Si suole definire con il termine “Fonti del diritto” tutte le tipologie di atti giuridici che costituiscono la base di diritti e doveri dei cittadini e che, quindi, sono la fonte da cui derivano le norme per la vita civile dello Stato e dei suoi componenti, siano essi privati che pubblici (pubbliche amministrazioni). In altre parole sono fonti del diritto quegli strumenti predisposti o riconosciuti dall’ordinamento che servono a produrre le norme giuridiche.

Il sistema delle fonti è piramidale, dove al vertice c’è la fonte primaria e più importante, cioè la Costituzione e, via via scendendo, si trovano le fonti di minore importanza. Ad ogni gradino corrisponde un rango o una “forza” della norma: per cui una norma può essere modificata o derogata solo da un’altra norma di pari o superiore rango. Per esempio, la legge ordinaria non può modificare la costituzione ma può derogare o abrogare un’altra legge o una fonte ad essa subordinata.

Le diverse disposizioni normative possono dunque essere divise in tre gruppi secondo una scala gerarchica; nel secondo gruppo è possibile distinguere una gerarchia interna al gruppo:

— Costituzione, Leggi costituzionali;

— Regolamenti dell’Unione Europea;

— Direttive dell’Unione Europea;

— Leggi ordinarie, Decreti Legislativi, Decreti Legge;

— Leggi regionali;

— Decreti del Presidente della Repubblica;

— Decreti ministeriali, Decreti Interministeriali, Ordinanze ministeriali.

Le diverse disposizioni prevedono che, qualora dovessero verificarsi contrasti nelle materie che disciplinano, fra esse si applichino le seguenti regole:

— le fonti inferiori sono subordinate a quelle superiori;

— norme di pari grado sono regolate dal principio di competenza;

— una norma posteriore prevale su una anteriore.

Fonti costituzionali

— la Costituzione definisce la natura, la forma la struttura e le attività dello Stato; è la legge fondamentale dello Stato da cui deriva la legalità di tutte le altre norme;

— le Leggi costituzionali che sono le norme che possono modificare la costituzione o disciplinare principi cardini dell’ordinamento pur non rientrando strettamente nella Costituzione;

Leggi

— le Leggi ordinarie definite semplicemente legge sono proposizioni verbali che si dirigono con il medesimo contenuto a tutti i soggetti che vengono a trovarsi in una situazione che la norma prevede; sono approvate dal Parlamento, promulgate dal Presidente della Repubblica e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale; entrano in vigore normalmente 15 giorni dopo la loro pubblicazione; un particolare tipo di legge ordinaria è la Legge delega che conferisce al governo nella sua collegialità (non a un singolo ministro) la delega a produrre un atto legislativo; nella legge delega devono essere fissate alcune indicazioni minime quali l’oggetto e il tempo in cui emanarla, oltre a principi e criteri direttivi;

— le Leggi costituzionali sono atti normativi previsti negli ordinamenti che hanno una Costituzione rigida, come quella italiana; sono adottate dal Parlamento con una procedura di approvazione molto più complessa rispetto a quella necessaria per le leggi ordinarie; nella gerarchia delle leggi hanno lo stesso rango della Costituzione, in quanto sono leggi che servono proprio a integrare o modificare la Costituzione stessa;

— i Decreti Legislativi (D.Lgs.), o leggi delegate, sono atti emanati dal Governo su delega del Parlamento, i quali hanno forza di legge; essi sono approvati dal Presidente della Repubblica e riguardano di solito materie complesse e tecniche che mal si presterebbero a una discussione in un’assemblea politica;

— i Decreti Legge (D.L.) sono delibere del Consiglio dei ministri, emanate dal Presidente della Repubblica in casi straordinari di necessità e urgenza, ed entrano in vigore lo stesso giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni pena la decadenza;

Decreti e Ordinanze

— i Decreti del Presidente della Repubblica (D.P.R.) sono emanati dal Presidente della Repubblica il quale adotta atti amministrativi deliberati da uno o più Ministri;

— i Decreti Ministeriali (D.M.) e i Decreti Interministeriali (D.I.) hanno un carattere attuativo di leggi e regolamenti;

— le Ordinanze Ministeriali (O.M.) sono atti con i quali la Pubblica Amministrazione detta comandi di natura amministrativa che servono per attuare e disciplinare nel dettaglio gli atti aventi forza di legge; a volte hanno un’efficacia limitata nel tempo in relazione alla necessità e all’urgenza, devono avere un’adeguata motivazione e devono essere conformi all’ordinamento giuridico.

Circolari

— le Circolari sono atti di indirizzo interpretativo emessi da varie istituzioni (governo, ministeri, regioni, singole amministrazioni ecc.) diretti generalmente agli organi e agli uffici periferici, che non hanno di per sé valore normativo o di provvedimento e non sono vincolanti per i soggetti estranei all’amministrazione che li ha emessi.

Atti comunitari

L’appartenenza alla Comunità europea rende l’Italia soggetta anche ai provvedimenti legislativi comunitari:

— i Regolamenti dell’Unione Europea sono atti legislativi, firmati dal Presidente del Parlamento europeo e dal Presidente del Consiglio dell’Unione europea, obbligatori e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri; entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea; in linea di principio, i regolamenti comunitari non dovrebbero essere elencati tra gli atti aventi forza di legge e per di più prevalenti sul diritto interno, ma la Corte Costituzionale italiana ha ammesso tuttavia per via interpretativa dell’art. 11 della Costituzione (Sent. n. 170/1984 e n. 244/1994) la diretta applicazione dei regolamenti comunitari erga omnes, col chiaro intento di agevolare l’integrazione europea, parificando i medesimi agli atti internazionali, che come tali quindi, allo stato attuale del diritto vigente, prevalgono sul diritto interno;

— le Direttive dell’Unione Europea sono atti emanati dal Parlamento europeo congiuntamente con il Consiglio che hanno lo scopo di avvicinare le norme emesse dai vari stati dell’Unione relative a uno specifico settore; generalmente i destinatari dell’atto normativo sono un singolo Stato o un numero definito di Stati membri; la direttiva, pur vincolando lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, non è obbligatoria in tutti i suoi elementi, ma deve essere recepita con un provvedimento legislativo dello Stato, o degli Stati, ai quali è diretta; lo Stato è obbligato, in fase di recepimento, a comunicare all’Unione la forma e i mezzi attraverso i quali la direttiva è stata recepita.



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