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Scade il pagamento del canone Rai per chi non ha la luce intestata

10 Gennaio 2016
Scade il pagamento del canone Rai per chi non ha la luce intestata

Il 31 gennaio resta il termine ultimo per pagare l’abbonamento TV con il bollettino postale per chi non lo troverà addebitato sul contratto della luce.

La nuova modalità di riscossione del canone Rai con la bolletta della luce sta per segnare le sue prime vittime. Siamo alle solite: verrebbe quasi da dire che, ancora una volta, l’incertezza del diritto è studiata apposta per far cadere in errore i contribuenti e raschiare il fondo del barile.

Le vittime, in questo caso, sono coloro che non troveranno addebitata l’imposta sulla bolletta della luce perché non hanno intestato un contratto di utenza elettrica sulla casa di residenza. Per costoro, infatti, resta fermo l’obbligo di pagamento con bollettino alla scadenza del 31 gennaio di ogni anno, così come sempre stato. Infatti, la norma che prevede il termine di versamento entro tale data [1] non è stata abrogata dalla legge di Stabilità 2016 [2].

Chi, dunque, ha un contratto della luce relativo alla abitazione principale non dovrà temere nulla. Ma il problema si pone per

– chi ha una tv e una bolletta intestata, ma non ha residenza in quel luogo;

– chi ha la tv nella propria abitazione di residenza ma la bolletta è intestata ad altra persona che non sia un familiare dello stesso nucleo (nel qual caso, infatti, il pagamento “coprirebbe” anche tutti gli altri membri della famiglia);

– chi convive con altri (studenti fuori sede, conviventi, coinquilini, badanti, colf).

Ebbene, per costoro ci sono ancora 20 giorni al massimo per pagare con il tradizionale bollettino postale e non essere altrimenti considerati evasori: situazione che potrebbe comportare l’applicazione di una sanzione pari a cinque volte il canone e subire tale spada di Damocle per non meno di 10 anni (tale è, infatti, il termine di prescrizione dell’imposta sulla Tv, salvo che Equitalia invii atti interruttivi della prescrizione).


note

[1] Art. 5 R.D. n. 246/1938, art. 5.

[2] L. 208/2016.

Autore immagine: 123rf com


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