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Decreto appropriatezza: dietrofront, prescrizione libera per i medici

1 Agosto 2016 | Autore:
Decreto appropriatezza: dietrofront, prescrizione libera per i medici
E’ quanto stabilito dal DPCM. Medici “liberi di prescrivere tutto quanto ritengono necessario alla tutela della salute, sulla base delle evidenze scientifiche”

Il Ministero della Salute fa dietrofront sul “decreto appropriatezza” entrato in vigore a gennaio e poi sospeso, con tempi di vigenza legislativa imbarazzanti. Avevano fatto molto discutere i limiti imposti ai medici in tema di prescrizione, creando non poche difficoltà, dovendo combattere prima di tutto la cripticità della legge.

Ricette mediche: cosa prevedeva il Decreto Ministeriale

 Il DM poneva dei limiti prescrittivi su circa 200 prestazioni, ma fin da subito le riluttanze dei medici avevano fatto in modo di sgretolare i contenuti dello stesso. Prime tra tutti le disposizioni in tema di sanzioni pecuniarie previste per i dottori. Il decreto stabiliva nuove condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Decreto appropriatezza: fase sperimentale

Di fronte alle difficoltà interpretative di vari punti del “decreto appropriatezza” il Ministero della Salute il Coordinamento Commissione salute delle Regioni e la Federazione nazionale dei Medici aveva elaborato una circolare, pubblicata il 25 marzo scorso, con le linee guida da seguire, avviando così una fase sperimentale.

La circolare conteneva i chiarimenti e le linee guida operative per gestire la fase sperimentale di applicazione, sospendendo in primo luogo la vigenza delle sanzioni, nella consapevolezza delle difficoltà iniziali che si prevedevano per i medici. Perplessità e difficoltà emerse di fatto in questi mesi, anche a causa dell’assenza di sistemi informatici di supporto adeguati. Si era fatto il passo più lungo della gamba, ancora una volta.

Inoltre la circolare chiariva un tema molto delicato: quello delle prescrizioni in caso di sospetto oncologico. Si chiariva così la possibilità per il medico di prescrivere la prestazione sia in presenza di un sospetto sia in caso di patologia già accertata e in fase di monitoring. L’indicazione chiariva così i casi in cui la condizione di erogabilità o l’indicazione di appropriatezza di una prestazione era costituita da una ‘sospetta patologia’ o un possibile rischio.

Ripristinata la piena autonomia dei medici

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha limitato a poche note le prestazioni con l’indicazione di appropriatezza. Si è così tentato di ripristinare la piena autonomia del medico.

I medici avranno come unico obbligo quello di scrivere sulla ricetta il sospetto diagnostico, così da accelerare il processo di cura. Viene invece meno ogni ipotesi di sanzione sulla singola prescrizione, valutando, piuttosto, il comportamento complessivo del medico.

Il DPCM è poi intervenuto anche aggiornando i c.d. Livelli essenziali di Assistenza

Cosa sono i Livelli essenziali di assistenza (LEA) ?

I Livelli essenziali di assistenza sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Il Ministero della Salute ha istituito un comitato che ha il compito di verificare che l’erogazione dei LEA avvenga nel rispetto delle condizioni di appropriatezza e di efficienza, accertando che vi sia una congruità tra prestazioni da erogare e risorse messe a disposizione da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Quali modifiche in tema di Livelli essenziali di assistenza?

Il decreto, fermo dal 2001 ed attesissimo, è stato presentato dal Ministro Lorenzin e dal Presidente della Federazione dei medici. Da quanto affermato dal Ministro Lorenzin, i nuovi LEA poggiano su tre paletti
  • Aggiornamento delle prestazioni garantite: nuovi ausili informatici e di comunicazioni; apparecchi acustici e digitali; presidi per le disabilità motorie (es. barelle per la doccia, arti artificiali a tecnologia avanzata)
  • Nuovi nomenclatori, con particolare attenzione per la procreazione medicalmente assistita, la consulenza genetica, le cure ad alto contenuto tecnologico. Vengono inoltre rinnovati gli elenchi delle malattie rare con 110 nuove patologie.
  • Piano nazionale vaccini: questo include anche l’anti-papillomavirus anche per i maschi; l’anti-pneumococco; l’anti-meningococco.

Inoltre vengono previste sei malattie croniche esenti e “new entry” gli screening per i neonati per valutare la sordità e le cataratte congenite, oltre che per le malattie metaboliche di tipo ereditario.



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