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Lo sai che? Inquilino in ritardo nel pagamento dell’affitto: gli interessi

Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2016

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2016

Se l’inquilino paga in ritardo l’affitto e le spese condominiali, si possono applicare gli interessi di mora o bisogna prima inviare una messa in mora?

La giurisprudenza si è più volte pronunciata sul problema del ritardo nel pagamento dell’affitto da parte dell’inquilino (conduttore) e sull’eventuale decorso degli interessi. Il problema è tutt’altro che isolato, posta purtroppo la crisi di liquidità da un lato e, dall’altro la difficoltà di mezzi giudiziari immediati, in capo al locatore, per far valere i propri diritti. In materia locatizia, infatti, è noto il forte ritardo delle procedure di sfratto (specie nella fase esecutiva) che, peraltro, toglie ogni impulso al mercato degli affitti.

Secondo una interpretazione abbastanza consolidata della Cassazione [1], in caso di ritardo nel versamento dell’affitto, gli interessi di mora scattano in automatico non appena il termine per pagare è scaduto: a tal fine non è necessario che il padrone di casa invii una diffida (cosiddetta “messa in mora”).

Perché possa trovare applicazione tale principio è necessario che le parti si siano accordate per una modalità di pagamento presso “il domicilio del creditore” (il che significa che deve essere il debitore ad attivarsi a pagare, recandosi presso il locatore o effettuando un bonifico).

Se invece, il versamento del canone di locazione deve avvenire su iniziativa del creditore (recandosi, quest’ultimo, a casa del debitore), allora gli interessi scattano solo dopo che:

– sia scaduto il termine di pagamento;

– il locatore si sia presentato dall’inquilino e questi non abbia adempiuto;

– sia stata inviata la diffida.

Lo stesso principio potrebbe valere per le spese accessorie (per sempio: pagamento utenze, condominio, ecc.), se fosse previsto nel contratto di locazione il pagamento di una somma anticipata, a determinate scadenze, salvo conguaglio.

Quanto alla prescrizione, per i canoni di locazione il diritto del locatore si prescrive in cinque anni dalla scadenza. Secondo il codice civile [2], infatti, si prescrivono in cinque anni “…le pigioni delle case…”. Si ritiene che lo stesso termine di prescrizione quinquennale debba valere per il pagamento degli oneri accessori.

note

[1] Cass. sent. n. 25853/2014.

[2] Art. 2948, co. 1, n. 3, cod. civ.

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