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Azione integrata di vigilanza: nascono i siae-cop

16 ottobre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2011



Accordo tra SIAE e INPS: la prima potrà verificare, nel settore di propria competenza, la presenza di lavoratori in nero e il mancato pagamento dei contributi previdenziali.

Si allarga sempre più il raggio di poteri concessi dallo Stato alla SIAE.

Dopo l’accordo del 23 ottobre 2009, con cui l’AFI ha attribuito alla SIAE il potere di riscuotere i diritti economici spettanti ai produttori fonografici, ora è il turno dell’INPS. L’Istituto previdenziale, qualche settimana fa, ha sottoscritto una speciale convenzione con la Società degli Autori ed Editori in forza del quale, quest’ultima potrà, d’ora innanzi, nel corso dei propri controlli, verificare anche la presenza di lavoratori in nero o il mancato pagamento dei contributi previdenziali da parte di chi gestisce locali o altre attività che organizzano forme di spettacolo.

Quei poteri di accertamento in materia di sommerso, che normalmente spettano agli ispettori dell’INPS, da oggi potranno essere esercitati anche dai delegati della SIAE e certo con una maggiore efficacia ed incisività, atteso che questi ultimi agiscono normalmente in orari (quelli serali, notturni e feriali) in cui sono aperti i locali di intrattenimento ed è, tuttavia, più improbabile un controllo dell’INPS. I verbali delle ispezioni saranno poi trasmessi dalla SIAE all’INPS per via telematica.

La delega, che al momento è in fase sperimentale e, dunque, avrà una durata limitata di tre anni, è ancora una volta l’ammissione dell’impotenza degli enti tradizionali che, nonostante i lamentati esuberi di personale, non riescono a gestire efficacemente le proprie risorse, dovendo puntualmente suffragarsi di soggetti esterni.

In merito al legittimo dubbio sulle attinenze statutarie tra i due organismi (INPS e SIAE), si ricorda che la SIAE è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all’esercizio dei diritti d’autore (copyright).

Gli artt. 180-183 della L. 633/41 chiariscono i compiti dell’Associazione:

1. concede licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell’interesse degli aventi diritto;

2. percepisce i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni;

3. ripartisce i proventi tra gli aventi diritto.

Oltre a ciò, essa può esercitare altri compiti, comunque connessi con la protezione delle opere dell’ingegno.

A differenza di tanti ordinamenti europei, in Italia esiste una sola società per la tutela dei diritti d’autore: scelta che, se all’epoca corporativa era in linea con il regime, oggi risulta anacronistica.

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