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Cancro: rimborsi ai malati costretti a ricorrere alla Pet Tac privata

4 Aprile 2012
Cancro: rimborsi ai malati costretti a ricorrere alla Pet Tac privata

Rimborsi per chi, in assenza di una Pet Tac convenzionata con il sistema sanitario regionale, è stato costretto a rivolgersi ad una struttura privata.

La Regione deve rimborsare i malati di tumore per essere stati costretti ad effettuare la Pet Tac presso una struttura privata, in assenza di un centro convenzionato con il sistema sanitario regionale (nel territorio di competenza della locale Asl). Lo ha stabilito un Giudice di Pace, con una sentenza che aprirà certamente un nuovo filone di cause [1].

Spese rifuse, dunque, per l’assenza di strutture accreditate: costi che vanno da 800 a mille euro per indagine.

Il diritto al trattamento sanitario gratuito è garantito dalla Costituzione e l’Asl è obbligata ad allocare una Pet nel proprio territorio di competenza. Né si può chiedere al malato di recarsi nell’ospedale della provincia più vicina, date le lunghe liste di prenotati proprio per via della predetta penuria.

 

 


note

[1] G.d.P. Lecce, sent. n. 1874/12 del 29.03.2012.


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