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Mantenimento dei figli minori dopo la separazione dei genitori

5 Aprile 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Aprile 2012



Chi deve provvedere, e in che misura, al mantenimento dei figli minori dopo la separazione dei coniugi?

La legge sull’affido condiviso [1] lascia la determinazione all’accordo dei due ex coniugi. Essi sono liberi di stabilire “misura e modo” con cui provvedere – ciascuno per la propria parte – al mantenimento, alla cura, istruzione ed educazione dei figli.  L’accordo, che deve comunque tenere conto delle rispettive capacità economiche dei due – e quindi prevedere una contribuzione proporzionale ai rispettivi redditi – deve essere poi sottoposto al vaglio del giudice che ne verifica la rispondenza all’ interesse del minore.

Solo nell’ipotesi in cui i due genitori non abbiano trovato l’accordo, la misura e il modo con cui essi dovranno provvedere al mantenimento della prole viene stabilita dal giudice stesso, che stabilirà la corresponsione di un assegno periodico di mantenimento, sempre tenendo conto delle rispettive risorse economiche dei genitori.

Nel compiere tale attività, sempre nel caso di mancato accordo tra i due ex, il magistrato dovrà seguire i seguenti criteri [2]:

1. le esigenze del figlio;

2. il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;

3. i tempi di permanenza presso ciascun genitore;

4. le risorse economiche di entrambi i genitori;

5. la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

A differenza del precedente sistema (secondo cui il coniuge non affidatario era tenuto a corrispondere un assegno mensile per il mantenimento del figlio al coniuge affidatario), oggi dunque la legge impone [3] il dovere di contribuire alle esigenze dei figli ad entrambi i genitori in proporzione al proprio reddito. Questi debbono provvedervi “non solo con le rispettive sostanze ma anche con la capacità di lavoro, professionale o casalingo” [4]. Concetto, quest’ultimo, più volte ribadito dalla Cassazione [5].

Non può il genitore sottrarsi a tale obbligo adducendo il proprio stato di disoccupazione o la difficoltà a trovare mansioni idonee alla propria formazione o qualifica professionale. Ciascun genitore è tenuto a procurarsi, tramite la ricerca di un lavoro adeguato, fonti economiche tali da consentirgli di assolvere al proprio dovere di mantenimento del figlio. Un onere economico quest’ultimo che non risponde solo ad un obbligo alimentare, ma si estende anche all’ambito scolastico, abitativo, sanitario e sociale e che soprattutto non viene meno neanche qualora uno dei due ex coniugi abbia un reddito particolarmente basso.

La madre non può sottrarsi all’obbligo di contribuire al mantenimento della prole a causa del proprio basso reddito: in tal caso si effettuerà una compensazione con l’assegno di mantenimento che le viene periodicamente versato dal marito.

Infine la Cassazione ha chiarito che tali doveri di mantenimento non vengono meno neanche se il genitore con cui il minore vive, abbia iniziato una convivenza con un’altra persona. Il convivente non ha alcun obbligo verso i figli del proprio partner [6].

 

 

note

[1] Legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”.

[2] Art. 155, co. 4, cod. civ.

[3] Artt. 30 Cost., 147 e 148 cod. civ.

[4] Art. 184 cod. civ.

[5] Cass., sent. n. 3974 del 2002; n.11025 del 1997; n. 6872 del 1999.

[6] Cass., sent. n. 4203 del 2006; Cass. sent. n. 17043 del 2007.


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82 Commenti

  1. se i genitori divisi di un neonato lavorano entrambi , il bimbo lo tengono i nonni materni 24 ore al giorno non esiste un ricompenso del padre del bimbo verso i nonni o sono schiavi del padre e tutto e dovuto grazie

  2. Salve, nel caso di separazione e di figlio minore a cui spetta la pensione di invalidità, essa dovrebbe spettare (quindi anche averne delega, nonchè nominativo, fino alla maggiore età del suddetto) al genitore tutore del minore? Grazie

  3. la 54/2006 è la legge probabilmente MENO applicata in sede giudiziaria,ovvero magistrati e avvocati si sono inventati una serie di regole di origine giurisprudenziale che non hanno riscontro nella norma.Nessun rifermiento è fatto per esempio al cosidetto genitore collocatario,praaticamente NON ESISTE!indi per cuo non si comprende perchè uno dei due(guarda caso sempre la madre)debba ricevere in modo parassitario un assegno,quando viene comunque previsto il MANTENIMENTO DIRETTO,ovviamente non applicato!!non si capisce la regola del week and si e week and no e mercoledi’ al genitore non collocatario(che ripeto non esiste)di permanenza con il figlio…non si capisce il FURTO della casa familiare,in barba al diritto di proprieta’,data all inesistente genitore collocatario,guarda caso sempre la madre…le sentenze che rispettano la legge si possono cintare sulle dita di una mano(vedi l alternanza dei genitori nella saca coniugale).Nonostante plurime condanne da parte dell europa per il non rispetto della legge,si continua nella direzione sbagliata pseudofemminista che,guarda caso,maniente alto il contenzioso legale.Si spera nel pdl 1163 del senatore divina della lega per ripristinare un minimo di legalita’……e intanto si continua a parlare di assegno di mantenimento!!!

  4. Salve, vorrei chiederle se può gentilmente rispondermi se esiste la possibilità di rifiuto scritto attraverso un legale del mantenimento x il figlio minorenne da parte del genitore affidatario.
    Oppure non è facoltativo .
    Gia che il mio ex purtroppo mi ha messo d’avanti ad una scelta, io , che sono il genitore affidataria, purtroppo precaria nel lavoro, se voglio quieto vivere , e non venire in tribunale x vari accordi , allora devo rifiutare assegni x il figlio cosi che il mio ex mi darebbe la patria potestà al 100… E non.vuol sapere più ne del figlio ne di nulla..
    Cordialmente la saluto
    Grazie

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