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Cooperative sociali: regime di IVA, facciamo chiarezza

17 Luglio 2016
Cooperative sociali: regime di IVA, facciamo chiarezza

L’IVA al 5% in quali casi si deve applicare? La nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce gli ambiti applicativi del nuovo regime.

Con la nuova normativa introdotta dalla  Legge di Stabilità,  l’IVA delle cooperative sociali per le prestazioni socio-sanitarie è al 5%. L’aliquota del 5% [1] e si applica con effetto dal 1 gennaio 2016 alle principali prestazioni socio-sanitarie offerte dalle cooperative sociali[2].

Sulle prestazioni socio-sanitarie non è possibile optare per l’esenzione dall’Iva come accade per le Associazioni ONLUS nonostante anhe le cooperative sociali siano c.d. “ONLUS di diritto”.

Questo quanto è stato chiarito difatti dall’Agenzia delle Entrate nella sua ultima circolare 31/E.


Cooperative sociali IVA sempre al 5%

La nuova notmativa in sostanza definisce una regola rigida per la quale non si prospettano eccezioni all’applicazione del 5% di imposta sul valore aggiunto per prestazioni socio-sanitarie ed assistenziali se esse vengono rese da cooperative sociali e loro consorzi; ma le stesse prestazioni possono essere esenti IVA o assoggettate ad aliquota ordinaria. Vediamo quali:

  • Le medesime prestazioni possono essere esenti da Iva qualora siano rese da cooperative non sociali aventi la qualifica di Onlus;
  • Le prestazioni saranno con aliquota ordinaria del 22% se rese da cooperative non sociali e non Onlus.


Quali prestazioni restano esenti IVA?

Come ricorda la circolare, mantengono l’esenzione da Iva le prestazioni che abbiano oggettivamente le caratteristiche per rientrare nei punti 18 e 21 dell’articolo 10 del Dpr n. 633/72. Fanno parte ad esempio di questa lista:

  • le prestazioni sanitarie svolte da medici riuniti in cooperativa, o anche
  • la gestione di case di riposo per anziani.

Si tratta di un’interpretazione che viene fornita per la generalità dei soggetti ma non per le cooperative sociali le quali pertanto dovrebbero applicare l’Iva del 5% anche se ad esempio gestiscono un asilo o un orfanatrofio.


Quali prestazioni sono al 5%?

Sono soggette ad IVA al 5%:

  • le prestazioni sanitarie compresa la cura e riabilitazione,
  • le prestazioni di ricovero e cura effettuate da enti ospedalieri o da cliniche convenzionate compresa la somministrazione di vitto e medicinali,
  • le prestazioni educative dell’infanzia,
  • le prestazioni in asili e case di riposo,
  • l’assistenza domiciliare o ambulatoriale.

Queste prestazioni devono essere effettuate a favore di persone svantaggiate gruppo che adesso comprende anche persone migranti, richiedenti asilo, detenuti e donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.
L’aliquota del 5% si applica sia alle prestazioni effettuate in forza di contratto di appalto o convenzioni, sia a quelle rese direttamente agli utenti.

La decorrenza tuttavia cambia in ragione drlla data di firma drl contratto.


Decorrenza IVA al 5%

La Legge di Stabilità precisa che le nuove disposizioni si applicano alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati o rinnovati o prorogati successivamente al 1° gennaio 2016.
In ragione di tale precisazione la circolare ribadisce che per i contratti in corso a tale data le cooperative sociali continueranno ad applicare l’Iva nella misura del 4% oppure l’esenzione da Iva se avevano esercitato l’opzione.


note

[1] introdotta dall’articolo 1, comma 960, della legge 208/2015

[2] prestazioni indicate nei numeri da 18 a 21 e 27 ter dell’articolo 10 del decreto Iva, effettuate dalle cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991.


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1 Commento

  1. Se compero una colomba pasquale in un panificio, so che il negoziante paga circa il 20% sul valore aggiunto. Se la compero dalla Coop quanto paga di Iva sul valore aggiunto?

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