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Avvocati: il gratuito patrocinio si compensa con le tasse

16 Luglio 2016
Avvocati: il gratuito patrocinio si compensa con le tasse

Firmato il provvedimento che permette di scaricare dalle tasse i crediti vantati nei confronti dello stato

Per compensare i crediti derivanti dal gratuito patrocinio gli avvocati potranno detrarli dalle tasse o dai contributi INPS che dovranno essere pagati ai dipendenti dei loro studi.

Si tenta così di mettere “una pezza” all’annoso problema dei ritardi di pagamento della PA nei confronti degli avvocati che accettano il gratuito patrocinio.

Firmato il decreto per la compensazione del gratuito patrocinio

È stato firmato il decreto – di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze – che permette ai legali di compensare i mancati “incassi” derivanti dall’attività svolta in favore delle persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato.

I crediti compensabili possono riguardare gli onorari maturati e non ancora saldati, le spese e i diritti relativi ai compensi derivanti dai patrocini.

Con il decreto sono stati fissati anche i tempi per scegliere la compensazione:

  • dal 17 ottobre al 30 novembre per l’anno 2016;
  • dal 1 marzo al 30 aprile per gli anni successivi.

Il budget di riferimento per l’intero anno è di 10milioni di euro.

Orlando è soddisfatto del risultato: “Si tratta di una promessa mantenuta che mira ad un sostegno dell’avvocatura più impegnata nel patrocinio a spese dello Stato, il più delle volte composta da giovani professionisti che con questa misura avranno la possibilità di compensare i loro crediti“.

Chi ha diritto al gratuito patrocinio?

Il “ gratuito patrocinio” può essere ammesso il cittadino titolare di un reddito non superiore a 11.528,41 euro. La cifra di riferimento viene tuttavia elevata di 1.032,91 euro per ciascun familiare convivente.



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