Diritto e Fisco | Editoriale

Oblio su internet, un diritto calpestato: interviene finalmente la Cassazione

6 Aprile 2012 | Autore:
Oblio su internet, un diritto calpestato: interviene finalmente la Cassazione

Cancellazione dei dati da internet e privacy: il web ha aumentato il numero di giornalisti o, comunque, di persone che spargono notizie; in molti però non conoscono ancora il diritto all’oblio, concetto su cui si è appena espressa la Cassazione.

Si fa sempre più strada quello che sarà il principale filone delle cause del ventunesimo secolo: il diritto all’oblio – ossia il diritto a essere cancellati dalla rete e dalla miriade di bit che la compongono – è ora al passo decisivo, grazie anche a una importante pronuncia della Cassazione di ieri [1].

Innanzitutto, cos’è il diritto all’oblio: il diritto di ogni reo, che abbia già scontato la propria condanna, a veder cancellato il proprio nome dalla cronaca relativa al fatto criminoso ormai passato. Una notizia che indichi il sig. Mario Bianchi come responsabile di un furto di una mela o dell’omicidio del proprio vicino di casa non può essere riproposta quotidianamente sui giornali, quando la vicenda abbia perso l’interesse pubblico e non sia più attuale.

Questo perché – per quanto possa inorridire i giustizialisti – la pena esaurisce ogni punizione per il colpevole. Non possono esservi altre sofferenze per il reo se non quelle previste dalla legge. E non vi è dubbio che nessun reinserimento sociale sarebbe possibile per l’ex malvivente se la comunità viene posta nella condizione perpetua di collegare il nome di questi al suo passato criminoso.

Immaginiamo che una legge preveda l’obbligo, per chiunque riporti una condanna, giusta o ingiusta, recente o remota, civile, penale o anche amministrativa (si pensi a un divieto di sosta), di camminare con un cartello addosso con scritto “Sono stato condannato”.

Internet potrebbe essere proprio questo nel momento in cui offre la possibilità a tutti, una volta pubblicata una notizia su un giornale online, di reperirla in perpetuo, attraverso una semplice ricerca su un motore come Google.

Il web si trasformerebbe allora in una gogna elettronica a vita.

Così, come viene imposto alla carta stampata di non ripubblicare notizie ormai trascorse, anche sulla rete vi deve essere la stessa previsione.

Cancellazione dei dati da internet e privacy: con internet è aumentato il numero di giornalisti o comunque di chi diffonde notizie: molti però non conoscono il “diritto all’oblio”, questi di scottante attualità e delicatezza, su cui peraltro è appena intervenuta la Cassazione.

Inoltre, se questo discorso vale nel caso di soggetto dichiarato colpevole, a maggior ragione deve valere, come nel caso deciso ieri dalla Cassazione [1], quando l’indagato sia stato successivamente prosciolto dall’accusa (si trattava di un amministratore locale coinvolto nello scandalo “Tangentopoli”, poi scagionato). Anche in questo caso [2] il comando della Suprema Corte è categorico: il giornale online deve cancellare la pagina contenente il nome dell’interessato. Né si potrebbe scaricare – ricorda sempre la Cassazione – tale obbligo sul motore di ricerca: in quanto Internet Service Provider, quest’ultimo è neutrale e non responsabile per la condotta dei singoli siti.

Colpisce invece verificare come la richiesta di cancellazione, dal ricorrente inoltrata, in prima battuta, al Garante della privacy, sia stata da quest’ultimo rifiutata e soprattutto rigettata dal Tribunale di primo grado il quale, dimostrando una poca manualità con il web, ha detto che, effettuando una ricerca in rete con i principali motori di ricerca, ben si sarebbe potuto ricostruire lo storico della vicenda giudiziaria, favorevole al ricorrente.

Così la Cassazione ha ordinato alla testata giornalistica di aggiornare il racconto dei fatti, dando conto dell’avvenuto proscioglimento dell’indagato.

note

[1] Cass. sent. n. 5525/12 del 5 aprile 2012.

[2] A rigor di logica giuridica, ritengo non si debba più parlare di diritto all’oblio, non essendo stata riportata alcuna condanna, bensì di tutela della privacy e diritto alla rettifica.


23 Commenti

  1. vista da un esterno, la cancellazione da un giornale online equivale alla distruzione di ogni copia di giornale cartaceo (almeno per la parte riguardante la persona) in ogni biblioteca. E’ il sogno di ogni Grande Fratello di orwelliana memoria.

  2. Non c’è bisogno di arrivare alla distruzione dell’archivio del giornale. Sarebbe sufficiente eliminare la indicizzazione della pagina e provvedere, peraltro, alla rettifica della notizia o comunque ad aggiornare ogni articolo contenente condanne poi riformate.

  3. mi chiamo Cipolato Marcos e sono ormai su tutta la cronaca su internet, quanto durerà questa mia vicenda su internet? ai giornali non basta intascare l’euro per la vendita della loro carta quotidiana? devono continuare su internet come fa un cronista trevigiano sulla tribuna e su altri giornali locali???? Mi son stancato e questi atteggiamenti sul web devono essere risarciti:

    1. Sig. Cipolato, sono d’accordo con Lei. Ecco perché mi occupo di diritto all’oblio da diverso tempo. La Sua vicenda su internet potrebbe durare per l’eternità se Lei non agirà per la rimozione dei contenuti.

  4. Inoltre il mio di nome è dappertutto ma il signorino redattore non ha MAI pubblicato il nome e cognome della mia coimputata come mai???????????????????????????

  5. Io colpevole di tale reato, ormai lo sanno in tutta Italia grazie a questi sciacalli, posso intervenire legalmente? se si come? ho un legale di fiducia ma non mi ha Mai e poi Mai riferito se si può o meno far sparire questa pubblica “sputtanazione”, se Lei mi sa indicare la strada la ringrazio di cuore.

  6. devo parlarti collega! motivi identici…il motore di ricerca condanna, senza che vi sia stato ancora giusto processo, riportando articoli di testate giornalistiche che hanno falsato la realtà dei fatti…interamente!!!

    1. In realtà il motore di ricerca non condanna, ma riporta quello che dicono gli altri. E l’art. 15 della direttiva europea sul commercio elettrico stabilisce che l’ISP non è responsabile. Questo è uno dei discorsi più problematici del diritto all’oblio. Ti segnalo questo altro mio articolo, in cui sollevo la problematica che tu hai appena evidenziato
      https://www.laleggepertutti.it/12703_oblio-su-internet-e-liberta-di-stampa-bisogna-tutelare-anche-i-cittadini

  7. Caro Dottor Greco sono Marcos Cipolato il mio nome dopo aver già pagato il conto con la giustizia compare tutt’ora su internet, quando potremo agire contro questo oblio? Grazie e buon lavoro.

  8. A mia insaputa hanno pubblicato tante foto mie affiancandomi ad un sito dove non mi sono mai iscritta:”badoo”.Sono riuscita a togliermi da quel sito ma le mie foto continuano ad apparire si Google Imamgini badoo.Come posso cancellarle.

    1. Questa è una risposta automatica.
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  9. Buona sera, avrei delle domande. Questa legge all’oblio è passata? Per fare una cosa simile è l’avvocato che deve scrivere presso la redazione del giornale? La cosa è valida anche per Wikipedia? In tal caso parliamo non solo di una persona diffamata ma che ha fatto anche il carcere preventivo da innocente, infatti non ha subito condanna. Nonostante questo gli viene dato del faccendiere

    1. La ringraziamo per la Sua richiesta.
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  10. Mi scusi ma se non mi dite almeno se la legge all’oblio è passata o no io non spendo soldi inutilmente cordiali saluti

    1. @Paolo: il diritto all’oblio è una elaborazione giurisprudenziale, frutto anche di recenti sentenze della Cassazione e della C. Giust. UE. Potrai trovare tutti i precedenti su questo portale.

  11. non so piu cosa dire. il mio nome e cognome è rimasto ancora visualizzato sul web dopo le migliaia segnalazioni fatte al webmaster. e le svariate telefonate fatte alle testate giornalistiche che hanno ignorato tutto.

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