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Accertamento delle Entrate illegittimo se si supera la delega

18 Gennaio 2016
Accertamento delle Entrate illegittimo se si supera la delega

Nullo l’accertamento firmato da un dipendente delle Entrate che va oltre i limiti di valore della delega: si configura il vizio di sottoscrizione per l’atto dell’impiegato di terza area che non riceve un adeguato incarico per procedere.

L’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate è illegittimo se firmato da un soggetto che è andato oltre i limiti della delega conferitagli dal capo ufficio. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Provinciale di Imperia [1].

La sentenza ha accolto il ricorso di un contribuente e, per l’effetto, annullato un accertamento per un’evasione di importo superiore rispetto ai limiti di valore fissati nella delega che il direttore provinciale aveva attribuito al funzionario firmatario l’atto.

In particolare la delega attribuiva al dipendente il potere di accertare evasioni fino a 70mila euro, mentre invece, nel caso di specie, il maggior imponibile accertato era stato di euro 86.905,56, superando quindi l’importo indicato dal capo ufficio.

È questo uno dei tanti esempi di firma di un accertamento fiscale “senza” o “oltre” i poteri attribuiti al funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Di recente, il caso è divenuto di portata nazionale a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha “decapitato” i 767 funzionari nominati senza concorso. La stessa Cassazione ha poi chiarito che il difetto di potere da parte del firmatario dell’atto va rapporto anche alla correttezza della delega da questi ricevuta da parte del direttore dell’ufficio: delega che deve essere necessariamente scritta e motivata, nonché deve indicare il termine entro il quale è conferita e il nome e cognome del funzionario cui è attribuita.

Ora la sentenza in commento va oltre e specifica che il soggetto che materialmente sottoscrive l’atto non deve superare i limiti di valore indicati nella delega. Sicché il contribuente potrebbe sempre difendersi presentando un’istanza di accesso agli atti amministrativi al fine di visionare i paletti della suddetta delega.

È, infatti, ormai stabile l’orientamento secondo cui gli accertamenti ficali sono nulli in tutti i casi in cui vi sia un vizio di sottoscrizione, come nel caso di un impiegato di terza area che non sia validamente delegato: tale principio, secondo la Ctp, è estendibile anche al mancato rispetto del limite (di valore) della delega [2].


note

[1] CTP Imperia, sent. n. 101/03/15.

[2] Cass. sent. n. 14942/13, Cass. sent. n. 17400/12 n. 6884/11, 14626/00 e 10513/08, Ctr Milano sent. n. 141/09, Ctr Torino sent. n. 58/11.


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