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Pec di Equitalia con la cartella di pagamento: firma superflua

23 Gennaio 2016
Pec di Equitalia con la cartella di pagamento: firma superflua

Valida la cartella di Equitalia via posta elettronica certificata anche se manca la sottoscrizione con firma elettronica.

Arrivano le prime cartelle di pagamento notificate da Equitalia con la posta elettronica certificata e, con esse, anche le prime sentenze che si interrogano sulla validità di questo nuovo strumento di notifica. Una delle prime, in ordine di tempo, è della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso [1] la quale è intervenuta sul problema del contenuto minimo che l’email deve avere. Secondo i giudici tributari, affinché la cartella esattoriale inoltrata via Pec da Equitalia sia valida è necessaria solo:

– l’intestazione da cui desumere la provenienza della cartella stessa (ossia il mittente e, quindi, Equitalia);

– l’indicazione della causale, ossia la natura del credito fatto valere (per es. crediti Inps, Irpef, multe stradali, ecc.);

– l’indicazione della somma da pagare.

Non è invece necessaria la sottoscrizione con firma elettronica. Non si applica, infatti, quanto disposto dal codice dell’amministrazione digitale [2], che altrimenti imporre la nullità dell’atto amministrativo. Per quanto, infatti, riguarda la validità delle cartelle di pagamento, l’atto non deve recare alcuna sottoscrizione. La legge [3] infatti dispone che la cartella sia predisposta secondo il modello approvato con decreto del ministero delle Finanze che non prevede la firma di Equitalia, essendo sufficiente la intestazione, da cui desumere la provenienza, nonché l’indicazione, oltre che della somma da pagare, della causale.

Altro punto interessante toccato dalla sentenza riguarda la documentazione che deve produrre Equitalia per dimostrare la corretta notifica. Secondo la CTP molisana, non è necessario allegare agli atti la ricevuta di accettazione del gestore e la ricevuta di consegna (il primo corrisponde alla “vecchia” ricevuta di spedizione della raccomandata postale, mentre il secondo all’avviso di ricevimento postale), se il contribuente si è costituito nei termini producendo anche la stampa della cartella notificatagli con la Pec. Il ricorrente, infatti, ammette di aver ricevuto la PEC depositando una stampa della stessa. Pertanto non vi è alcuna necessità di onerare Equitalia della prova dell’avvenuta spedizione e consegna al destinatario.


note

[1] CTP Campobasso, sent. n. 985/2015.

[2] Art. 21 d.lgs. n. 82/20015.

[3] Art. 25 del Dpr 602/73.

Autore immagine: 123rf com


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