Visita fiscale, niente reperibilità per malattie gravi: esenzioni

24 Gennaio 2016
Visita fiscale, niente reperibilità per malattie gravi: esenzioni

Fasce di reperibilità: la visita di controllo effettuata dal medico fiscale dell’Inps non scatterà in tutti i casi in cui il malato sotto terapia salvavita.

Non dovrà più rimanere necessariamente a casa, nelle fasce orarie di reperibilità, ad attendere la visita fiscale dell’Inps, il lavoratore affetto da una malattia grave se:

– la patologia impone cure salvavita (come quelle di chemioterapia);

– oppure se la la malattia ha determinato una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 67% non deve rispettare la fasce di reperibilità . È questo

Lo prevede un nuovo decreto ministeriale, in attuazione della riforma del Job Act, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1]. La deroga vale per il solo settore privato.

La visita fiscale

Come noto, la visita fiscale (ossia il controllo medico legale dei lavoratori assenti per malattia) è effettuata dall’Inps sia per quanto riguarda i lavoratori pubblici che per quelli privati. La richiesta di invio del medico fiscale viene, di norma, effettuata dal datore di lavoro in qualunque momento della giornata attraverso una procedura telematica, attraverso il portale dell’INPS. Il datore di lavoro può inviare all’INPS, con un’unica operazione (funzione “Invio richieste multiple”), più richieste di visite mediche di controllo (al massimo 50.

Le richieste sono elaborate giornalmente e smistate ai medici di competenza se pervenute entro le ore 9, per la fascia antimeridiana, ed entro le 12 per quella pomeridiana. Il lavoratore ha l’obbligo di rendersi reperibile presso il domicilio indicato nel certificato medico, al fine di consentire l’effettuazione della visita di controllo. L’obbligo di reperibilità riguarda solo determinate fasce orarie della giornata, mentre per la restante parte del giorno, il dipendente è libero di uscire, sempre che non pregiudichi la sua guarigione.

Al termine della visita di controllo il medico redige presso il domicilio del lavoratore un apposito verbale informatico e ne fornisce copia al lavoratore. Il verbale viene trasmesso in tempo reale ai sistemi informatici dell’INPS e reso contestualmente accessibile al datore di lavoro che ha richiesto la visita.

Le fasce orarie di reperibilità

Per i dipendenti del settore privato, le fasce orarie di reperibilità sono:

-al mattino: dalle ore 10 alle ore 12

-al pomeriggio: dalle ore 17 alle ore 19.

Per i dipendenti del settore pubblico, le fasce orarie di reperibilità sono:

– al mattino: dalle ore 9 alle ore 13

– al pomeriggio: dalle ore 15 alle 18.

Il lavoratore ha il dovere di cooperare all’effettuazione delle visite domiciliari comportandosi in modo tale da consentire al medico l’immediato ingresso nell’abitazione. L’inottemperanza a tale obbligo per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile (come ad esempio il ritardo nell’apertura della porta che determini l’allontanamento del medico, oppure l’assenza del nome del lavoratore sul citofono o sulla cassetta della posta) comporta la decadenza dal diritto al trattamento economico, senza che possa avere effetti sananti la conferma della malattia in una successiva visita ambulatoriale

Assenza ingiustificata

L’assenza ingiustificata del lavoratore comporta la perdita del trattamento di malattia, con modalità differenti a seconda del momento in cui si è verificata l’assenza:

Assenza
Conseguenze
Prima visitaPerdita totale di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia
Seconda visitaOltre alla precedente sanzione, riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo
Terza visitaL’erogazione dell’indennità economica previdenziale a carico INPS viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia: il caso si configura come mancato riconoscimento della malattia ai fini della corresponsione della relativa indennità

La seconda visita di controllo può essere sia la visita medica domiciliare sia la visita medica ambulatoriale.

L’assenza giustificata

Le sanzioni non vengono comminate nelle seguenti ipotesi:

–  ricovero ospedaliero;

–  periodi già accertati da precedente visita di controllo;

–  assenza dovuta a giustificato motivo.

Il giustificato motivo ricorre nelle seguenti ipotesi:

– forza maggiore;

– situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza del lavoratore altrove;

– concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici quando si dimostri che le stesse non potevano essere effettuate in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità.

La giurisprudenza considera giustificato motivo di esonero dall’obbligo di reperibilità ogni serio e fondato motivo che rende plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio.

La riforma del Job Act

Come detto in apertura, il Jobs act ha introdotto la possibilità di prevedere ulteriori casi di esenzioni dalla reperibilità, stabilendo che con decreto possono essere “stabilite le esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati” [2].

Le nuove esenzioni

In attuazione di tale previsione, il ministero ha introdotto le ipotesi di esenzione dall’obbligo di reperibilità che valgono però solo per il lavoratore del settore privato. L’esenzione riguarda i seguenti casi:

patologie gravi che richiedono terapie salvavita: in tal caso, la patologia deve risultare da apposita documentazione rilasciata dalle strutture sanitarie, che attesti la natura della patologia e la specifica terapia salvavita da fare;

– stati patologici sottesi o connessi alla situazione d’invalidità riconosciuta: in tale ipotesi, invece, l’invalidità deve aver determinato una riduzione della capacità lavorativa nella misura pari o superiore al 67%.


note

[1] DM dell’11.01.2016 in Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21.01.2016, in attuazione al dlgs n. 151/2015, art. 25.

[2] A tal fine, il Job Act ha modificato il comma 13 dell’art. 5 del dl n. 463/1983 (convertito con la legge n. 638/1983).

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. sono un insegnante di scuola Media con un’invalidità pari al 74%, ho diritto alla non reperibilità per le visite fiscali?

  2. Buon pomeriggio mi chiamo marco sono un autista di mezzi pubblici sono in malattia da circa 40 giorni dopo aver avuto un arresto cardiaco.
    Mi sono assentato nella fascia del controllo fiscale x recarmi dal mio medico curante dopo aver avvertito delle aritmie.
    Di conseguenza il medico fiscale non trovandomi a casa mi manda a visita fiscale dal medico legale i.m.p.s.dove ho portato il certificato medico che ero li presente.
    mi hanno risposto con una raccomandata dicendomi che l assenza non e giustificabile decurtando 10 giorni di stipendio.
    Secondo la legge e giusto

    1. Buongiorno. Il contratto collettivo può prevedere l’obbligo, per il lavoratore in malattia, di comunicare al datore di lavoro l’allontanamento dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità (con diverse modalità, come sms, telefono, mail, fax…): se il dipendente risulta assente alla visita fiscale e non ha effettuato la comunicazione, può essere sanzionato disciplinarmente anche se l’assenza è dovuta ad un giustificato motivo. Se il lavoratore è assente ingiustificato: alla prima visita fiscale: perde qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia; alla seconda visita fiscale: oltre alla precedente sanzione, si riduce del 50% il trattamento economico per il residuo periodo; alla terza visita fiscale: l’erogazione dell’indennità Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia: in pratica, si realizza il mancato riconoscimento della malattia ai fini della corresponsione della relativa indennità. In ogni caso, l’assenza del lavoratore alla visita fiscale configura un’inadempienza, non solo verso l’Inps, ma anche nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa e perciò a controllare l’effettiva sussistenza della causa che impedisce lo svolgimento dell’attività. Il lavoratore può essere sanzionato, in relazione alla gravità del caso, anche con il licenziamento per giusta causa, a prescindere dalla presenza o meno dello stato di malattia. In ogni caso, le sanzioni disciplinari devono essere proporzionate al comportamento tenuto complessivamente dal lavoratore nel corso dell’intero rapporto di lavoro. Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo: Assenza visita fiscale, come comunicarla all’Inps https://www.laleggepertutti.it/235736_assenza-visita-fiscale-come-comunicarla-allinps

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