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Pensione di inabilità: la prima casa non fa reddito

10 Aprile 2012
Pensione di inabilità: la prima casa non fa reddito

La casa di abitazione non costituisce reddito ai fini dell’ottenimento della pensione di inabilità.

Secondo la Cassazione [1], ai fini del riconoscimento delle prestazioni assistenziali da parte dell’Inps, e in particolare della pensione di inabilità [2], il reddito della casa di abitazione va escluso dal reddito imponibile [3].

Ai fini dell’ottenimento della pensione di inabilità, dunque devono ricorrere i seguenti requisiti:

Requisiti necessari

1. essere residente in Italia

2. avere un età compresa tra i 18 e i 65 anni. Dopo i 65 anni si ha diritto all’assegno sociale a carico dell’INPS

3. essere stato riconosciuto “invalido civile con percentuale del 100%”

4. essere privo di redditi o con un reddito non superiore a € 15.154,24 per il 2010.

Redditi rilevanti

Si considerano tutti i redditi imponibili agli effetti Irpef al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali

– redditi da lavoro dipendente e autonomo

– redditi da impresa, terreni, fabbricati (compresa la casa di abitazione)

– pensioni

– trattamenti di fine rapporto.

Sono esclusi dal computo i redditi esenti dall’Irpef e i gli emolumenti a carattere risarcitorio

– trattamenti di famiglia

– pensioni o indennità per invalidità civile, cecità e sordomutismo

– rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione ivs svizzera (AVS)

– erogazioni una tantum (risarcimento danni, interessi legali,equo indennizzo, liquidazione in capitale della rendita Inail, assegno funerario Inail, indennizzo per danneggiati da vaccinazioni e emotrasfusioni)

– erogazioni con carattere di continuità (rendita e assegno Inail, pensioni privilegiate ordinarie tabellari, pensioni di guerra, assegno vitalizio dei deportati in campi di sterminio nazista, assegno vitalizio ex-combattenti, assegni periodici per separazione, scioglimento o annullamento del matrimonio).

note

[1] Cass. sent. n. 5479/2012 del 5 aprile 2012.

[2] Legge n. 118/71.

[3] La contraria tesi dell’Inps sosteneva invece che detto computo dovesse avvenire in ragione del combinato disposto dell’art. 14 septies del DL n. 663/79 e dell’art. 2 del D.M. n. 553/92, in quanto, quale onere deducibile ex art. 10 del DPR n. 917/86, l’abitazione fa parte del reddito assoggettabile a Irpef. Al contrario, la Corte di Cassazione ha ribadito che le norme specifiche di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge n. 118/71 e dall’art. 26 della legge n. 153/69: la prima rinvia per le condizioni economiche, richieste per la concessione della pensione di inabilità, a quelle stabilite dalla seconda norma per il riconoscimento di pensioni ai cittafini ultrasessantenni sprovvisti di reddito, e per queste ultimi pensioni dal computo del reddito sono esclusi gli assegni familiari e il reddito della casa di abitazione.


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