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Contratto a tempo determinato: durata massima e proroghe possibili

9 agosto 2018


Contratto a tempo determinato: durata massima e proroghe possibili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 agosto 2018



Quanto tempo può durare un contratto di lavoro a termine e il numero di possibili proroghe consentito dalla legge.

In presenza di determinate condizioni, è possibile stipulare un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Al contratto così stipulato si applicano le norme generali sul contratto di lavoro subordinato, con la particolarità che la risoluzione può avvenire al decorso di un termine normalmente fissato dalle parti o al realizzarsi di un determinato evento. Il trattamento economico e normativo dei lavoratori a termine è il medesimo previsto per quelli a tempo indeterminato.

La normativa sul contratto a termine è stata recentemente modificata dal decreto lavoro chiamato anche “Decreto Dignità”, che ha reintrodotto le cosiddette “causali”, abolite in precedenza dal Jobs Act. Ma qual è la durata massima di un contratto di lavoro a tempo determinato?

Il contratto di lavoro a tempo determinato può avere una durata massima di 24 mesi, comprese eventuali proroghe.

Se si tratta di un contratto stagionale, ad esempio per servizi svolti nei settori del turismo e dei pubblici esercizi, non esiste una durata massima prestabilita, anche se le attività stagionali sono tassativamente stabilite dal decreto sul Lavoro stagionale e dai contratti collettivi, e l’attività deve essere ciclica, quindi il contratto non può essere prorogato indefinitamente.

Nel caso di contratti per lo svolgimento di attività di ricerca scientifica, la durata massima è pari a quella del progetto di ricerca.

Per quante volte è possibile prorogare un contratto a termine?

È possibile prorogare il termine del contratto entro il limite di durata complessiva di 24 mesi a condizione che l’attività lavorativa sia la stessa per la quale il contratto è stato originariamente stipulato.

Il numero di proroghe possibili è di 4, nell’arco dei complessivi 24 mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi.

Resta soprattutto la necessità di apporre la causale al singolo contratto che duri più di 12 mesi, alle proroghe che vadano oltre tale limite di durata, nonché ai rinnovi contrattuali quali che siano, anche se non eccedono il termine annuale. In sostanza con il primo contratto a termine, quale che ne sia la durata, il datore di lavoro si “brucia” la possibilità di riassumere a termine lo stesso lavoratore in futuro. Salvo avventurarsi nella formulazione di una causale che, per come congeniata nel decreto, appare come un vero percorso ad ostacoli.

È possibile riassumere il dipendente già assunto con contratto a termine, anche oltre i 24 mesi di durata massima, purché il secondo contratto abbia per oggetto un’attività lavorativa diversa e siano rispettati gli intervalli di tempo richiesti. In particolare,

è consentita la riassunzione a termine del lavoratore a condizione che tra la fine del precedente contratto e l’inizio del nuovo rapporto trascorra un intervallo minimo di:

  • 20 giorni se il contratto scaduto aveva una durata superiore a 6 mesi;
  • 10 giorni per i contratti di durata pari o inferiore.

Qualora non venga rispettato questo intervallo minimo, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

Se, invece, tra le due assunzioni a termine non vi è soluzione di continuità – e quindi non trascorre nemmeno un giorno – il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data di stipulazione del primo contratto (cioè a partire dalla data di assunzione).

In caso di trasformazione in un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato di più contratti a termine succedutisi tra le stesse parti, la giurisprudenza prevalente nega il diritto del lavoratore alla retribuzione (ed al corrispondente rateo di tredicesima, nonché al compenso per ferie non godute) per i periodi non lavorati tra l’uno e l’altro rapporto, a meno che il lavoratore provi di aver reso o di avere inutilmente offerto le proprie prestazioni.

note

[1] DL 34/2014 conv. in L. 78/2014.

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. la proroga di un lavoro a tempo determinato può avere una durata maggiore. ad es se l’assunzione è per sei mesi la proroga può essere x un anno

  2. Nel rapporto di pubblico impiego è possibile fare un rinnovo di un contratto a termine che ha già raggiunto la durata di 36 mesi?

  3. Un contratto a tempo determinato , che ha avuto inizio il 01/03/17 e di durata 2 mesi , poi prorogato dal 01/06/17 al 31/07/17 e poi di nuovo 2 mesi fino al 31/09/17 può essere ancora prorogato ?
    praticamente 2 proroghe del contratto di due mesi , in totale 6 mesi .
    Può essere prorogato ulteriormente ? Vi ringrazio .

  4. Se una volta terminati i rinnovi limite in un azienda si viene assunti in un altra azienda per un certo periodo, è possibile in seguito essere riassunti nella’azienda di partenza?

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