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Indennità di paternità per gli autonomi: come funziona?

21 Luglio 2016 | Autore:
Indennità di paternità per gli autonomi: come funziona?

I lavoratori autonomi possono richiedere l’indennità di paternità, ecco come si fa e a cosa si ha diritto.

Lo scorso 11 luglio l’INPS ha emesso una circolare [1] che fa chiarezza rispetto alle novità relative al congedo parentale per lavoratrici e lavoratori autonomi (introdotta nel giugno 2015).

Per padre lavoratore autonomo si intende il lavoratore appartenente ad una delle categorie seguenti:

  • artigiano
  • commerciante
  • coltivatore diretto, colono, mezzadro, imprenditore agricolo a titolo principale
  • pescatore autonomo della  piccola  pesca  marittima  e delle acque interne.

La circolare regola l‘indennità di paternità per i lavoratori autonomi, con la madre lavoratrice dipendente o autonoma (intendendosi per autonoma i seguenti casi artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona, mezzadra, imprenditrice agricola a titolo principale pescatrice autonoma della piccola pesca) e sorge qualora il padre rimanga l’unico genitore al verificarsi dei seguenti eventi:

  • il lavoratore autonomo sia il genitore unico a causa di morte o grave infermità della madre;
  • vi sia abbandono del figlio da parte della madre;
  • vi sia affidamento esclusivo al padre.

L’indennità di paternità  è riconoscibile, in presenza dei requisiti di legge (vedi infra), dalla data in cui si verifica uno dei predetti eventi fino alla fine del periodo post partum che sarebbe spettato alla madre lavoratrice.

Riguardo alla determinazione del periodo post partum della madre – che individua il periodo indennizzabile al padre al verificarsi di uno dei predetti eventi l’INPS rammenta che:

  • se la madre è lavoratrice dipendente, il congedo post partum coincide con i 3 mesi dopo il parto più eventuali periodi di congedo di maternità ante partum non goduti;
  • se la madre è lavoratrice autonoma, l’indennità post partum spetta per i 3 mesi dopo il parto (art. 68 T.U.)

Anche per i padri autonomi, analogamente a quanto previsto per le lavoratrici autonome, non sussiste obbligo di astensione dal lavoro nei periodi indennizzati a titolo di indennità di paternità.

L’assegno spettante in questi casi è pari all’80% dell’importo giornaliero definito sulla base dell’attività esercitata.

Congedo parentale del padre autonomo: un esempio pratico dell’INPS

È lo stesso istituto di previdenza a fornire alcuni esempi pratici che permettano di comprendere in maniera chiara quali siano i diritti del padre lavoratore autonomo. Vediamo dunque come si concretizza la normativa, nel caso di madre dipendente che ha fruito della flessibilità per 16 giorni nel corso dell’8° mese.

Esempio pratico: congedo del padre, quando la madre dipendente ha fruito di flessibilità, lavorando per 16 giorni nel corso dell’8° mese:

Si ipotizzi che:

  • il parto sia avvenuto il 18 novembre 2015
  • il congedo di maternità vada quindi dal 18 novembre 2015 al 5 marzo 2016 (giorno del parto + 3 mesi post partum + 16 giorni recuperati per flessibilità).

Si ipotizzi ancora che in data 10 gennaio 2016 viene accertata la grave infermità della madre dipendente.

In questo caso il padre autonomo può fruire dell’indennità di paternità dal 10 gennaio 2016 (data della grave infermità) al 5 marzo 2016 (data di fine del periodo post partum residuo non indennizzato alla madre lavoratrice dipendente).

Inoltrare la domanda per l’indennità

La domanda per ottenere l’indennità deve essere inoltrata alla sede INPS di competenza utilizzando il modello cartaceo SR01. L’invio può essere effettuato nelle seguenti modalità:

  • tramite PEC (Posta Elettronica Certificata);
  • a mezzo raccomandata A/R;
  • presentandosi direttamente allo sportello dell’ufficio territorialmente competente.

 

Documentazione da produrre per la domanda di indennità di paternità 

Ai fini dell’invio della richiesta è necessario allegare alla domanda la seguente documentazione, che varia caso per caso:

  • in caso di morte della madre, il padre richiedente, all’atto della compilazione della domanda, indica gli estremi della madre e la data del decesso (non deve essere richiesto né acquisito il certificato di morte);
  • in caso di grave infermità della madre: il padre produce all’INPS specifica certificazione medica che dovrà essere trasmessa ed esaminata dal medico della Struttura INPS competente, il quale dovrà valutare la compatibilità dell’infermità in rapporto all’assolvimento dei compiti di cura ed assistenza del neonato (non è valida l’autocertificazione, serve il certificato medico)
  • in caso di abbandono del figlio non riconosciuto dalla madre, il padre rende autocertificazione [2]. Tale dichiarazione va allegata alla domanda telematica;
  • in caso di abbandono del figlio riconosciuto dalla madre, occorre acquisire copia del provvedimento con il quale il giudice si è pronunciato in merito alla decadenza della potestà dell’altro genitore [3]. A tale fine il padre comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario [4].
    Qualora alla data della domanda il provvedimento non sia stato ancora emesso, il padre presenta copia dell’istanza diretta ad ottenere il provvedimento stesso;
  • in caso di affidamento esclusivo del figlio [5], il padre affidatario comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario.

note

[1]  INPS, circ. n. 128 11.07.2016.

[2] Nelle modalità di cui al DPR 445/2000.

[3] Artt. 330 e 333 Cod. Civ.

[4] INPS circ. 47/2012, par. 2.

[5] Art. 155 bis del Cod.Civ.

[6] INPS, circ. 47/2012, par. 2.


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