Business | Articoli

Maternità per adozione o affidamento: aumentano le mensilità

22 Luglio 2016
Maternità per adozione o affidamento: aumentano le mensilità

Le lavoratrici autonome in maternità avranno un periodo di riposo prolungato anche in caso di affidamento e adozione.

La circolare dell’INPS di qualche giorno fa [1] nel fornire chiarimenti relativamente alla maternità e ai congedi parentali, ha precisato come le lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, hanno diritto all’indennità di maternità per gli stessi periodi previsti per le lavoratrici dipendenti.

Mentre precedentemente alla riforma [2] le lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, avevano diritto all’indennità di maternità:

  • per soli 3 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia, a condizione che:
    • il minore non avesse superato i 6 anni di età,
    • non avesse superato i 18 anni in caso di adozione internazionale [3].

Questo approccio come è evidente aveva generato una disparità di trattamento per le lavoratrici.

Con la riformulazione del Testo Unico [4], il diritto all’indennità in caso di adozione o affidamento spetta alle lavoratrici autonome per un periodo di 5 mesia prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione o dell’affidamento, secondo le modalità già previste per le lavoratrici dipendenti:

  • in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale, l’indennità spetta per i primi 5 mesi successivi  all’effettivo  ingresso  del minore nella famiglia della lavoratrice;
  • in caso di  adozione  o affidamento preadottivo internazionale, l’indennità può essere richiesta anche prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il  periodo di permanenza all’estero per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla  procedura  adottiva. In tale caso, l’ente autorizzato a curare la procedura di adozione è chiamato a certificare la durata del periodo di permanenza all’estero della lavoratrice. Tale certificazione va allegata alla domanda di indennità da presentare all’INPS ai fini del pagamento diretto della prestazione. L’indennità per l’eventuale periodo residuo va fruita, comunque, entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia.
  • nel caso di affidamento non preadottivo di minore, l’indennità può essere fruita per periodi compresi nei cinque mesi dall’affidamento, per un  periodo  massimo  di  3 mesi.

Esattamente come viene previsto per le lavoratrici dipendenti, spetterà l’indennità anche nel caso in cui, a seguito dell’adozione/affidamento, il minore, durante il congedo, raggiunga la maggiore età.

Come vengono indennizzate le lavoratrici autonome per affido o adozione

Le condizioni di indennizzo giornaliero sono pari all’80% di 1/365 del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa per le lavoratrici parasubordinata; 80% di 1/365 del reddito derivante da attività libero professionale.

Occorre quindi verificare che la lavoratrice, durante il periodo di maternità richiesto:

  • risulti iscritta ad una delle Gestioni INPS dei lavoratori autonomi (Artigiani, Esercenti attività commerciali, Coltivatori diretti, dei mezzadri e dei coloni) oppure, in caso di pescatrici, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (vedi da ultimo la circolare Inps 24 del 9 febbraio 2016)
  • sia in regola con i versamenti contributivi a copertura dei periodi indennizzabili.

Si rammenta che, anche per gli eventi in esame, non sussiste l’obbligo di astensione dall’attività autonoma ai fini dell’indennità di maternità.

Come si presenta domanda di maternità per figli in affido o adottivi

L’INPS comunica che le applicazioni per l’acquisizione delle domande per via telematica sono state aggiornate per consentire l’acquisizione:

  • in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale di un periodo fino a 5 mesi, a prescindere dall’età del minore;
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale, l’inserimento di periodi precedenti l’ingresso del minore in Italia.

La domanda di maternità dovrà essere presentata dunque esclusivamente in modalità telematica attraverso:

  • WEB, tramite il sito INPS;
  • Contact center multicanale;
  • Patronati.

note

[1]  INPS, circ. n. 128 11.07.2016.

[2] Dlgs 80/2015.

[3] Le istruzioni erano contenute nel par. 1 della circolare n. 136 del 26 luglio 2002.

[4] Art. 67 T.U. per come riformulato in forza del Dlgs 80/2015.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube