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Canone Rai: si paga anche se la televisione è rotta

16 Febbraio 2016
Canone Rai: si paga anche se la televisione è rotta

È valida la cartella esattoriale se il contribuente dichiara l’inutilizzo della televisione perché rotto.

Linea dura della Cassazione sul canone Rai: l’imposta sulla televisione va pagata anche quando l’apparecchio è rotto e inutilizzabile. A chiarirlo è una recente ordinanza [1] che, di certo, non mancherà di suscitare forti perplessità.

La Corte ricorda come il Regio Decreto del 1938 che disciplina il canone Rai [2] stabilisce l’obbligo del versamento dell’imposta nel caso di detenzione di uno o più apparecchi tv atti o adattabili alla ricezione delle “audioaudizioni”. Si tratta di una obbligazione di carattere tributario, quindi, collegata al fatto oggettivo della presenza della televisione all’interno dell’abitazione del contribuente, al di là dell’effettivo uso della stessa. Sicché, il pagamento è dovuto anche nel caso di oscuramento delle reti Rai, o di utilizzo dell’apparecchio per collegarvi la consolle dei videogames, o per diffondere musica, o per la visione di programmi via cavo o satellite. È la potenzialità dell’apparecchio a ricevere le onde radio/video a costituire il vero e proprio presupposto d’imposta.

Inoltre, il canone Rai non è un obbligo collegato a un servizio – quello della Rai – ma una prestazione tributaria, fondata sulla legge e non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio stesso. La richiesta di oscuramento dei canali Rai, infatti, non rientra nel novero dei fatti estintivi dell’obbligo di pagamento del canone previsti dal Regio Decreto.

Nel caso di specie, tuttavia, non era in discussione solo l’oscuramento delle tre reti pubbliche, ma anche la dichiarazione del contribuente di non utilizzo della tv perché rotto. Sul punto, la Cassazione si limita a confermare la cartella di pagamento di Equitalia, senza scendere nel dettaglio. Così facendo, a nostro avviso crea un pericoloso precedente, tale da poter macchiare di incostituzionalità l’obbligo di versamento del canone Rai tutte le volte in cui la televisione è inservibile. Sul punto rinviamo all’articolo: “Canone Rai: imposta incostituzionale se la tv è rotta”.

Per giustificare la persistenza del tributo per quanto non venga fornito dallo Stato alcun servizio si fa riferimento “alla polizia e all’amministrazione dell’etere” di cui lo Stato è sovrano, così introducendo concetti concernenti servizi generali della pubblica amministrazione gestiti nell’interesse della collettività, trasferendo il discorso nel più vasto campo dei tributi-imposta.


note

[1] Cass. ord. n. 1922/2016.

[2] R.D. n. 246/1938.

Autore immagine: 123rf com


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