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Equitalia: illegittime le ipoteche se il debito è piccolo

17 Aprile 2012
Equitalia: illegittime le ipoteche se il debito è piccolo

Cassazione: debito inferiore a 8.000,00 euro? Equitalia non può iscrivere ipoteca. 

Equitalia non può iscrivere ipoteca se il proprio credito è inferiore a ottomila euro.

A dirlo questa volta sono addirittura le Sezioni Unite della Cassazione [1], intervenute su una questione che aveva già trovato l’avallo delle singole sezioni della Suprema Corte e da questo portale recentemente trattata.

Il problema però che si è posto nel caso di specie è se la legge consenta all’ente di riscossione, in presenza di piccoli debiti, non tanto di procedere alla messa all’asta dell’immobile (possibilità certamente esclusa), ma semplicemente di iscrivere ipoteca: una sorta di minaccia o di “ganascia” che ne avrebbe limitato fortemente tutti gli atti di disposizione (ricordiamo infatti che un immobile con un’ipoteca può essere venduto, ma il suo valore, per ovvie ragioni, diminuisce considerevolmente).

Secondo Equitalia, l’ipoteca, avendo una funzione cautelativa, poteva in ogni caso essere iscritta, anche se la dimensione del credito non avrebbe poi consentito al concessionario di procedere ad espropriazione forzata (messa all’asta e vendita dell’immobile). Venivano citate, in proposito, un paio di circolari dell’Agenzia delle Entrate e la legge n. 7372010.

La Corte invece ha ritenuto che la soglia minima di ottomila euro riguardi non solo la possibilità di procedere ad espropriazione, ma anche, a monte, di iscrivere ipoteca. E ciò perché, così come il fermo, anche l’ipoteca costituisce “un atto preordinato all’espropriazione, per cui deve necessariamente soggiacere agli stessi limiti per questa stabiliti dalla legge [2].

Dunque, tutte le ipoteche iscritte al di sotto di tale soglia sono illegittime e possono essere opposte in qualsiasi momento dai debitori.

 

 


note

[1] Cass. S.U., sent. n. 5771/2012.

[2] Art. 76 del D.l. 602/1973.


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1 Commento

  1. EFFETTO RETROATTIVO DELLA SENTENZA
    La Suprema Corte ha chiarito, con la sua pronuncia del 12 aprile scorso, che il divieto di iscrivere ipoteca per i crediti vantati dal Fisco di importo inferiore a 8.000 euro, deve intendersi applicabile anche in via retroattiva alle ipoteche iscritte precedentemente all’entrata in vigore del d.l. 40/2010. Ciò considerato che ”quello che conta ai fini dell’interpretazione di un atto normativo, non è l’intenzione del Legislatore o la lettura fattane da ministeri od altri enti, ma la volontà oggettiva della legge quale risultante dal suo dato letterale, che nel caso di specie depone, per l’appunto, nel senso della non iscrivibilità dell’ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare”.

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