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Che cos’è il rischio sistemico?

4 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 Agosto 2016



La crisi di una singola banca può trasferirsi all’intero sistema bancario: si parla di rischio sistemico 

Negli ultimi anni nel succedersi delle varie crisi bancarie puntualmente il sistema politico ed economico ha manifestato grande preoccupazione; ciò non solo per la necessità di tutelare i depositi dei risparmiatori, contraenti deboli nel sistema di intermediazione, ma soprattutto per il timore che la crisi potesse propagare i propri effetti. Si tratta del cosiddetto rischio sistemico. 

Che cos’è il rischio sistemico?

Il rischio sistemico è il rischio che la crisi di una banca, l’insolvenza o l’inadempienza di un intermediario possa trasferirsi dall’intermediario al sistema finanziario ed economico nel complesso. Si tratta di un rischio che non riguarda una singola attività finanziaria o una particolare categoria di attività finanziari, ma riguarda il funzionamento del mercato e degli intermediari finanziari in senso ampio.

In tale ottica, un evento negativo per un’intermediario può determinare l’accumulo di perdite per tutti gli altri operatori del sistema, generando un effetto domino.

Da cosa può esser generato una crisi sistemica?

Vari sono i fattori che possono concretizzare il rischio sistemico generando la crisi. La banca ed il sistema bancario sono un sistema fragile nella loro rigidità, poiché basate su passività di natura monetaria ed illiquidità del portafoglio prestiti [1]. Potrebbe originarsi per esempio come conseguenza del rischio di controparte, dall’inadempienza di un partecipante e così via. Fenomeni non sempre chiari da rintracciare, poiché le asimmetrie informative spesso non consenton di distinguere le banche inadempienti dalle banche sane. Gli intermediari, e questo è un dato fondamentale, sono spesso collegati tra loro, e questa fitta rete di rapporti diventa difficile da districare in tempi rapidi per evitare il propagarsi della crisi di uno degli istituti.

Che si intende per “corsa agli sportelli”?

Ricordate la scena del capolavoro Disney Mary Poppins, in cui l’ostinata ribellione del piccolo protagonista a chi voleva obbligarlo al deposito del penny nella “Grande Banca di Inghilterra” genera una corsa di tutti i clienti agli sportelli per ritirare i propri risparmi? Bene, è la cosiddetta Run. Se il pubblico perde fiducia verso chi gestisce i propri risparmi, ritenendo che questa non sarà più in grado di onorare in futuro i propri impegni ritirerà i propri depositi (detti “a vista”, perchè immediatamente esigibili), causando una perdita netta per la banca, con danni gravissimi, perché nessuna banca può far fronte ad una richiesta totale ed istantanea di prelievo. Paradossalmente, la folla che temendo una crisi preleva tutti i propri risparmi, rischia così facendo di generare una crisi sistemica.

Si tratta naturalmente solo di uno dei possibili fenomeni, fortunatamente uno dei più rari. Eppure è un fenomeno ancora possibile ed attuale. Tant’è che nel 2007 si formarono lunghe code di fronte alla Northen Rock, banca inglese; ed allo stesso modo abbiamo ancora negli occhi la scena dei bancomat greci affollati, nel timore di non ritrovare più i propri risparmi.

In ogni caso le crisi sistemiche oggi non sono necessariamente crisi bancarie, anzi, nella maggior parte riguardano realtà complesse di intermediazione finanziarie, che fanno spesso leva su prodotti finanziari ad alto rischio, o che riguardano una tipologia particolare di titoli considerati meno rischiosi di come poi si manifestano.

Casi recenti di crisi sistemiche

Una crisi sistemica può creare danni devastati all’economia di interi paesi, trascinandoli al fallimento. Prima del 2008, con la crisi della Lehman Brothers, di cui ancora paghiamo gli effetti a livello globale, altre crisi avevano colpiti intere aree geografiche, come successe in America latina, in Russia e nel sud est asiatico. A dimostrazione del fatto che, come sottolineato da Samuelsonn, chi gestisce questo tipo di intermediari troppo spesso dimentica di fare i conti con un fattore fondamentale: l‘egoismo umano, quell’egoismo che porta a superare i limiti disegnati dalla prudenza, lasciandosi attrarre dalla propria cupidigia. Una serie di investimenti sbagliati possono così capovolgere un intero sistema regolamentato in pochissimo tempo, a discapito dei risparmiatori.

Come prevenire il rischio sistemico? Cos’è la regolamentazione di stabilità?

La prevenzione di una crisi di sistema non può che passare dalle banche centrali dei paesi, che devono garantire l’ordine nei mercati, elaborando la “regolamentazione di stabilità”. Questa è il complesso di norme che gli istituti di intermediazione devono rispettare e sul rispetto delle quali vigileranno le varie autorità competenti a livello statale ed europeo. La regolamentazione opera al fine di correggere i fallimenti del mercato, le imperfezioni dei vari mercati. Obbligando gli intermediari al rispetto di determinate regole tese al mantenimento della stabilità, dell’equità e dell’efficienza, nonché vigilando sugli stessi,  si cerca di ridurre al minimo le varie tipologie di rischio e conseguentemente il rischio sistemico. Purtroppo, come in ogni comportamento umano, le previsioni e le prospettive vengono spesso smentite dalla molteplicità del reale.

note

[1] M.Onado, Economia e regolamentazione del sistema finanziario, Il Mulino, 2008


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