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Gli effetti di Pokémon Go sull’economia

5 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 Agosto 2016



Non si tratta solo di un gioco. Gli effetti dell’app del momento sembrano essere molto più prepotenti sul mercato. Ecco un’analisi. 

Il mondo del gaming tramite app ci ha abituato a grandi sorprese da un punto di vista imprenditoriale ed economico, ma questa volta il fenomeno è più grande del solito.

Cos’è Pokémon Go?

Pokemòn Go è una nuova applicazione per smartphone che sfrutta la realtà aumentata, riprendendo il media franchise ideato da Satoshi Tajiri, incentrato sui Pokémon (pocket-monster), i mostri tascabili, catturabili dagli umani, che possono poi addestrarli e farli combattere.

Il potenziale di mercato dell’idea si era già manifestato con i risultati ottenuti tramite i videogame per Gameboy e Nintendo Ds, oltre che attraverso l’anime giapponese, prontemente venduto a tutte le Tv del mondo, nonché i vari film per grande schermo. Si parla di un fatturato di 2 miliardi solo nel 2014 per il mondo del gaming, in un’epoca nella quale il mercato del Nintendo Ds e delle console tascabili appariva in decrescita. Risultati che sembrano “briciole” rispetto alle prospettive future di Pokémon Go.

Chi ha creato Pokémon Go?

Non c’è solo Nintendo dietro il successo dell’App. Considerazione non banale, dal momento che i risultati dell’azienda giapponese del gaming sono sempre stato incentrati su prodotti 100% homemade. Questa volta è diverso: la Nintendo è affiancata dalla Nianti, specializzata nella realtà aumentata ed- in collaborazione con la società Pokémon. La Nintendo rimane azionista di entrambi ricevendo solo il 30% delle entrate, secondo quanto riportato dal Financial Times: ciò nonostante il fatturato è da capogiro.

Risultati economici nel breve termine

In Italia da poche settimane e sul mercato da luglio 2016, ma i risultati ottenuti sono letteralmente sconvolgenti. Al di là delle criticità etiche che il concetto di realtà virtuale ha sempre suscitato – ora più prepotenti in questa che sembra la sua prima vera applicazione di massa- è innegabile che il gioco ha provocato un vero boom economico, segnando record su tutti i fronti. 

Il titolo della Nintendo è passato da 16 a 25 dollari, che vuol dire una capitalizzazione da 23 miliardi Nintendo a 30 miliardi di dollari…in una settimana!

La Apple ha dichiarato che Pokémon Go è stata l’applicazione mobile più scaricata dell’App Store nella settimana di lancio: 65 milioni hanno scaricato l’app.  

Moltiplicati anche gli acquisti in App sia per Apple che per Nintendo, mercato questo generalmente più debole (gli acquisti in App sono sempre una minima percentuale rispetto alla massa adoratrice del freeware).

In una prospettiva di benchmarking appare evidente come in appena due settimane si siano superati i numeri di utenti attivi connessi in contemporanea rispetto a videogiochi come Candy Crush Saga e Draw Something.

Addirittura, Pokèmon Go batte sui tempi di utilizzo anche i Social Network e le relative app: Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram e Tinder.

E proprio sui social è rimbalzata la notizia che ha fatto sorridere e riflettere un po’ tutti: per la prima volta nella storia di Internet c’è stato qualcosa di più cliccato del porno, il mercato web per eccellenza. Youporn si è infatti pubblicamente congratulato con gli ideatori dell’App per avergli fatto perdere per la prima volta il primato.

Quale è la chiave del successo di Pokémon Go? Su cosa si basa?

La chiave del successo, oltre ad un mercato già formato e affermato di videogamer e appassionati che tocca due decenni e due generazioni, è certamente l’uso della realtà virtuale.

Pokémon Go sfrutta infatti la geolocalizzazione GPS combinandolo con Google Maps, che permette di ricreare e visualizzare i luoghi in cui il soggetto si trova. Si riproduce il luogo reale in cui il giocatore dà la caccia ai Pokémon si possono trovare ovunque, distribuiti da un algoritmo di Niantic. Potranno essere in un negozio, per strada, in una casa privata, davanti a un monumento o in una piazza; la telecamera del vostro smartphone diventa così una finestra verso un mondo parallelo: di fronte a voi, proprio davanti i vostri piedi compare un Bulbasaur o uno Squirtle pronti a farsi catturare.  Una volta incontrato il pocket monster i giocatori potranno tentare di catturarlo lanciando una sfera Poké attraverso il touchscreen del telefono. Più animaletti verranno catturati più alto sarà il livello, e così via..

Ma non è tutto. Basandosi sul Gps l’App porta la caccia all’aperto, ed è proprio qui la vera innovazione sul mondo dei videogame e sul mercato. L’allenatore (cioè il giocatore), per trovare più pokémon, allenarli meglio, farli combattere, dovrà necessariamente muoversi il più possibile, muovendosi verso i “punti di interesse”, le zone di caccia, i Pokéstop, oppure recarsi presso le palestre. 

Si gioca fuori casa. Ecco la grande differenza con i giochi da console…e là fuori c’è un mondo che è pronto a beneficiare degli effetti collaterali del gaming.

Quali sono gli effetti di Pokémon Go sui mercati paralleli?

Proprio perchè basato sul mondo reale, su ciò che c’è fuori, si sta creando un mercato parallelo basato sui centri di interesse, sui luoghi in cui ci sono le palestre e sui pokéstop.

E sembra solo l’inizio. Se il mercato dell’app continuerà la propria crescita si aprirà una vera e propria caccia all’acquisto di pokéstop da parte degli imprenditori. Si sta aprendo un nuovo mercato.

Per dare un’idea, sembrerebbe che in Australia l’app abbia già lasciato il segno nel settore immobiliare. Se alcuni proprietari, colpiti dalla presenza sotto casa di videogiocatori, hanno richiesto di eliminare il punto di interesse dalla propria zona, è pur vero, d’altra parte, che per uno che molla c’è sempre un altro che acquista…al punto che si pensa che il prezzo degli immobili potrebbe crescere se vicino a punti di interesse. Non è cosa di poco conto: si pensi ad un locale che si trova davanti ad un pokéstop o ad una palestra. Si troverà una nuova platea di consumatori pronti a consumare. È solo un esempio, un’ipotesi…sembra impossibile…eppure…
Eppure McDonald’s ha già iniziato a collaborare con Pokémon Go per rendere i propri locali centri di interesse o palestre!

Infine, naturalmente, il mercato nostalgia ha riaperto i battenti, favorendo il business commerciale a tema. Su eBay sono stati venduti oltre 98 mila articoli: cappellini, oggetti, cover per smartphone, oggetti da collezione ed ovviamente il mercato delle carte da gioco, la cui prima edizione è stata venduta per circa 5,5 mila €.

Qual è il modello di business su cui si basa Pokémon Go?

Una sola risposta: la gratuità. A differenza di tutti i precedenti giochi basati sui Pokémon, le carte, i gadget e tutto il resto, Pokémon Go si basa sul freeware, sfruttando a pieno l’onda della Free culture, ormai paradigma della crescita sul web (vedi Facebook e Twitter).

Naturalmente poi si creano servizi aggiuntivi, sui quali far leva da un lato per aumentare i profitti, dall’altro per migliorare i risultati da giocatore. Per potenziare il cucciolo si possono utilizzare micro-transazioni in app; inoltre è stato già progettato un dispositivo portatile, Pokémon Go Plus, che consentirà di continuare a giocare anche senza usare lo smartphone.

Pensare sia “solo un gioco”, a questo punto, pare riduttivo. Per le questioni etiche sulla realtà virtuale ci sarà tempo, per ora occorre guardare a questo fenomeno economico probabilmente rivoluzionario con la giusta onestà intellettuale.


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