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Riforma dell’art. 81 Costituzione: il principio di pareggio di bilancio entra di forza

17 Aprile 2012
Riforma dell’art. 81 Costituzione: il principio di pareggio di bilancio entra di forza

Il Senato approva il principio costituzionale del pareggio di bilancio.

Il Senato ha approvato in quarta e ultima lettura il ddl costituzionale che modifica l’articolo 81 della Costituzione e che introduce il principio di pareggio di bilancio a livello costituzionale.

I senatori che hanno partecipato alla votazione sono stati 280, i favorevoli 235, i contrari 11, gli astenuti 34. Questa larga maggioranza farà sì che la norma diventi legge dello Stato senza bisogno del referendum confermativo, essendo stata superata la soglia dei due terzi dei voti a favore.

Il nuovo articolo 81 della Costituzione afferma che “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali” tra le quali sono incluse “gravi recessioni economiche, crisi finanziarie, gravi calamità naturali”.

Viene poi previsto che “ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri, provvede ai mezzi per farvi fronte”.

La riforma dell’articolo 81 dispone, con una legge di attuazione, “l’istituzione presso le Camere di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio”.

La riforma prevede infine che “le Camere esercitano la funzione di controllo sulla finanza pubblica con particolare riferimento all’equilibrio tra entrate e spese nonché alla qualità e all’efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni”.

La legge costituzionale si applica a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.

Con la riforma dell’articolo 81 si prevede inoltre (all’articolo 97 della Carta) che “le pubbliche amministrazioni in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”.

Inoltre, si sostiene che l’articolo 119 della Costituzione da ora in poi dirà che i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa “nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari dovuti all’ordinamento dell’Unione europea”.



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2 Commenti

  1. Ma c’è già il semestre europeo ed Europlus, qualòcuno mi spiega in parole semplice a che serve metterci un acappio al collo in costituzione, e poi chi è che giudica quando si è in periodo di vacche grasse e quando in periodo di vacche magre? Mago Merlino? E poi, sulla compatibilità finanziaria dei conti pubblici, non c’è già la Corte dei Conti?

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