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Naspi e pensione: come vanno calcolati i periodi di disoccupazione

16 Aprile 2019 | Autore:


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Come devono essere valutati i periodi di disoccupazione per il calcolo della pensione: diritto e misura del trattamento, neutralizzazione Naspi.

Ho diritto a 6 mesi di Naspi: questo periodo viene contato ai fini della pensione? È vero che l’assegno di pensione viene abbassato?

I periodi durante i quali viene percepita l’indennità di disoccupazione Naspi contribuiscono, nella generalità dei casi, al raggiungimento della pensione, perché il lavoratore ha diritto all’accredito dei contributi figurativi.

Si tratta di contributi accreditati direttamente dall’Inps, che servono sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

In sostanza, nel momento in cui il lavoratore ha diritto all’indennità di disoccupazione, l’Inps accreditata anche i contributi calcolati sull’indennità, perché non perda il periodo ai fini della pensione.  Attenzione, però: in alcuni casi, i periodi di disoccupazione possono non essere utili ai fini della pensione.

Facciamo allora il punto su Naspi e pensione: come vanno calcolati i periodi di disoccupazione.

Ai fini del calcolo di questi periodi, teniamo presente che i periodi di disoccupazione non indennizzata non danno luogo a contributi figurativi, e che i contributi figurativi stessi, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1992, non sono tenuti in considerazione se superiori a 5 anni. Inoltre, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, per il diritto al raggiungimento delle pensioni anticipate o di anzianità, deve essere presente il requisito di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione. Ma procediamo per ordine.

Naspi e diritto alla pensione

Per quanto riguarda il diritto alla pensione, i contributi figurativi sulla disoccupazione sono utili:

  • al raggiungimento della pensione di vecchiaia (nel biennio 2019-2020, per la generalità degli iscritti, è richiesta un’età minima di 67 anni e una contribuzione minima di 20 anni; è richiesto anche un assegno superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995);
  • al raggiungimento della pensione anticipata (per la quale il requisito è pari a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini; almeno 35 anni, però, devono essere conteggiati al netto dei periodi di disoccupazione e di malattia non integrata, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria).

Non sono utili, invece, al raggiungimento della vecchia pensione di anzianità, ed alle deroghe alla Legge Fornero vigenti, basate su questa tipologia di pensione, come l’Opzione Donna, in quanto è richiesto, per qualsiasi pensione di anzianità e anticipata (per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria), il requisito di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione e malattia. Anche per la Quota 100, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, deve essere verificato il requisito dei 35 anni di contribuzione minima al netto dei periodi di disoccupazione e malattia.

Per chi è nel sistema contributivo puro, cioè per i giovani assicurati dal 1996,  i periodi di disoccupazione non possono essere utilizzati (al pari di tutti gli altri contributi figurativi):

  • per il perfezionamento dei 20 anni di contributi necessari a conseguire la pensione anticipata all’età di 64 anni;
  • per il perfezionamento dei 5 anni di contributi per ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni.

Naspi e misura della pensione

Per quanto riguarda la misura della pensione, se la retribuzione pensionabile, prima della disoccupazione, risulta elevata, questa potrebbe essere abbassata dai contributi figurativi sulla Naspi: la contribuzione figurativa Naspi, come precisato da una recente circolare Inps [1], può essere difatti riconosciuta entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della Naspi, cioè (per il 2019) sino a 1.860,26 euro (1328,76 euro per 1,4). Spiegato in parole semplici, significa che i contributi figurativi sulla disoccupazione non si basano sempre sull’imponibile medio posseduto dal lavoratore, ma solo entro una determinata soglia limite.

Per quanto riguarda, però, le quote della pensione calcolate col metodo retributivo, per evitare un peggioramento del trattamento si  può utilizzare una procedura particolare, la neutralizzazione, che limita l’impatto sulla pensione.

Come si calcolano i contributi figurativi sulla Naspi

In particolare, quando si calcolano i contributi figurativi per i periodi di Naspi, bisogna eseguire i seguenti passaggi:

  • individuare l’imponibile medio mensile riferito agli ultimi 4 anni;
  • se l’imponibile medio è inferiore a 1.860,26 euro mensili, cioè al massimale Naspi moltiplicato per 1,4 volte, per determinare i contributi figurativi si deve moltiplicare l’imponibile per l’aliquota contributiva vigente (attualmente il 33%);
  • se l’imponibile medio è superiore a 1.860,26 euro, questo va ridotto sino a tale cifra, quindi diventa pari a 1.860 euro mensili, ed i contributi devono essere calcolati moltiplicando tale ammontare per l’aliquota contributiva.

In quest’ultimo caso, però, il periodo può essere neutralizzato, cioè considerato neutro per non peggiorare il calcolo della pensione, se la retribuzione pensionabile risulta abbassata dal periodo di disoccupazione.

Naspi: come influisce sulla retribuzione pensionabile

Per capire se la retribuzione pensionabile (riferita alla quota del trattamento calcolato col metodo retributivo) viene ridotta dai contributi figurativi sulla Naspi, bisogna seguire un procedimento piuttosto articolato. Per comprendere meglio il procedimento, ricordiamo quali sono le quote in cui è divisa la pensione ai fini del calcolo:

  • la quota A comprende i periodi di contribuzione sino al 31 dicembre 1992, ed è calcolata sugli ultimi 5 anni di retribuzione, utilizzando il metodo retributivo (che si basa, semplificando, sulle settimane di contributi e sugli ultimi stipendi);
  •  la quota B è calcolata sugli ultimi 10 anni di retribuzione, utilizzando il metodo retributivo, e comprende i periodi:
  • dal 1993 al 1995, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • dal 1993 al 2011, per chi possiede più di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • la quota C è calcolata dal 1996 (o dal 2012, per chi ha oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) utilizzando il sistema contributivo, che si basa sui contributi effettivamente accreditati e non sugli stipendi.

Vediamo ora come procedere per capire se i contributi figurativi sulla Naspi riducono la retribuzione pensionabile. A tal fine, bisogna effettuare i seguenti passaggi:

  •  calcolare la quota A e la quota B della pensione senza inserire la retribuzione figurativa riferita alla Naspi, quindi neutralizzando il periodo di disoccupazione: per neutralizzare questo periodo si devono contare i periodi precedenti andando a ritroso, per recuperare le retribuzioni effettive corrispondenti al periodo neutro ed arrivare a totalizzare, rispettivamente, 260 e 520 settimane (260 settimane per la quota A e 520 per la quota B);
  •  calcolare la quota A e la quota B della pensione inserendo la retribuzione figurativa riferita alla Naspi, pari a 1.820 euro, senza neutralizzare il periodo di disoccupazione.

A questo punto, si devono confrontare i due importi delle retribuzioni medie pensionabili: se il valore calcolato includendo la retribuzione figurativa Naspi è inferiore al valore calcolato neutralizzando il periodo di Naspi, si dovrà prendere in considerazione quest’ultimo ai fini del calcolo delle quote A e B. In questo modo, grazie alla neutralizzazione, non viene abbassata la retribuzione media pensionabile.

Se invece risulta più alto il valore con l’inserimento della retribuzione figurativa Naspi, il periodo non deve essere neutralizzato, perché la retribuzione pensionabile non viene abbassata dai contributi figurativi sulla disoccupazione.

Naspi e calcolo contributivo della pensione

Per quanto riguarda la quota della pensione soggetta al calcolo contributivo, come specificato dalla citata circolare Inps, nel caso in cui la retribuzione figurativa sia superiore al massimale, sarà quest’ultimo a costituire la base di calcolo dei contributi relativi al periodo di Naspi; i contributi figurativi andranno poi aggiunti al montante contributivo (il montante contributivo è la somma dei contributi accreditati al lavoratore).

In pratica, i contributi figurativi Naspi non peggiorano la pensione (o la quota di pensione) calcolata col metodo contributivo, perché si aggiungono al montante posseduto dal disoccupato.

Ipotizzando che il lavoratore interessato abbia già eseguito un calcolo della pensione, ipotizzando la prosecuzione del proprio impiego, questo andrà rivisto al ribasso, se la retribuzione imponibile media supera 1.860 euro mensili: questo perché, come appena spiegato, i contributi figurativi sono calcolati su tale massimale, e non sul più alto imponibile medio.


note

[1] Inps Circ. n. 94/2015.


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8 Commenti

  1. per chi ha versato contributi prima del 1996 le settimane di NASPI sono inutili ai fini della pensione anticipata, l’INPS non le conteggia!

    Questo vuol dire che per raggiungere i 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva le settimane di NASPI non vengono conteggiate ma viene solo aggiunto il valore figurativo al montante contributivo.

    L’articolo invece lascia intendere l’esatto contrario.
    Tamerlano

    1. Veramente quanto da Lei affermato è errato. Per gli iscritti prima del 1996, i contributi figurativi Naspi contano. Se si appartiene all’Assicurazione generale obbligatoria, però, bisogna anche verificare il possesso di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione, malattia e infortunio non integrati.
      Inoltre, per gli iscritti dal 1993, non è possibile superare 5 anni di contributi figurativi.
      I periodi di Naspi non contano per chi invece non ha contributi precedenti al 1996, ma solo per le seguenti pensioni:
      pensione anticipata contributiva a 64 anni;
      pensione di vecchiaia contributiva con 5 anni di contributi

  2. Salve.
    l’Inps mi informa che devo andare in pensione a novembre del 2017 con 42 anni e 10 mesi, chiedo: se a partire da gennaio 2017 vado in disoccupazione e quindi ottengo la Naspi, cosa succederebbe alla somma che L’INPS mi ha comunicato? si abbasserebbe? se si di quanto?
    grazie per la risposta

  3. sono andato in pensione nel 01/02/1999 con più di 18 anni prima del 1992 e 38 anni di contributi. Nel 2004 mi hanno indennizzato l’amianto fino ai 40 di contributi. Ho 16 settimane di naspi e 100 settimane di cig che l’inps non mi rivaluta nel calcolo. Come posso fare per convincerli a fare il calcolo in modo corretto ? Mi potete indicare le leggi e le circolari inps che citano l’argomento ? Grazie

  4. Buongiorno,
    il patronato mi ha informato oggi che il meccanismo di salvaguardia per le quote A e B, NON si applica nel caso di Pensioni Anticipate, ovvero maturate prima dei 67 anni.
    La cosa mi risulta molto pesante. Se vera, sarebbe molto opportuno inserirla nella Sua pagina … non mi risulta che nessuno nel web ne faccia menzione, sareste i primi !
    Grazie per una risposta di commento.

  5. Buonasera,al momento della scelta se accettare gli incentivi dell’azienda con relativa naspi per anni due che mi avrebbero permesso di arrivare ai 42 anni e 10 mesi utili per la pensione anticipata,sia il patronato che i funzionari inps mi riferiscono che l’assegno non avrebbe subito decurtazioni,ora mi sembra che cio’ non corrisponda a verita’.Mi puo’ aiutare? Grazie

  6. Buongiorno ho incominciato a lavorare nel 1979 al diciannovesimo anno di eta avevo 2 anni di contributi
    adesso mi trovo con 1300 contributi effetti e 700 contributi da disoccupazione naspi come lavoratore stagionale
    quando potro andare in pensione

  7. Buonasera a tutti, le domande poste sono molto specifiche, anche se ad una prima lettura possono sembrare semplici. Vorrei specificare che per raggiungere la pensione anticipata, o le tipologie ancora esistenti di pensione di anzianità, occorre soddisfare anche il requisito di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione (e di malattia non integrata), per chi è iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps.
    Occorre valutare i requisiti in rapporto alle regole della specifica gestione d’iscrizione e la situazione personale, con l’eventuale presenza di particolarità contributive.
    Questo il link per chi desidera una consulenza previdenziale, senza calcolo pensione https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-previdenza

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