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Fatturazione elettronica tra privati al via: ecco come funziona

25 Luglio 2016 | Autore:
Fatturazione elettronica tra privati al via: ecco come funziona

Come funziona, da quando parte, come viene regolata la fatturazione elettronica tra privati: facciamo chiarezza.

Dopo l’applicazione – obbligatoria – tra privati e PA, sarà possibile utilizzare la fatturazione elettronica anche tra privati. Ecco come fare e le norme che la regolano, ma prima di tutto vediamo come funziona.

Fatturazione elettronica: cos’è e come funziona.

La fattura elettronica è una fattura tradizionale che viene prodotta in formato digitale. L’innovazione di tale fattura, non sta solo nel formato ma anche e soprattutto nel poterne garantire l’autenticità e l’integrità del suo contenuto dal momento della sua emissione al termine della conservazione sostitutiva che è di 10 anni, grazie all’apposizione della firma digitale e la marcatura temporale. La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture; è un sistema che coinvolge diversi attori: il fornitore, il Sistema di Interscambio (SdI), il soggetto destinatario della fattura. Dopo l’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati e Pubblica Amministrazione [1], a decorrere dal 2 settembre 2015 [2] disciplina ed estende la fatturazione elettronica alle transazioni fra privati.

Il decreto legislativo, infatti, estende la possibilità di fatturazione digitale anche alle transazioni tra privati, disciplinando le regole per la trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuata attraverso dispositivi automatici.

Nel medesimo decreto, infatti, si prevede, per la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica della fattura o dei relativi dati, che:

  • a decorrere dal 1 luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dei contribuenti, un servizio gratuito per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche; e cioè un servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura elettronica, il suo invio e la conservazione sostitutiva: deve, in pratica, individuare le regole operative da seguire per la trasmissione telematica delle fatture. Spetta, quindi, all’Amministrazione finanziaria emanare le disposizioni attuative per offrire ai contribuenti interessati un servizio gratuito per la creazione, la trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche e di un regime di comunicazione dei dati alla Agenzia delle entrate.
  • a decorrere dal 1 gennaio 2017, il Ministero dell’Economia e delle finanze, metta a disposizione dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto il Sistema di Interscambio, gestito dalla Agenzia delle Entrate, ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, e di eventuali variazioni delle stesse relative a operazioni che intercorrono fra soggetti residenti nel territorio dello Stato, purchè i documenti abbiano le caratteristiche tecniche previste dal regolamento n.55/2013 per la “fattura p.a.”.

Viene estesa alla fatturazione elettronica tra privati dunque lo stesso sistema già in vigore per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione; è prevista, infatti, la possibilità di invio telematico all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute mediante il Sistema di Interscambio.

L’App dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica tra privati

E’ disponibile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la prima versione dell’applicazione web gratuita con la quale i contribuenti con partita iva possono generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. Alla web application, si può accedere con le credenziali Entratel o Fisconline fornite agli utenti dei servizi telematici, nonché con la Cns (Carta nazionale servizi) e con lo Spid.

Una volta effettuato l’accesso, può essere scelta l’utenza di lavoro con cui operare nel caso in cui l’utente persona fisica sia stata incaricato di svolgere gli adempimenti di fatturazione da parte di un utente persona non fisica. Le fasi successive sono quelle di generazione, trasmissione e conservazione della fattura. In particolare occorre aderire espressamente al servizio di conservazione delle fatture mediante esplicita accettazione delle condizioni compilando una web-form presente sul sito. Quanto invece alla fase di emissione l’utente, dopo avere selezionato uno dei tre formati previsti (fattura ordinaria, semplificata e fatturaPA), deve compilare i quadri relativi ai dati di fornitore, cliente e fattura.

Il quadro fornitore, in particolare, è sempre obbligatorio, e contiene i dati relativi al cedente o prestatore, ereditati dalla base informativa dell’Anagrafe tributaria che possono essere modificati tranne che per l’informazione relativa alla partita Iva. La generazione del documento può aversi anche ripartendo dai dati inseriti per l’ultima fattura che si stava compilando o importando una fattura da un file xml presente sulla postazione dell’utente. Infine, il servizio di trasmissione consente l’invio via web della fattura caricando il file dal computer dell’utente.

Possono essere trasmessi file singoli o di un archivio zip di fatture.

Perché si richiede la fatturazione elettronica tra privati

La ratio della estensione della fatturazione elettronica anche tra privati è quella volta ad una più efficace lotta all’evasione fiscale, che si attua aumentando da una parte l’efficienza dei processi gestionali ed informativi e, dall’altro, creando flussi informativi che siano in grado di fungere da elementi di dissuasione dell’evasione fiscale, e consentendo al fisco di operare controlli in automatico, attraverso l’incrocio dei dati.

La fatturazione elettronica tra privati servirà inoltre a ridurre gli adempimenti amministrativi e contabili, e quindi una semplificazione e sbrurocratizzazione degli adempimenti fiscali,  a vantaggio dei contribuenti che decidono di avvalersi della fatturazione elettronica. Soggetti destinatari  della fatturazione elettronica tra privati disciplinata dal d.lgs. n.127/2015, sono le imprese, i commercianti, ma anche i professionisti. Per incentivare i privati alla fatturazione elettronica, saranno previsti, infatti, vari incentivi. E’ previsto:

  1. l’abolizione dello spesometro, e cioè  la trasmissione di tutte le operazioni, attive e passive, soggette all’emissione di fattura e di quelle di più rilevante entità senza l’emissione della stessa, ma soggette allo scontrino fiscale;
  2. l’abolizione dell’obbligo di presentare le comunicazioni black list [3],  limitatamente agli acquisti intracomunitari e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea;
  3. una corsia “preferenziale” per i rimborsi IVA vantati dai soggetti  privati che hanno optato per la fatturazione elettronica; è previsto, infatti, che i rimborsi  siano eseguiti, anche in assenza dei requisiti normalmente previsti, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
  4. modalità nuove e semplificate per i controlli fiscali, che potranno essere effettuati anche da “remoto”, con riduzione degli adempimenti dei contribuenti e senza intralciare il normale svolgimento delle attività;
  5. riduzione di un anno del termine di accertamento;
  6. riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili per specifiche categorie di soggetti (per soggetti   passivi di minore dimensione), categorie che verranno individuate con apposito decreto. Per  tali categorie è previsto che l’Agenzia delle entrate realizzi un programma  di assistenza con cui sono messi a disposizione, in via telematica, gli  elementi informativi necessari per le liquidazioni periodiche e per la dichiarazione annuale dell’Iva.

Agenza delle Entrate sul Web: non solo l’app fatturazione elettronica

La web application per la fatturazione elettronica fa parte di un’offerta più ampia di strumenti. A breve verranno messi a disposizione i servizi con cui i contribuenti potranno scegliere di memorizzare e trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri a partire dal 1° gennaio 2017.

Nei prossimi mesi, inoltre, l’Agenzia rilascerà l’applicazione anche in formato di app per smartphone e tablet, in modo da ampliarne l’utilizzo in mobilità a tutti gli utenti, a prescindere dal dispositivo elettronico posseduto.

D.ssa Manuela Adimari

note

[1] L. 244/2007art.1, c. 209-214.

[2] D.lgs.n.127 del 5.08.2015.

[3] di cui all’art.50, comma 6, del d.l. n.31/1993, conv. in l. n.427/2013.


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