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Che cos’è il brevetto europeo?

2 Agosto 2016 | Autore:
Che cos’è il brevetto europeo?

La nuova disciplina unificata a livello europeo in tema di brevetti: come ottenere il brevetto e quali i vantaggi e gli strumenti di tutela

La cooperazione in tema di brevetti rappresenta un punto cruciale nell’ambito di un mercato unico incentrato fin dalla sua creazione sulla libera circolazione di beni e servizi. In  un sistema integrato come quello europeo, basato sulla libera concorrenza “stonava” la mancanza di un sistema di riconoscimento di marchi e brevetti comuni a tutti gli Stati membri.

Si è pertanto cercato di porre un primo rimedio attraverso la Convenzione sulla concessione dei brevetti europei, la EPC, firmata nel 1973 a Monaco [1] d: un trattato internazionale che ha istituito l’Organizzazione Europea dei Brevetti, proprio al fine di offrire un brevetto unico valido in tutti gli Stati membri sottoscriventi.

Come funzionava il brevetto europeo pensato nell’ambito della EPC?

Il Brevetto Europeo, così come pensato nella Convenzione di Monaco, era basato su una procedura unica per il rilascio dei brevetti in Europa, attraverso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (European Patent Office). Tali brevetti avrebbero avuto validità in tutti gli Stati sottoscriventi, tuttavia non ha ottenuto i risultati sperati a causa delle lungaggini burocratiche causate da un sistema complesso, basato su una sorta di “doppio binario”: da un lato un brevetto nazionale riconosciuto nello Stato con i requisiti e le modalità tipiche dell’ordinamento interno; dall’altro un brevetto europeo, riconosciuto dall’Ufficio Europeo Brevetti.

Una volta ottenuta la concessione da parte dell’ Ufficio brevetti, infatti, era necessario richiedere in ogni Stato membro la convalida dello stesso per ottenere la protezione, nel rispetto delle disposizioni nazionali vigenti. Un sistema quindi complesso, che di fatto duplicava controlli e concessioni, piuttosto che semplificarli. Facile intuire come tale duplicità comportasse svantaggi competitivi notevoli per le imprese europee: alla libera concorrenza e circolazione si contrapponeva un sistema basato su una doppia verifica: pur potendo far liberamente circolare i propri prodotti, diventava difficile tutelarli.

Da allora, sono stati compiuti ulteriori passi avanti con la creazione di un sistema di  tutela brevettuale unitaria nell’UE. L’Unione europea ha proposto nel 2011 l’istituzione del il Brevetto Unico Europeodetto CBE, introdotto a seguito della decisione 2011/167/UE del 10 marzo 2011 [2], cui ha fatto seguito il Regolamento UE n. 1257/2012 [3], approvato alla fine del 2012.

Che cos’è il Brevetto Unico Europeo?

Per ridurre i costi ed i tempi necessari per la concessione del brevetto, l’Unione Europea ha proposto nel 2011 l’istituzione del  brevetto europeo ad effetto unitario, approvato alla fine del 2012, tramite un Regolamento sulla cooperazione rafforzata, un Regolamento sul regime linguistico applicabile (che ha provocato molte critiche da parte di Italia e Spagna) ed un Trattato sull’istituzione di un Tribunale Unificato dei Brevetti.

Il brevetto unico sarà valido in tutti gli Stati europei che hanno aderito alla Convenzione sul Brevetto Europeo, oltre che in alcuni Stati limitrofi firmatari.

Quali vantaggi comporta il nuovo brevetto unico europeo?

Il nuovo sistema di brevetti non sostituisce i sistemi precedenti, ma coesiste con essi garantendo però una tutela uniforme in tutti e 26 gli Stati firmatari. 

Inoltre, rispetto ai precedenti sistemi, il brevetto unificato è decisamente più economico, poiché derivanti soltanto dalla presentazione di una domanda unica con effetti unitari. 

Uno dei vantaggi principali è poi la riduzione sostanziale del costi, derivanti dalla presentazione di un’unica domanda di effetto unitario presso l’EPO dopo la concessione del brevetto europeo e la diffusione delle informazioni relative ai brevetti in tutte le lingue dell’Unione tramite un servizio gratuito ed automatico di traduzione online.

Costi più contenuti consentiranno a tutte le imprese, ed in particolare alle PMI, di competere ad armi pari nel Mercato unico, investendo nella Ricerca & sviluppo, certi del riconoscimento delle proprie invenzioni negli altri Stati. Si tratta di un risparmio dell’80% previsto su 10 o 20 anni rispetto al sistema precedente.

Quanto costa il brevetto unico europeo?

A fronte dei 30mila euro del brevetto precedente, il nuovo brevetto, che è comunque facoltativo e non obbligatorio, costerà meno di 5mila euro ed avrà una durata di 10 anni.

Come si chiede il brevetto unico europeo? 

Il brevetto europeo si chiede e si ottiene con una procedura unitaria gestita dall’Ufficio brevetti europeo, oppure presso l’Ufficio Italiano brevetti, che provvederà poi a trasmettere all’Ufficio Europeo. La domanda, che potrà essere presentata immediatamente o entro 1 anno dal deposito di un precedente brevetto nazionale, dovrà esser compilata attraverso moduli scaricati dal sito internet dell’EPO, e dovrà contenere i dati del richiedente, il titolo del brevetto, il nome dell’inventore ed una serie di informazioni relative al prodotto da brevettare, quali ad esempio la descrizione con le rivendicazione ed i disegni tecnici.

In che lingua dovrà essere il brevetto?

La questione linguistica è stata a lungo argomento di dibattito in sede europea. Ancora oggi la Spagna rifiuta di aderire alla cooperazione rafforzata, non accettando il trilinguismo di inglese, francese e tedesco. Anche l’Italia si è a lungo opposta a tale condizione, per poi cedere in nome dei vantaggi derivanti dal brevetto unico.

Le richieste di brevetto dovranno essere accompagnate da una traduzione in inglese nel caso in cui la lingua del procedimento presso l’EPO sia il francese o il tedesco, o in una delle 24 lingue ufficiali dell’Unione, se la lingua del procedimento è l’inglese.

Per alcune categorie di richiedenti brevetto è previsto un sistema di rimborso dei costi di traduzione. 

Come si tutela il brevetto unico? 

La cooperazione rafforzata pensata dall’Unione prevede anche uno strumento di tutela del brevetto, senza il quale il mero riconoscimento rischierebbe di diventare lettera vuota. La creazione del Tribunale è stata resa necessaria dal momento che era diventata frequente, a seguito delle difficoltà nel definire il foro competente, il fenomeno di forum shopping, vale a dire la scelta del tribunale presso la quale trattare il caso in modo più favorevole, poichè più favorevole era la legge. Si è scelto pertanto di creare un’unica Corte, con giurisdizione esclusiva. Si tratta di una grande innovazione che renderà più semplice, rapida e certa la tutela giudiziaria.

note

[1] La convenzione è entrata in vigore il 7 ottobre 1977, riprendendo le indicazioni della Convenzione di Strasburgo del 1963. È stata poi revisionata il 29 novembre 2000.

[2] Decisione che autorizza una cooperazione rafforzata tra Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e Regno Unito («Stati membri partecipanti») nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria.

[3] Regolamento (UE) N. 1257/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio  del 17 dicembre 2012, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria


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