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Internet e gli illeciti: responsabilità e tutele. Convegno a Latina

23 Aprile 2012 | Autore:
Internet e gli illeciti: responsabilità e tutele. Convegno a Latina

Quando si parla di illeciti su internet mi piace usare questa metafora.

Ai bambini che fanno i primi passi fuori casa si raccomanda di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Il che è anche un monito di portata più generale, perché le caramelle sono anche tutte le seduzioni che imbrigliano l’uomo. E la vita è sempre piena di caramelle.

Senonché, ad un certo punto della storia umana, la realtà si è improvvisamente duplicata. Le strade e le piazze sono diventate quelle virtuali della rete. E una generazione – la nostra – si è trovata a fare i conti con un mondo sul quale non aveva mai ricevuto istruzioni. Così esposti ai pericoli, eravamo come bambini in mezzo a una giungla nuova.

Nessuno però poteva metterci in guardia dalle “caramelle” fatte di bit, perché nessuno, prima di noi, sapeva cosa fosse il web. Così non abbiamo avuto, questa volta, i genitori ad impartirci consigli e rimproveri. Solo qualche giorno fa le nostre madri hanno imparato a usare Google e siamo piuttosto noi ad insegnar loro cosa fare e cosa no. Dall’altro lato, stiamo istruendo le nuove generazioni, sulla scorta di una esperienza “fatta in casa”: inseriamo meccanismi di protezione nei software, sistemi di controllo a distanza dei minori, abilitazioni e disabilitazioni.

Ma la nostra è rimasta una “generazione di mezzo”, che ha dovuto imparare tutto a proprie spese.

Abbandonati dagli “anziani” del villaggio e dalle istituzioni, anch’esse impreparate ai nuovi illeciti, abbiamo consentito agli illeciti su internet una facile proliferazione.

Ma qualcosa sta cambiando. Nuovi e più incisivi mezzi di tutela sono ogni giorno studiati dalle leggi e nelle aule dei tribunali: così il recente potere dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCm) di oscurare i siti sospettati di pratiche commerciali scorrette (ricordiamo il caso di “Private Outlet“) o di intervenire in caso di clausole vessatorie contrarie ai principi del diritto, dichiarandole nulle.

Anche i giudici della Comunità Europea si sono mossi in modo fermo. Da ultimo, la Corte di Giustizia [1] ha chiarito che chi ha subito un danno alla persona attraverso internet ha la possibilità di scegliere tra tre diversi Tribunali:

a) quello del luogo ove ha sede o residenza colui che ha immesso in rete i contenuti lesivi;

b) quello ove il danneggiato stesso ha la propria residenza (in questo caso, però, il gestore del sito Internet non potrà essere assoggettato, dalla legge dello Stato di residenza della vittima, a prescrizioni più severe di quelle già previste dal proprio Stato membro);

c) quello di ciascuno degli Stati ove sia avvenuta la diffusione dei contenuti lesivi (in tale ipotesi, però, si può agire solo pro quota, ossia limitatamente alla fetta di danno prodottasi in quello specifico Paese).

Dall’altro lato, però, c’è l’esigenza di tutelare il commercio elettronico e la circolazione dei contenuti: in altre parole, gli interessi degli ISP (come Google, i social network, ecc.), evitando di imporre restrizioni eccessivamente onerose, come filtri e altri sistemi di monitoraggio del traffico. Paradigmatico è l’orientamento dei giudici di Lussemburgo [2] in tema di neutralità dell’intermediario.

Di tutto questo si dibatterà a Latina, il prossimo 3 maggio, alle ore 15,00, nel corso del Convegno “Internet e fatti illeciti: responsabilità civile e mezzi di tutela”, cui farà da relatore l’avv. prof. Francesco Di Ciommo (associato di diritto privato presso l’Università di Tor Vergata e Luiss Guido Carli di Roma) e, molto più indegnamente, il sottoscritto.

Il Convegno, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Latina e dal Centro Studi Giuridici “Michele Pierro”, si terrà all’Hotel “Villa dei Principi”, Fondi. I lavori inizieranno alle ore 15.30.

La partecipazione all’incontro darà diritto all’acquisizione di tre crediti formativi. L’iscrizione potrà essere fatta online dal sito www.ordineavvocatilatina.it.

Io parteciperò più in veste di interessato al dibattito che da relatore. Mi piacerebbe vedervi numerosi.


note

[1] Sent. relative alle cause riunite C-509/09 e C-161/10.

[2] Terza Sez. Corte Giust. U.E., causa C-70/10.


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