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Pause di lavoro: quante ne spettano al giorno e quanto durano?

12 marzo 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 marzo 2016



Le pause dei lavoratori dipendenti: normativa generale e categorie specifiche, videoterminalisti, pausa pranzo.

 

Secondo la legge [1], ogni lavoratore ha diritto a una pausa di almeno 10 minuti, per recuperare le energie psico-fisiche, consumare il pasto e attenuare il lavoro ripetitivo e monotono, se l’orario giornaliero supera le 6 ore.

La pausa deve consistere in un momento di inattività presente nell’intero arco lavorativo giornaliero: la determinazione del momento in cui godere dell’intervallo è rimessa al datore di lavoro, che lo può collocare quando preferisce, tenuto conto delle esigenze dell’attività lavorativa.

I contratti collettivi possono prevedere delle pause maggiori: inoltre ci sono delle specifiche disposizioni per alcune categorie di lavoratori, come i videoterminalisti, i lavoratori domestici e i trasportatori.

Pausa minima: a chi si applica

La disciplina della pausa minima di 10 minuti non si applica a tutti i lavoratori. Sono difatti escluse le seguenti categorie:

dirigenti, personale con funzioni direttive o avente un autonomo potere decisionale;

collaboratori familiari;

telelavoratori e lavoratori a domicilio;

lavoratori mobili.

La ragione dell’esclusione sta nel fatto che, a causa della tipologia di attività esercitata, l’orario di lavoro per queste categorie non può essere predeterminato, oppure può essere stabilito dallo stesso lavoratore.

La pausa minima si applica, invece, ai lavoratori adibiti a mansioni discontinue o di semplice attesa.

La pausa pranzo

Se l’orario di lavoro è “spezzato” (ad esempio prevede una pausa pranzo dalle 13 alle 13,30) la pausa di 10 minuti prevista dalla legge può coincidere con la pausa pranzo: il datore di lavoro non è dunque obbligato a sommare la pausa da 10 minuti con la pausa pranzo.

Secondo la normativa, sia la pausa minima da 10 minuti che la pausa per la consumazione del pasto non devono essere necessariamente retribuite.

Non va considerata come retribuzione la somministrazione diretta di vitto da parte del datore di lavoro (ad esempio la mensa aziendale); se non c’è alcuna mensa aziendale ed al dipendente sono forniti i buoni pasto, questi sono esenti  da imposizione sino a 5,29 euro, se cartacei, o sino a 7 euro, se elettronici. In altri casi può essere erogata un’indennità di mensa o un’indennità sostitutiva di mensa (quest’ultima è non imponibile sino a 5,29 euro giornalieri, e può essere erogata se nella zona mancano servizi di somministrazione di alimenti e bevande).

Ad ogni modo, né l’indennità, né i ticket per il pasto, così come la somministrazione diretta, sono da considerare come retribuzione della pausa pranzo.

Divieto di monetizzazione della pausa

Il diritto alla pausa minima prevista dalla normativa è irrinunciabile e non può essere monetizzato: di conseguenza, è esclusa la possibilità che il datore offra al lavoratore un’indennità sostitutiva della pausa non fruita.

Pausa dei videoterminalisti

Sono considerati videoterminalisti coloro che lavorano per almeno 20 ore a settimana  davanti al videoterminale (in generale, qualsiasi apparecchiatura dotata di video, non soltanto il computer).

Questi lavoratori hanno diritto ad una pausa pari a 15 minuti ogni due ore di applicazione continuativa al videoterminale: la pausa da 15 minuti, a differenza della pausa minima di 10 minuti, non comporta necessariamente il riposo del dipendente, ma è sufficiente che questi non lavori davanti a uno schermo  per tale lasso di tempo. Non è considerata pausa, però, l’attesa della risposta del sistema elettronico.

Inoltre, queste pause non possono essere spostate all’inizio o alla fine dell’orario lavorativo, ma vanno fruite perentoriamente ogni 2 ore di lavoro continuativo davanti allo schermo. Tali periodi vanno retribuiti come normale orario di lavoro.

Lavoratori minorenni

Per i lavoratori bambini ed adolescenti (nei casi in cui è permesso il lavoro a tali categorie), si deve obbligatoriamente osservare una pausa di almeno un’ora ogni 4 ore e mezzo di lavoro. La pausa può essere ridotta a mezz’ora dai contratti collettivi, previa autorizzazione della direzione territoriale del lavoro, a meno che non si tratti di lavori insalubri o pericolosi.

Lavoratori domestici

Colf e badanti hanno diritto ad un congruo periodo di riposo giornaliero, ed a non meno di 8 ore consecutive di riposo notturno. Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, se la colf o la badante è convivente, ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata. Inoltre, se l’orario giornaliero non è interamente compreso tra le 6 e le 14, oppure tra le 14 e le 22, il lavoratore domestico  ha diritto ad un riposo intermedio non retribuito, normalmente nelle ore pomeridiane, non inferiore alle 2 ore al giorno.

Addetti al trasporto

I lavoratori addetti al trasporto di merci o persone hanno diritto a riposi intermedi di 30 minuti, in caso di orario compreso tra le sei e le nove ore giornaliere, o di 45 minuti, per orario oltre le 9 ore. Questo, a causa della tipologia di attività particolarmente usurante.

Retribuibilità delle pause

Come accennato, i periodi di riposo minimo di 10 minuti, così come la pausa pranzo, non sono normalmente retribuiti, anche se il riposo è trascorso all’interno dell’azienda; parimenti, non è retribuito il tempo di viaggio necessario a raggiungere il posto di lavoro ed il tragitto inverso.

Sono invece retribuite le soste legate all’integrità psico-fisica dei lavoratori, anche se non prescritte dalla legge ma previste nel documento di valutazione dei rischi (Dvr)dell’azienda.

È discussa, infine, la retribuibilità delle soste non predeterminate, non legate alla sicurezza dei dipendenti e connesse allo svolgimento e all’organizzazione del processo produttivo: queste pause possono essere escluse dall’orario di lavoro e non retribuite soltanto se il dipendente non è adibito ad alcuna mansione, né a disposizione del datore di lavoro ed è libero di gestire il proprio tempo. Non rileva il fatto che sia obbligato a permanere sul posto di lavoro.

Se, però, la sosta avviene per causa di forza maggiore, o comunque non è imputabile al dipendente e supera 30 minuti, la pausa deve essere retribuita se il lavoratore è trattenuto sul posto di lavoro.

note

[1] D.lgs 66/2003.


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13 Commenti

  1. Se l’addetto , a cusa di eventi eccezzionali, espleta orario di 10 o 15 o anche 24 ore, (ad esempio nelle calamità..) ; di quanti pasti a diritto a fruire ? è sufficiente la cena e il pranzo ?

  2. IOI SONO UN FULL TIME
    VOLEVO SAPERE LA PAUSA PRANZO DI 30 MINUTI E RIENTRA NELLE GIORNATA LAVORATIVA.
    IO INIZIO A LAVORARE (MENSA UNIVERSITARIA) ALLE 8:00 E FINISCO ALLE 14:40, SE IO VADO VIA ALLE 14:20 RIENTRA NELLE ORE DI LAVORO?
    IN QUANTO LA PAUSA PRANZO E ALLA 14:40

  3. vorrei sapere se nell’ambito del Conmparyto ministeri posso considerare la pausa di 10 minuti prevista per i videoterminalisti quale pausa ai senis dell’art. 7 CCNL( pausa qualora si eccedano le 6 ore continuative)

  4. sono un videoterminalista e il mio capo mi obbliga a firmare per le pause e per andare in bagno. E’ una situazione imbarazzante sinceramente. E’ legale questa cosa ?

  5. Buongiorno.nei giorni festivi e prefestivi non posso usufruire della pausa di almeno 10 minuti perche’ non posso abbandonare il mio posto di lavoro.perche’ c’è poco personale ma fine carriera posso intentare una causa di lavoro per essere risarcito per le pause non fatte? Lavoro in una multiservizio ( addetto all’informazione) grazie.

  6. lavoro in una mensa 4 ore al giorno dal lunedi al venerdi il mio direttore vuole mettere la pausa pranzo può farlo

  7. Buon giorno, lavoro in un ipermercato con punto ristoro, 30 ore sett., facciamo un giorno di spezzato 9:30 14 15 :19, tra le 14 e le 15 un ora di buco, e in tutto questo timbriamo una pausa da 10 m. La mattina che dobbiamo recuperare il pomeriggio in uscita!! Non abbiamo mesa, non abbiamo ticket per il pranzo, tt di tasca nostra…. nn mi pare mica giusto !!!

  8. Buongiorno, mi chiedo la pausa pranzo che durata può avere in termini di tempo minimo e massimo secondo la legge.. Mi è stata assegnata una pausa alle 11.20 fino alle 12.00. Poi devo riprendere il lavoro. Mi sembra che se per un caffè ci siano 10/15 minuti, per un pranzo dovrebbe essere dato di più. Vi ringrazio per l’ attenzione.

  9. GENTE CHE LAVORA X PIÙ DI 4 ORE SENZA UNA PAUSA PRANZO??? MA CHECCAZZO HANNO FATTO I COGLIONARI DEI SINDACATI X GLI ULTIMI 150 ANNI!!??

  10. Buongiorno vorrei sapere in una ditta alimentare, i carrellisti a turni con la mezz ora pagata dall azienda quante pause e di quanto tempo gli spettano. 7ore e 1/2 pagate 8

  11. STO SEGUENDO UN CORSO DI OPERATORE MONTAGGIO SISTEMI E DA 4 GIORNI STO SVOLGENDO UNO STAGE IN UNA PICCOLA AZIENDA METALMECCANICA . VORREI SAPERE SE HO DIRITTO A DEI PERMESSI PER ASSENTARMI E SE DURANTE L’ ORARIO DI LAVORO HO DIRITTO A DELLE PAUSE ? DI QUALE DURATA ?

  12. Buonasera, per un orario continuativo di 9 ore con mansione da impiegato, la pausa di 10 minuti può essere portata a 15 o 20?

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