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B&B vietato soltanto se disturba la quiete

15 Marzo 2016
B&B vietato soltanto se disturba la quiete

Bed and breakfast in condominio: per il ricorso d’urgenza è necessario il grave e imminente pregiudizio alla tranquillità degli altri proprietari.

Non si può vietare l’esercizio di un’attività di B&B all’interno dell’appartamento in condominio se il divieto non è previsto da un regolamento condominiale approvato all’unanimità o se non si dà prova che tale esercizio commerciale minaccia la quiete e la tranquillità degli altri condomini. A tal fine non basta semplicemente assumere che il via vai dei clienti, in tutte le ore della giornata, può creare disagi ai proprietari degli appartamenti, per via del rumore o del continuo utilizzo dell’ascensore: è necessario dare delle prove concrete della messa in pericolo del riposo e della sicurezza dei condòmini all’interno degli spazi condominiali. È quanto precisato dal Tribunale di Milano con una recente ordinanza.

La decisione del giudice lombardo (emessa a seguito di un giudizio d’urgenza) riprende l’indirizzo ormai consolidato della giurisprudenza che ha definitivamente sdoganato l’esercizio dell’attività di bed and breakfast all’interno degli edifici condominiali (da ultimo, confronta le ultime sentenze del tribunale di Roma, di Verona e della Cassazione. Tuttavia, la questione affrontata dal Tribunale di Milano si pone più su un piano strettamente processuale che non sul merito. Nel regolamento di condominio era infatti previsto il divieto di svolgere attività che potessero arrecare disturbo alla quiete degli altri condomini. Ma, poiché il condominio aveva scelto, per la difesa dei propri diritti, la forma del procedimento d’urgenza [2], aveva anche l’onere di dimostrare il grave e imminente pregiudizio, cosa che, nel caso concreto non era avvenuto.

I giudici hanno quindi precisato che, pur essendo accertato che l’esercizio di affittacamere e/o di bed and breakfast, all’interno del condominio, si poneva in contrasto con quanto stabilito dal regolamento di condominio, tale considerazione non era sufficiente ad accogliere la domanda cautelare la quale presuppone che il pregiudizio sia irreparabile e imminente. Lo scopo, infatti, del procedimento speciale di urgenza è proprio quello di impedire un’azione o un fatto che, se non bloccato, potrebbe causare un danno o un pregiudizio immediato e irreparabile. Ma tale rischio va dimostrato nel concreto e non semplicemente paventato e indicato come potenziale.

Resta fermo quindi il diritto del condominio di chiedere il rispetto del regolamento di condominio, ma attraverso un giudizio ordinario e non di urgenza.

Per ulteriori informazioni consulta la nostra guida all’apertura di un Bed and Breakfast.


note

[1] Trib. Milano ord del 4-10 febbraio 2016.

[2] Art. 700 cod. proc. civ.


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