Diritto e Fisco | Articoli

Spese di precetto: vanno pagate dal debitore?

16 Marzo 2016
Spese di precetto: vanno pagate dal debitore?

Mi è stato notificata una sentenza e, con ad essa, un precetto senza darmi il tempo di pagare bonariamente l’importo della condanna: è legittimo che le spese del precetto e l’onorario dell’avvocato mi vengano addebitate?

La legge prevede che l’atto di precetto – ossia l’invito ad adempiere entro 10 giorni, dopo il quale il creditore può procedere all’esecuzione forzata e al pignoramento – possa essere notificato insieme al titolo esecutivo (in questo caso, la sentenza del giudice) o separatamente (in tale ipotesi la notifica del precetto dovrà essere successiva alla sentenza, mai anteriore). Nel primo caso, dunque, è ben possibile che il debitore venga a conoscenza dell’obbligo di pagamento solo con il precetto e, quindi, con la maggiorazione delle spese.

È peraltro indubbio che le spese del precetto ricadano sul debitore: con essere vengono accollati i costi di notifica (circa 11 euro), gli onorari dell’avvocato (si va da un minimo di 135 euro per le cause fino a 5.200 euro a un massimo di 540 euro per le cause di importo elevato). Di norma vengono conteggiati nell’atto di precetto anche le spese necessarie alla registrazione della sentenza (imposta di registro) qualora a tale adempimento abbia già provveduto la parte vincitrice.

Si può notificare un precetto senza dare il tempo di pagare?

È bene comunque segnalare un importante precedente delle Sezioni Unite della Cassazione [1] secondo cui costituisce illecito deontologico, per l’avvocato, notificare il precetto senza prima informare la controparte della sentenza ad essa sfavorevole. In buona sostanza, il legale della parte vincitrice, prima di effettuare la notifica, con in un’unica volta, della sentenza e del precetto dovrebbe, quantomeno, inviare una richiesta stragiudiziale di pagamento, con una diffida contenuta in una posta elettronica certificata, un fax o una raccomandata. Ciò a maggior ragione quando il credito per cui si procede è irrisorio e l’atto di precetto potrebbe onerare di eccessive spese il debitore.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 13797/2012 del 1.08.2012.


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