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I vizi del pignoramento immobiliare possono essere fatti valere dal debitore in qualsiasi momento

24 Aprile 2012
I vizi del pignoramento immobiliare possono essere fatti valere dal debitore in qualsiasi  momento

Nell’espropriazione immobiliare è il creditore procedente a scegliere il bene immobile da pignorare, ed in seguito vendere.

È necessario, a tal fine, che il creditore consulti i pubblici registri immobiliari, al fine di individuare un cespite di proprietà del debitore che abbia un valore tale da soddisfare il proprio credito, più le spese della procedura.

Effettuate le indagini necessarie, il creditore, nell’atto di pignoramento, deve indicare esattamente l’immobile da sottoporre ad esecuzione, la natura dello stesso, il comune ove è censito, i dati catastali ed almeno tre confini.

Qualora l’atto di pignoramento immobiliare sia incompleto sotto il profilo dell’identificazione del bene, la sua inesistenza potrà essere fatta valere dal debitore in ogni stato e fase del processo esecutivo, a condizione che essa determini la totale incertezza circa il bene sottoposto a pignoramento.

Diversamente, l’atto sarà affetto da una mera irregolarità, che potrà essere fatta valere con l’opposizione agli atti esecutivi nel termine di venti giorni dalla conoscenza dell’atto da impugnare (per es. ordinanza di vendita).

Sia in un caso che nell’altro il creditore sarà costretto a subire delle conseguenze gravissime a causa del suo errore.

Così, nel caso si ravvisi una mera irregolarità, l’opposizione agli atti comunque procrastinerà l’esito finale del processo.

Nel caso invece si ravvisi la totale incertezza o impossibilità di identificazione del bene da sottoporre al pignoramento, il creditore sarà costretto ad iniziare un nuovo processo esecutivo, vanificando i tentativi effettuati e le spese effettuate.

di GIUSEPPE CALOMINO



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