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Niente carcere per i tossicodipendenti: i dati della droga

28 Aprile 2012
Niente carcere per i tossicodipendenti: i dati della droga

Mentre l’Italia promuove una proposta per riformare la giustizia nei confronti dei tossicodipendenti, prevedendo soluzioni alternative al carcere, il CNR rende noti i nuovi allarmanti dati sul consumo della droga nelle scuole.

Lunedì scorso, il dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio ha presentato a Bruxelles, davanti a tutti i Paesi europei, durante la riunione del Gruppo Orizzontale droga al Consiglio Europeo, un memorandum sulla “Riforma del sistema di giustizia criminale nei confronti delle persone tossicodipendenti”.

La nota, anche nell’obiettivo di una maggiore prevenzione tra i giovani, auspica la “necessità che i vari Stati possano riformare il sistema di giustizia criminale nei confronti delle persone tossicodipendenti, e cioè affetti da una vera e propria malattia, che abbiano commesso reati in relazione al loro stato di malattia. Questo al fine di “evitare la carcerazione attraverso interventi alternativi, da attivare già durante la fase del processo per direttissima, di cura e riabilitazione, controllate e gestite in regime extracarcerario, con l’ausilio dei servizi pubblici e delle comunità terapeutiche”.

Insomma, un’Italia non liberista, ma comunque pro reo.

Il capo del Dpa, Giovanni Serpelloni, ricorda che “il nostro dipartimento da tempo ha attivato un progetto e delle linee di indirizzo per incrementare l’uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti che abbiano i requisiti previsti dalla legge. Questo è un problema molto importante e prioritario che abbiamo fatto presente anche a livello europeo. Purtroppo le persone tossicodipendenti commettono molto più frequentemente reati della popolazione generale in quanto vengono spesso coinvolti in traffico e spaccio e in altre attività criminali violente”.

Tutto ciò avviene mentre il Cnr ha reso noti i nuovi dati sul consumo di stupefacenti nelle scuole. Si stima che nel 2011 in Italia 30 mila studenti delle scuole medie superiori abbiano consumato oppiacei, poco meno di 70 mila cocaina e più di 500 mila cannabis.

La cannabis si conferma la sostanza illegale più sperimentata dagli studenti italiani: nel 2011 oltre un quinto dei ragazzi delle scuole medie superiori ne ha fatto uso. Gli studenti sono più coinvolti rispetto alle studentesse (26% contro 17%), l’età media del primo uso è 15 anni e la maggior parte ne fa un uso occasionale. Le prevalenze più alte di consumatori si rilevano nelle regioni del Centro-Nord (Toscana, Liguria, Umbria, Lazio, Lombardia e Sardegna). Il trend sul consumo, diminuito dal 1999 al 2007, è invece in sensibile aumento dal 2008.

Nel 2011, l’1,2% degli studenti e delle studentesse delle scuole medie superiori ha assunto eroina. I ragazzi sono più coinvolti (1,6% contro lo 0,9%) e le prevalenze più elevate si riscontrano tra i ragazzi di 19 anni (2%). La diffusione dell’eroina interessa soprattutto il Centro-Sud (ad eccezione delle Marche), in particolare Puglia, Basilicata, Molise, Campania e Calabria. Dal 2002 al 2009 i consumi sono diminuiti, nel 2010 si è osservato un lieve incremento e un successivo nuovo calo nel 2011.

Intanto, in Toscana sta per essere approvata una proposta di legge per garantire, ai cittadini residenti nella Regione, l’accesso alla cannabis terapeutica, ossia ai farmaci cannabinoidi per combattere il dolore.



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