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Cartella Equitalia bollo auto: decadenza entro tre anni dall’accertamento

22 Marzo 2016 | Autore:
Cartella Equitalia bollo auto: decadenza entro tre anni dall’accertamento

Una volta divenuto definitivo l’avviso di accertamento per bollo auto, Equitalia ha tre anni per notificare la cartella.

La cartella Equitalia per bollo auto deve essere notificata al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Caltanissetta [1] che fa chiarezza sui termini di prescrizione e decadenza dell’avviso di accertamento e della cartella Equitalia aventi ad oggetto la tassa automobilistica.

Il bollo auto si prescrive entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Entro tale termine l’Agenzia delle Entrate o la Regione possono pretenderne il pagamento, anche eventualmente tramite riscossione coattiva. Più precisamente, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello per il quale è dovuto il bollo auto, è possibile notificare al contribuente l’avviso di accertamento. Tale avviso diventa definitivo se non impugnato entro sessanta giorni.

Da quando l’avviso diventa definitivo (appunto sessanta giorni dopo la notifica), Equitalia ha a disposizione tre anni per la notifica della cartella altrimenti decade dalla possibilità di riscossione mediante ruolo [2].

Per esempio, supponiamo che, per l’omesso pagamento della tassa automobilistica relativa all’anno 2005, venga notificato un avviso di accertamento il 1 gennaio 2007 (dunque entro i termini di prescrizione e decadenza). L’accertamento, poiché non impugnato, diviene definitivo il 2 marzo 2007, per cui la cartella esattoriale deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 2010.

Nella sentenza in commento, i giudici hanno infatti chiarito che al bollo auto si applica il termine di decadenza dei tributi locali e non quello previsto per la riscossione delle imposte sui redditi [3]. Dunque, la cartella notificata oltre il termine di tre anni, anche se l’avviso di accertamento è stato correttamente notificato, è nulla essendo Equitalia decaduta dal potere di riscossione.

La CTP chiarisce inoltre un ulteriore aspetto di carattere processuale: in caso di ricorso contro la cartella per bollo auto non è necessario chiamare in causa sia Equitalia che la Regione o Agenzia delle Entrate, in quanto tra di essi non vi è litisconsorzio necessario. Qualora, infatti, il ricorso venga notificato unicamente ad Equitalia sarà quest’ultima a dover eventualmente chiamare in causa l’ente creditore [4].


note

[1] CTP Caltanissetta n. 369/03/16 del 14.3.16.

[2] Art. 5 del D.l.953/82, così come modificato dall’art.3 del D.l. 2/86 convertito nella legge 60/86.

[3] Art. 1, c. 163 L. n. 296/2006.

[4] Cass. Sez. Unite, sent. 16412/07.


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1 Commento

  1. A me sembra che sul tema vi sia un po’ di confusione. Ad esempio: che senso ha una decadenza che decorre e si consuma negli stessi termini della prescrizione?

    Poi: l’avviso di accertamento interrompe la prescrizione e questa riprende a decorrere nella sua interezza. Ma è necessario attendere che questo sia diventato definitivo così come per la decadenza?

    Ancora: la cartella esattoriale che segue l’avviso di accertamento gode dello stesso “slittamento” della decorrenza della prescrizione “a partire dall’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto”? E ciò non avvantaggia coloro che ricevono la notifica a ridosso della fine dell’anno rispetto a chi la riceve all’inizio?

    Infine: perché il bollo auto è considerato tributo locale se agli enti periferici è demandato solo il diritto alla riscossione mentre a livello legislativo è di competenza statale?!

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