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Lo sai che? Chi chiamo se un cane disturba perché abbaia?

Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2016

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2016

Il cane del mio vicino abbaia in continuazione disturbandomi di notte e di giorno: a chi mi devo rivolgere, all’Asl, all’amministratore di condominio o ai carabinieri?

Se il cane del vicino disturba, perché abbaia durante tutte le ore del giorno, non è di certo competente l’Asl la quale, tutt’al più, potrebbe intervenire nel caso di aree rese insalubri dagli escrementi degli animali. Questo potrebbe essere, ad esempio, il caso di un canile o di un recinto di animali che non viene pulito per come dovrebbe, rendendo l’aria maleodorante e nociva.

Competente a intervenire nel caso del cane del vicino che abbaia non è neanche l’amministratore di condominio, il quale non può gestire le liti personali tra condomini (è il caso, per esempio, delle infiltrazioni d’acqua). Egli può solo far rispettare il regolamento di condominio e quest’ultimo, con la recente riforma, non può più impedire ai proprietari di detenere animali in casa.

Neanche il sindaco può avere poteri in merito alla gestione delle liti tra condomini, anche se il rumore può risultare considerevole e dar fastidio, ad esempio, all’intero quartiere.

Solo nel caso in cui i latrati del cane, per la loro possibilità di diffusione, dovessero dare disturbo a un numero “indeterminabile” di persone, si potrebbe ricorrere alla querela da depositare presso i Carabinieri o presso la Procura della Repubblica, e quindi attivando un procedimento penale. È necessario, tuttavia, per poter procedere in tal senso, che venga disturbato il riposo delle persone e la quiete pubblica, non quindi quella di un solo proprietario. Inoltre, per presentare la querela, non è necessario raccogliere le firme dei vicini di casa, potendosi attivare anche uno solo di essi, quando tutti gli altri preferiscano astenersi dal farlo. E ciò perché le autorità valuteranno la capacità dei rumori, derivanti dall’abbaiare del cane, di irradiarsi intorno all’abitazione del padrone, dando fastidio a tutto il vicinato, a prescindere dalle lamentele dei proprietari di immobili.

Se ti preoccupa presentare la querela perché ritieni di non essere certo che sussistano gli estremi del reato – ossia il disturbo della quiete di un numero indeterminato di persone – non devi temere una controquerela per calunnia: quest’ultima, infatti, scatterebbe solo se tu denunciassi un fatto falso, consapevole che la verità è un’altra.

Viceversa, se gli estremi del reato non sussistono, l’unica tutela che potrai azionare è quella civile del risarcimento del danno. Dovrai, a tal fine, andare da un avvocato che provveda, inizialmente, a inviare una lettera di diffida per tentare una composizione bonaria della lite. Potresti tentare, prima di andare in causa, un tentativo di conciliazione presso un organismo di mediazione, che potrebbe risolvere il problema senza dover andare dinanzi al giudice.

Come dimostrare il fatto? In questi casi, il giudice dispone, di norma, una perizia fonometrica, ma recenti interventi giurisprudenziali consentono di raggiungere la prova anche attraverso semplici testimoni.

Come dimostrare il danno? Per quanto invece attiene alla prova del danno che hai subito per via dei continui latrati, alcune sentenze recenti ti dispensano da questo onere della prova, ritenendo che esso sia dovuto a prescindere da qualsiasi dimostrazione di pregiudizio concreto (gli avvocati, per esprimere questo concetto, dicono che “il danno è in re ipsa”). È chiaro, però, che se il tuo caso è particolare e ritieni di aver subito un pregiudizio superiore alla media (per esempio, sei un cardiopatico o soffri di insonnia e se vieni svegliato poi non riesci più ad addormentarti) dovrai dare prova di tali ulteriori pregiudizi.


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27 Commenti

  1. Ma una recente sentenza della cassazione ha stabilito che l’ abbaiare e’ un diritto del cane, ed inoltre ci sono perizie che dicono che l’ abbaiare di un cane ha un numero di decibel inferiore e dentro la norma…………

    1. Certo, perché i cani sono tutti tarati, abbaiano tutti alla stessa maniera e con la stessa intensità. Per favore, sia serio.

      Abbaiare, questo è vero, è un diritto del cane, ma impedirgli di disturbare ripetutamente notte e giorno la quiete e il riposo delle altre persone dev’essere un dovere dei proprietari.

      Legga la sentenza della Cassazione n. 5613/2017.

      1. Non si può sentir abbaiare per tutta la giornata i cani del vicino!!!! Sarebbe sufficiente che il proprietario tenga i propri cani legati al guinzaglio lontano dal cancello di casa evitando quindi che i propri beniamini possano vedere altri cani e quindi abbaiare non so per quale motivo. Altra soluzione tenerli in casa nelle ore previste dai regolamenti. Invece “quelli che amano i cani” se ne vanno al mattino e tornano alla sera mollando i cani nel cortile a farli abbaiare per ogni e qualsiasi cane passante nei 50 metri dal cancello. Ma si può?

    2. infatti il cane ha diritto di abbaiare, io invece quello di mandarti una denuncia a querela per rumori molesti
      poi chiedi a chi ha pagato i danni quali sono i diritti.

  2. Il cane non ha diritti, sono gli essere umani ad averli, tra cui quello di riposare in santa pace a casa loro.

  3. Io sapevo che l’ARPA (agenzia regionale per la protezione ambientale) e’ competente nei casi di rumori comunque causati e che non si puo’ mai introdurre nell’ambiente un rumore che superi piu’ di 3 decibel il rumore di fondo normalmente presente.

  4. Certo, perché i cani sono tutti tarati, abbaiano tutti alla stessa maniera e con la stessa intensità. Francesco, per favore sia serio.

    Abbaiare, questo è vero, è un diritto del cane, ma impedirgli di disturbare ripetutamente notte e giorno la quiete e il riposo delle altre persone dev’essere un dovere dei proprietari.

    Legga la sentenza della Cassazione n. 5613/2017.

    1. giusto, ma cosa si può fare?
      io per esempio ho un cagnolino che tengo in casa dalle 17 alle 8 della mattina successiva .
      Durante il giorno lo tengo nel giardino dietro casa per cui non vede nessuno eppure pare che abbai, a detta di una vicina che ovviamente si è già lamentata .
      Cosa devo fare, dargliela vinta e chiudere in casa il cane tutto il giorno?
      Ho anche un gatto che non posso fare uscire perchè non vuole che vada nel suo giardino.
      Ha già denunciato altri non vorrei che toccasse anche a me.

      1. Lo sa che non è obbligato a possedere un cane, vero?
        Ci vuole buon senso nel capire che il disturbare la quiete dei vicini è una cosa grave. Di conseguenza dovrebbe essere chiaro che se non ci si può permettere di rispettarla, si deve fare a meno dell’animale domestico.

  5. stiamo rasentando la follia. Ora gli animali hanno più diritti degli umani. Insomma se il cane disturba affari tuoi, sei tu che devi cambiar casa, non il proprietario che deve provvedere. Compratevi tutti un gatto che così non rompete le scatole agli altri

    1. vero..i gatti non disturbano nessuno..io ho qua vicino (e anche nella casa prima stesso problema con altro cane) un cane lupo che abbaiando in continuazione disturba circa un centinaio minimo di persone che abitano nei condomini intorno..e non si può fare praticamente niente per legge

      1. Purtroppo le persone se ne fregano dei propri vicini di casa. Nel condominio mio al primo piano c’e un cane piccolo ma quando abbaia si sente fino 5 piano. Lo lasciano sempre da solo in casa e appena chiudono la porta il cane inizia ad abbaiare. A tutte le ore. Abitare in un condominio è diventato un dramma. La gente senza rispetto !

  6. Mi chiedo quali sono i Diritti degli esseri umani… se ne esistono ancora. Il problema non è l’animale, ma la sua non corretta gestione. Un cane ben tenuto non dà fastidio a nessuno. Perciò non si deve punire l’animale bensì il proprietario. Basterebbe che i Comuni attivassero un ufficio competente con dei vigili che in caso di disturbo facessero le multe e il gioco sarebbe fatto. Niente più liti condominiali, niente più parcelle d’avvocato astronomiche. Se si lascia l’automobile sulle strisce blu senza grattino si prende una multa, non capisco perché ciò non possa accadere per i proprietari (scostumati) di cani.

    1. Giorgio, condivido nel modo più assoluto la sua analisi.Purtroppo i Comuni hanno timore ad adottare misure che, visto l’attuale deriva sociale del Paese ( vedi la formazione del nuovo partito dell’on. Brambilla o le inqualificabili proposte elettorali quali :…. prestazioni veterinarie gratuite), le renderebbero impopolari per cui, meglio starsene fuori o comunque dalla parte di chi potenzialmente potrebbe portarti più voti. Questa ahimè, è la triste e penosa realtà.

    1. ma si fottano. Oramai questa dell’animalismo è un’adorazione malata imposta. Si pensi alle persone invece che a trasformare i condomini in canili e rendere intoccabili queste bestiacce lordanti e rumorose (e spesso pericolose)

    2. Sono capitata qui perché ogni giorno i 5 (CINQUE) cani di un altro inquilino abbaiano ininterrottamente. Oggi per L esattezza sono rientrata alle 16:30 e non hanno ancora smesso. A me piacciono gli animali, ma oggi giorno rasentiamo la follia. Le persone contano sempre meno. E spesso e volentieri tutti pensano di poter prendere un animale senza pensare se sono in grado o meno di accudirlo. Un cane in condominio rompe le scatole.

  7. Un Paese che non adotta i mezzi necessari (in questo caso controlli SEVERI e forze dell’ordine che mantengano REALMENTE l’ordine) per garantire benessere e sicurezza ai propri cittadini è un paese FALLITO.

    1. Su questo ormai ci sono pochi dubbi. Un altro sintomo dello sfacelo sociale lo si può constatare osservando le reazioni delle persone quando incontrano un conoscente col cane e quando ne incontrano uno con un bambino.
      Oppure osservando quanti bambini ci sono e quanti cani.

  8. Tanti commenti mi fanno veramente imbestialire. Da più di un anno il mio vicino di casa ha trasformato la sua villetta in un canile (6 cani + 4 gatti), durante il giorno lascia andare i cani in giardino che lasciano escrementi dappertutto e il padrone non pulisce mai (sono arrivato quasi alle mani con questo anormale). Inoltre i cani abbaiano spesso per ogni passante o macchina che passano lungo la recinzione e non vi dico il disturbo, di sera tutto torna tranquillo perchè tutti gli animali tornano in casa.
    Ho informato i vigili urbani i quali hanno contattato l’anno scorso L’ASL per un controllo, il vicino aveva l’obbligo di pulire ma non lo ha mai fatto, previa riverifica dell’Ente che non è mai tornata a controllare.
    Il comune se ne infischia, mai visto vigili venire per un controllo. La situazione si fa pesante ed io ho paura di perdere il controllo…

    1. Gianfranco purtroppo la situazione è questa: viviamo in un Paese dove le Istituzioni privilegiano i diritti degli animali rispetto ai diritti degli umani. Se poi pensiamo ad alcune ns. parlamentari (dementi) che si prefiggono di formare un partito “animalista”, il quadro è chiaro,
      Forse faresti bene a perdere …., moderatamente il controllo che con ogni probabilità ti potrebbe far sentire meglio e non fare invece come il sottoscritto che per un problema simile al tuo , è sull’orlo della depressione e per questo deve ricorrere (privatamente) alle cure di uno psicologo.

      1. Io sono arrivato quasi alle mani . Sbagli! Vai o appena abbaia sparargli un petardo così lo traumatizzi mi spiace per il cane ma se la vita è già un casino, quando si chiude la porta della propria casa , uno vuole e pretende di stare tranquillo. Perché se io devo stare male ed agitato in casa mia …, è finita , finita . Ma insomma i cani stanno bene a chi ha la casa in campagna non in un appartamento di t0 metri quadri. Se la legge non ti tutela devi far rispettare i tuoi DIRITTI cazzo. Adesso ad esempio sono tornato dal lavoro da stamattina alle 5. Forno ad adesso, ed il cane abbaia ulula in continuazione , se continua vado dal coglione del padrone e vediamo che succede non me ne forte un cazzo . L’educazione talvolta viene scambiata per vigliaccheria, ed io non lo sono . Poi quello che succede succede. E vaffanculo a tutti i maleducati.

        1. E poi si lamentano che la gente mette bocconi avvelenati. Ma se non hai tutele e impazzisci, come di difendi? io sono contrario ad uccidere o far soffrire gli animali, ma pago l’avvocato a quello che lo beccano perché non resiste in casa dai latrati e nessuno lo ha aiutato.

        2. Mi consola (magramente) sentire tante persone nella mia stessa situazione, cominciando quasi a sentirmi io l’alienata in un mondo in cui questi ABUSI cominciano a diventare la regola e la gente sembra addirittura non fare più caso al comportamento di chi vive la propria vita a discapito degli altri. Vivo in un quartiere romano (monteverde) in cui per la vicinanza di parchi chiunque si sente di prendere un cane quasi come hobby, senza sapere minimamente che impegno comporti nè essere minimamente intenzionato ad assumersi quell’impegno e quella responsabilità. E’ un giochetto con cui trastullarsi quelle due tre ore che si è casa e per il resto via a vivere la propria vita, scaricando il problema agli ALTRI, facendo diventare un proprio onere un carico altrui. Si piazza il cane di fuori ad ululare dalle 7:30 del mattino, saranno gli altri a sorbirselo, impotenti del loro non avere strumenti di tutela alcuna oggigiorno, laddove qualunque istituzione o rappresentante (vigili, carabinieri, protezione animali, asl ecc) ti rimbalza all’altro lavandosene le mani. L’invito è sempre a passare per le vie della mediazione, a parlare con i proprietari, a DIALOGARE, ma dove può stare il dialogo quando – e scelgo solo un esempio – alle proteste e persino alle “suppliche” di tenere il cane in casa vista l’irradiazione dei rumori dal cortile esterno a tutto il vicinato, ci si sente rispondere dai suddetti che l’animale all’interno rovinerebbe il parquet? La vita altrui, i diritti altrui non sono fattori anche solo contemplati, lo stesso spirito comunitario è subordinato ormai a esigenze egoistiche anche così futili che mi chiedo quale speranza c’è di infondere in questi cosiddetti “vicini di casa” un senso diverso del vivere comune? Siamo ormai chiamati anche noi a sottometterci a queste logiche dove solo la minaccia, la violenza, l’atto estremo ha il potere di far breccia nel mondo di indifferenza egocentrica in cui molti vivono e pretendono apertamente di continuare a fare?
          Per l’ennesima mattina della mia vita mi sveglio alle 7 tra ululati e latrati incessanti che mi accompagneranno anche mentre cerco di lavorare, pensare e concentrarmi (ah si, c’è anche chi nelle case ci lavora!), sono diventata la pazza che ogni tanto sbrocca e urla al balcone per ottenere quei 3 minuti di pausa e silenzio che sembrano oro e ossigeno per la mente e per la psiche, esausta e logorata. Un’esagerazione? No. Si parla di un vero disagio, che come valanghe di altri (sicuramente anche più gravi), oggi non trova spazi per essere accolto ed è condannato a restare subordinato “al diritto del cane all’esprimersi” (davvero la fantascienza) e al diritto sovrano di ognuno a perpetrare il proprio egoistico individualismo.

  9. Mi consola (magramente) sentire tante persone nella mia stessa situazione, cominciando quasi a sentirmi io l’alienata in un mondo in cui questi ABUSI cominciano a diventare la regola e la gente sembra addirittura non fare più caso al comportamento di chi vive la propria vita a discapito degli altri. Vivo in un quartiere romano (monteverde) in cui per la vicinanza di parchi chiunque si sente di prendere un cane quasi come hobby, senza sapere minimamente che impegno comporti nè essere minimamente intenzionato ad assumersi quell’impegno e quella responsabilità. E’ un giochetto con cui trastullarsi quelle due tre ore che si è casa e per il resto via a vivere la propria vita, scaricando il problema agli ALTRI, facendo diventare un proprio onere un carico altrui. Si piazza il cane di fuori ad ululare dalle 7:30 del mattino, saranno gli altri a sorbirselo, impotenti del loro non avere strumenti di tutela alcuna oggigiorno, laddove qualunque istituzione o rappresentante (vigili, carabinieri, protezione animali, asl ecc) ti rimbalza all’altro lavandosene le mani. L’invito è sempre a passare per le vie della mediazione, a parlare con i proprietari, a DIALOGARE, ma dove può stare il dialogo quando – e scelgo solo un esempio – alle proteste e persino alle “suppliche” di tenere il cane in casa vista l’irradiazione dei rumori dal cortile esterno a tutto il vicinato, ci si sente rispondere dai suddetti che l’animale all’interno rovinerebbe il parquet? La vita altrui, i diritti altrui non sono fattori anche solo contemplati, lo stesso spirito comunitario è subordinato ormai a esigenze egoistiche anche così futili che mi chiedo quale speranza c’è di infondere in questi cosiddetti “vicini di casa” un senso diverso del vivere comune? Siamo ormai chiamati anche noi a sottometterci a queste logiche dove solo la minaccia, la violenza, l’atto estremo ha il potere di far breccia nel mondo di indifferenza egocentrica in cui molti vivono e pretendono apertamente di continuare a fare?
    Per l’ennesima mattina della mia vita mi sveglio alle 7 tra ululati e latrati incessanti che mi accompagneranno anche mentre cerco di lavorare, pensare e concentrarmi (ah si, c’è anche chi nelle case ci lavora!), sono diventata la pazza che ogni tanto sbrocca e urla al balcone per ottenere quei 3 minuti di pausa e silenzio che sembrano oro e ossigeno per la mente e per la psiche, esausta e logorata. Un’esagerazione? No. Si parla di un vero disagio, che come valanghe di altri (sicuramente anche più gravi), oggi non trova spazi per essere accolto ed è condannato a restare subordinato “al diritto del cane all’esprimersi” (davvero la fantascienza) e al diritto sovrano di ognuno a perpetrare il proprio egoistico individualismo.

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