Diritto e Fisco | Articoli

Chi non dichiara alcun reddito non può spendere

22 Marzo 2016
Chi non dichiara alcun reddito non può spendere

Accertamento fiscale con metodo induttivo se, dal controllo fiscale, l’Agenzia delle Entrate rileva spese che il contribuente non sa giustificare.

Che ci fa il motorino intestato a una persona che ha dichiarato un reddito pari a “zero”? E con quali soldi potrebbe acquistare la benzina o pagare il bollo dell’auto? Con quale reddito copre le spese di condominio, le utenze, la sim per il cellulare di ultima generazione o la connessione a internet per il suo pc di casa? Nel Paese dei numerosi finti poveri, arriva una sentenza a ricordare che, chi ha un reddito pari a “zero” e tuttavia ha effettuato delle spese superiori anche a quelle che possono essere le capacità di sostegno dei suoi familiari, non può che essere un evasore fiscale. La firma è della Commissione Tributaria Regionale della Calabria [1].

Il possesso e la disponibilità di una serie di beni, e l’effettuazione di spese per incrementi patrimoniali, a fronte di un reddito dichiarato pari a zero, sono elementi di prova gravi che giustificano la ricostruzione induttiva del reddito del contribuente [2].

La vicenda non è così lontana da molte altre all’evidenza di tutti, quotidianamente, sotto la luce del sole. A fronte di un reddito dichiarato “pari a zero”, erano risultati, nei confronti di un contribuente soggetto a ispezione fiscale, il possesso e la disponibilità di una serie di beni, nonché l’effettuazione di spese per incrementi patrimoniali. Chiamato a dare giustificazioni circa le uscite, l’interessato non riusciva a fornire prove convincenti.

La dimostrazione che deve offrire il contribuente deve essere sempre di tipo documentale: abbiamo fornito alcuni suggerimenti pratici nell’articolo “Se compri auto e casa coi soldi dei genitori rischi un controllo fiscale”.

Secondo i giudici calabresi è legittimo l’avviso di accertamento basato sul metodo induttivo tutte le volte in cui vi siano elementi che facciano desumere incongruenze gravi a supporto della ricostruzione del reddito “presuntiva”. In presenza di una contabilità completamente inattendibile o comunque di una situazione reddituale del tutto discordante con la realtà effettiva, il fisco può servirsi di qualsiasi prova per l’accertamento del reddito e, quindi, può determinarlo anche con metodo induttivo, e anche utilizzando, in deroga alla regola generale, presunzioni semplici prive dei requisiti della gravità, precisione e concordanza.


note

[1] CTR Calabria, sent. n. 178/04/2016.

[2] Ai sensi dell’art. 39 co. 1 lett. d) Dpr n. 600/1973.

Autore immagine: 123rf com


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