Diritto e Fisco | Articoli

Nessun mantenimento all’ex se il marito non può permetterselo

24 Marzo 2016
Nessun mantenimento all’ex se il marito non può permetterselo

Se entrambi i coniugi non dispongono di redditi sufficienti per mantenere lo stesso tenore di vita, non c’è alcun diritto all’assegno di mantenimento.

Niente mantenimento se entrambi i coniugi sono poveri. Con una recente sentenza il Tribunale di Velletri [1] ricorda che la funzione dell’assegno mensile è sì quella di garantire al coniuge economicamente più debole lo stesso tenore di vita di cui beneficiava quando ancora era sposato, ma questo obiettivo è solo “tendenziale”, dovendo prima essere commisurato all’effettiva possibilità economica del soggetto obbligato al versamento. In altre parole, non si può costringere il marito a mantenere la moglie se le sue possibilità economiche si sono ridotte proprio a seguito della separazione (per via dell’aumento di spese da sostenere).

Una volta, un giudice [2] ha scritto una pagina particolarmente significativa nell’ambito del diritto di famiglia che ha fotografato quella che è la reale situazione di molte coppie dopo l’addio: la separazione impoverisce i membri della famiglia, non solo affettivamente, ma soprattutto economicamente, in quanto determina un impatto sulla macroeconomia domestica familiare; con l’effetto che un diverso declinarsi delle due vite da single in due microeconomie personali non potrà consentire tutte quelle sinergie di risparmi prima possibili.

Detto in parole più povere, laddove con il matrimonio esiste una sola bolletta della luce – tanto per fare un esempio – a cui far fronte, con la separazione le utenze si raddoppiano; e così per l’affitto, gli oneri di condominio, la benzina, ecc. Ebbene, posta la inevitabile duplicazione di ogni spesa, di certo non si può imporre, a chi prima provvedeva alle esigenze economiche di un solo nucleo familiare (moglie + marito), di mantenerne due dopo la separazione (quello, cioè, di due soggetti distinti), sobbarcandosi qualsiasi tipo di consumo dell’ex. Per cui è impossibile pensare che il marito, che già ha un reddito basso, con l’aumento delle spese su di lui gravanti dopo la separazione possa anche garantire, alla ex moglie. lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio.

In sintesi, il coniuge economicamente più debole (perché ha un reddito più basso o è disoccupato) non ha diritto all’assegno di mantenimento (in caso di separazione) o a quello divorzile (in caso di divorzio) se l’altro coniuge non può permetterselo; infatti, il parametro del mantenimento dello stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio passa in secondo piano di fronte a motivi di macroeconomia domestica.


note

[1] Trib. Velletri, sent. n. 931 del 14.03.2016.

[2] Trib. Varese, sent. del 4.01.2012.

Autore immagine: 123rf com


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