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Concerti e sicurezza: responsabilità dei Comuni se il palco crolla

30 Aprile 2012
Concerti e sicurezza: responsabilità dei Comuni se il palco crolla

Responsabile il Comune se il palco del concerto in piazza crolla danneggiando una persona: inadempimento dell’obbligo di sorveglianza.

Se il palco allestito in occasione di un concerto in piazza crolla e travolge una persona, il Comune è responsabile dell’evento, salvo che dimostri di aver adottato tutte le misure idonee a evitarlo.

La Suprema Corte [1] ha di recente chiarito che l’ente locale, nonostante affidi l’organizzazione degli spettacoli pubblici a delle ditte esterne, è sempre e comunque tenuto a sorvegliare il rispetto di tutte le regole di sicurezza imposte dalla legge.

Pertanto, quando il cedimento del palco provoca il ferimento di una persona, il Comune risponde – insieme alla società organizzatrice del concerto – delle lesioni fisiche subite dal cittadino.

La legge presume che il Comune sia automaticamente responsabile qualora esso non osservi i seguenti obblighi di vigilanza [2]:

– verifica, prima dello spettacolo, della sicurezza dei luoghi e della corretta esecuzione del montaggio del palco [3];

– controllo, durante la manifestazione, del suo sicuro svolgimento [4].

In conclusione, l’ente comunale ha solo un modo per escludere la propria responsabilità: dimostrare che, pur avendo rispettato tutti gli obblighi di sorveglianza sopra esposti, il cedimento dell’impalcatura si sia verificato per un caso fortuito e quindi imprevedibile e inevitabile.

Nel caso in esame, la Cassazione non ha considerato un evento “imprevedibile” l’invasione del palco da parte degli spettatori. Tale condotta del pubblico infatti può essere intuita e, di conseguenza, evitata rinforzando le impalcature e impedendo alla folla di superare le transenne. Ecco perché i giudici hanno addossato sull’ente territoriale l’obbligo del risarcimento.

di MANUELA PAGANI

 

 


note

[1] Cass. sent. 13.03.2012, n. 3951.

[2] Gli obblighi di vigilanza attribuibili al Comune derivano dalla seguente normativa: artt. 80 ss L. 773/1931 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, TULPS), artt. 5 ss. d.P.R. 322/1956 e d.P.R. 616/1977.

Il Comune ha un obbligo di custodia sui luoghi pubblici (in cui tutti possono accedere liberamente, come una piazza o una villa) e sui luoghi aperti al pubblico di proprietà comunale (in cui l’accesso sia subordinato per esempio al pagamento di un biglietto, come uno stadio comunale). In virtù di quest’obbligo l’ente pubblico, se non prova che sia successo qualcosa di imprevedibile e inevitabile, è sempre responsabile dei danni subiti dai cittadini in questi luoghi. Ai sensi dell’art. 2051 c.c. si presume infatti che a causare questi danni sia proprio l’insufficiente opera di vigilanza del Comune.

[3] Prima di autorizzare la manifestazione, infatti, il Comune dovrà verificare l’idoneità delle strutture allestite, l’esecuzione a regola d’arte degli impianti elettrici installati e l’idoneità dei mezzi antincendio.

[4] Il Comune ha l’obbligo di accertarsi, tramite la presenza di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, che non si verifichino tumulti tra la folla, che le transenne non siano scavalcate e che il concerto, quindi, si svolga in sicurezza.


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5 Commenti

  1. Manué,

    niente da eccepire sulla chiarezza espositiva del tuo bel post.

    Solo pochi righini.

    [1.] Che il nostro diritto lo si debba spiegare ai cittadini e anche ai non cittadini che hanno residenza o domicilio in Italia solo e sempre attraverso le sentenze della Cassazione, è cosa che continua a lasciarmi perplesso: perché non spiegare il diritto interpretando codici e leggi e magari con l’ausilio della dottrina?

    [2.] La vicenda risale al Ferragosto del 1991, quando nel Comune di Terme Vigliatore un bambino subì delle lesioni a causa del crollo del palco allestito un concerto di Al Bano e Romina Power: perché non dirlo e perché non sottolineare di conseguenza l’«irragionevole durata» del procedimento in violazione della Costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo?

    [3.] In primo grado, il Comune di Terme Vigliatore fu condannato al risarcimento dei danni per «omessa adozione di misure idonee a garantire la sicurezza del pubblico spettacolo», mentre in secondo grado la responsabilità del Comune fu esclusa «dall’evento imprevedibile ed eccezionale del cedimento dell’impalcatura ove si esibivano i cantanti, determinata dalla ressa degli spettatori»: perché non dirlo?

    [4.] La sentenza della Cassazione, da cui tu hai preso le mosse, ha riformato la sentenza d’Appello ma con rinvio ad altra sezione della corte d’Appello di Messina, per cui non è ancora dato sapere se per «verità processuale», in quanto diversa dalla «verità ontica», la «ressa degli spettatori» integri il «fortuito»: perché non dirlo?

    Manué,

    sai che ti stimo e che questi miei righini sono solo un tentativo, il tentativo di un pedante, d’offrirti un modesto contributo per le tue riflessioni.

    Postilla.

    La sentenza è della terza sezione civile, emessa il 4 novembre 2011 e depositata il 13 marzo 2012 col n. 3951: ci vuole così tanto tempo per depositare una sentenza?

  2. Egregio Professore,
    innanzitutto la ringrazio per l’attenzione che ha prestato nei confronti del mio articolo.
    La sentenza in commento, come quasi sempre avviene, dà adito a numerose riflessioni.
    Nell’ambito di un articolo che ha lo scopo di dare al cittadino un’informazione diretta e immediata, in modo schematico e sintetico, diventa spesso difficile ritagliare un giusto spazio a tutte quelle considerazioni che il caso concreto inevitabilmente coinvolge. Con il suo commento, però, lei ha dato voce a ognuna di esse contribuendo a completare la notizia.
    Questo solo per dirle che il contributo che ha voluto offrirmi è stato da me ampiamente accolto.
    Con sincera stima e rispetto,
    Manuela

    P.S. Quando ho studiato la sentenza, anch’io non ho potuto far a meno di notare l’irragionevole durata di questo processo. Sembrava di leggere una notizia attuale: proprio di recente infatti il fenomeno del crollo dei palchi ha continuato a mietere vittime (mi riferisco, come si può immaginare, a quanto successo in occasione dei concerti di Jovanotti e Laura Pausini). All’attualità del tema della sentenza non corrisponde però quella del fatto concreto. Un dato allarmante, per cui mi unisco anch’io alla sua denuncia.

  3. Buongiorno a tutti; da buon ultimo ma anche coinvolto da un punto di vista lavorativo/assicurativo (la mia Compagnia offre un prodotto di Responsabilità Civile per l’organizzazione di eventi – ACE Events) ringrazio tutti per i contributi che vorrete dare per far emergere ulteriori problemi (non solo la lunghezza delle cause) in quanto un bravo assicuratore tende a cercare la definizione del risarcimento in tempi brevi evitando di andare, appunto, in causa.
    Premesso quanto sopra vorrei aggiungere che la posizione del Comune dovrebbe essere marginale rispetto a quella dell’Organizzatore dell’evento (colui che dovrebbe avere la licenza di pubblico spettacolo) ed a tutti gli altri “responsabili” che vanno dal promotore al produttore al venditore dello spettacolo fino agli incaricati dei lavori, al progettista delle strutture/impianti ed a colui che ha valutato il piano della prevenzione e della sicurezza.
    In particolare per questi ultimi bisognerebbe vedere anche quale modello contrattuale viene utilizzato fra le parti (appalto lecito o illecito) semprechè vi sia un contratto: so bene che spesso l’incarico avviene con una telefonata o per prassi, ma speriamo che questo cessi al più presto.
    Al di là del vincolo di solidarietà che lega il committente all’appaltatore è opportuno inoltre controllare il fornitore: si dovrebbe inserire in tutti i contratti una dichiarazione o un certificato che provino la presenza di una copertura valida, con massimali conrui e garanzie adeguate ed in linea con l’attività svolta e l’esposizione di rischio (questa è un’altra “denuncia” da aggiungere alle altre).
    Sto cercando di fare chiarezza in tutta questa materia (ovviamente non solo per i concerti, ma per tutte le tipologie di eventi) per poter valutare se le clausole della mia polizza siano adeguate, chiare e complete: qualcuno conosce bene la materia ed aiutarmi?
    Grazie
    Paolo Salomone
    Casualty Manager di ACE European Group

    1. La ringrazio per il Suo contributo all’argomento. Mi contatti in privato. Troveremo una soluzione al Suo quesito. Angelo Greco

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