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Lo sai che? Condominio: non rimborsate all’amministratore le spese non autorizzate

Lo sai che? Pubblicato il 2 maggio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 maggio 2012

L’amministratore di condominio non ha poteri di spesa per i lavori di manutenzione straordinaria se non espressamente autorizzato dall’assemblea: le eventuali spese non sono rimborsabili.

L’Assemblea non deve rimborsare all’amministratore le spese da questi sostenute per le modifiche alla facciata dell’edificio se lo aveva autorizzato solo alla nomina del tecnico, senza ancora approvare il compenso per i lavori da eseguirsi e la relativa spesa.

Secondo la Cassazione [1], l’Amministratore, dunque, non può liquidare la parcella di un fornitore del condominio, neanche se le opere da questi svolte riguardino la manutenzione straordinaria. La legge, infatti, non attribuisce all’amministratore un potere di spesa se manca la ratifica dell’assemblea. Solo quest’ultima può decidere le spese per attività di manutenzione straordinaria.

L’unico caso in cui l’amministratore ha un generale potere di spesa è nell’ipotesi di lavori urgenti: in tale ipotesi egli può procedere immediatamente, salvo l’obbligo di riferirne all’assemblea, nella prima riunione utile.

 

note

[1] Cass., sent. n. 5984 del 16 aprile 2012.

[2] Art. 1335 c.c.: “Oltre a quanto è stabilito dagli articoli precedenti, l’assemblea dei condomini provvede:

– alla conferma dell’amministratore e all’eventuale sua retribuzione;

– all’approvazione del preventivo delle spese occorrenti durante l’anno e alla relativa ripartizione tra i condomini;

– all’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore e all’impiego del residuo attivo del gestore;

– alle opere di manutenzione straordinaria, costituendo, se occorre, un fondo speciale.

L’amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.

[3] Art. 1703 c.c.: “Il mandato è il contratto col quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra (mandante).

[4] Un credito si dice liquido quando è esattamente determinato nel suo ammontare o è facilmente determinabile attraverso un calcolo matematico; si dice esigibile nel momento in cui il creditore può richiedere il pagamento al debitore.


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